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Un buon 2011 per i grandi gruppi dell’hôtellerie. L’Europa, però, fa eccezione

Di Job in Tourism, 23 marzo 2012

Ihg fiduciosa per il futuro

«La forza dei nostri brand, sostenuta dai nostri sistemi di distribuzione globale, ci ha permesso di registrare, nel corso del 2011, un aumento del 6,2% in termini di ricavi medi per camera disponibile (revpar) rispetto all’anno precedente. In particolare, le nostre strutture hanno ottenuto risultati sopra la media di mercato in regioni chiave come gli Stati Uniti (+7,9%) e l’area della Grande Cina (+10,7%; il dato comprende anche Hong Kong, Macao e Taiwan)». È il commento del ceo di InterContinental (Ihg), Richard Solomons, sulle performance complessive del proprio gruppo durante il 2011. I ricavi della compagnia, in particolare, si sono attestati a quota 1.768 milioni di dollari (+7% rispetto al 2010 a tassi di cambio costanti), mentre i profitti operativi hanno registrato un balzo del 25%, raggiungendo i 559 milioni di dollari. «Per quanto riguarda il prossimo futuro», ha proseguito Solomons, «riteniamo di essere globalmente ben posizionati per beneficiare dei trend positivi di lungo periodo dell’industria dell’ospitalità, soprattutto per intercettare la domanda dei paesi emergenti. E ciò, nonostante le incertezze che caratterizzano attualmente il mercato dell’Eurozona». In effetti, le performance degli hotel Ihg nel Vecchio continente sono andate calando nel corso dell’anno, chiudendo con un aumento del revpar di appena il 4,7%. Ma sono soprattutto i dati dell’ultimo trimestre a preoccupare: nel periodo ottobre-dicembre 2011 i ricavi medi per camera disponibile delle strutture europee sono infatti diminuite dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con gli hotel britannici e tedeschi che hanno visto i loro revpar scendere rispettivamente dello 0,7% e dello 0,3%.

Olimpiadi ed Europei trainano le performance 2012 di Accor

«Le performance del 2011 sono state notevoli e dimostrano i nostri nuovi potenziali di crescita». È il presidente e ceo di Accor, Denis Hennequin, a commentare così i positivi risultati registrati l’anno scorso dalla propria compagnia. «Tutti i nostri obiettivi sono stati centrati o superati. Non solo: durante un anno di trasformazione come quello appena trascorso, abbiamo anche realizzato uno sviluppo da record, rafforzando in particolare la nostra presenza nei mercati emergenti». I ricavi complessivi del gruppo, in effetti, sono cresciuti del 5,2% su base comparabile, rispetto al 2010, raggiungendo quota 6.100 milioni di euro, mentre il risultato operativo (ebit) è aumentato di ben il 32,6%, arrivando a 530 milioni di euro. Le performance del gruppo, in particolare, sono state sostenute in tutti i segmenti di mercato, che hanno fatto segnare un contemporaneo incremento di tariffe e tassi di occupazione. La domanda è stata forte soprattutto negli Stati Uniti e nei mercati emergenti, mentre si è mantenuta su livelli consistenti in tutto il Vecchio continente, con la notevole eccezione, però, dei mercati del Sud Europa. Nonostante lo scenario economico incerto, anche i risultati di questo inizio 2012 paiono infine muoversi lungo la stessa direzione, sostenuti da una buona domanda in mercati come la Francia, la Germania, il Regno Unito (in vista delle Olimpiadi), l’Europa dell’Est (alla vigilia dei Campionati europei di calcio), l’America Latina e la regione Asia-Pacifico.

Starwood: 21 mila nuove camere in un anno

Chiude bene l’anno Starwood, con un ultimo trimestre che ha registrato un +5,8% dei ricavi medi per camera disponibile (revpar) rispetto allo stesso periodo del 2010. «Tutti e nove i nostri brand hanno ottenuto buone performance, garantendo così un aumento del revpar per il decimo trimestre consecutivo», ha dichiarato l’evidentemente soddisfatto ceo della compagnia, Frits van Paaschen. «In particolare il nostro crescente focus sui paesi emergenti ci ha permesso, l’anno scorso, di aprire ben 21 mila nuove camere: un record per la nostra compagnia. A oggi possiamo così dire che dei complessivi 1.090 hotel del nostro gruppo, più di un terzo sono strutture nuove, inaugurate da meno di cinque anni a questa parte». Negli ultimi tre mesi dell’anno, in particolare, gli utili su base comparabile, escludendo alcune operazioni speciali, hanno toccato quota 140 milioni di dollari, facendo segnare un buon aumento rispetto ai 99 milioni del medesimo periodo del 2010. In tale contesto sostanzialmente positivo, vanno tuttavia segnalate le performance non certo ottimali delle strutture del Vecchio continente e dell’area Medio Oriente – Africa, dove i revpar sono cresciuti rispettivamente dello 0,8% e dello 0,2%. Evidentemente la crisi dei debiti sovrani di alcuni paesi europei e le turbolenze politico-sociali legate alla cosiddetta Primavera araba hanno influenzato negativamente anche i risultati degli hotel Starwood in tali regioni.

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