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Verso la stagione ormai prossima

Di Antonio Caneva, 16 maggio 2013

«Quando morirai, vorrai essere sepolta nel paesino sulle Alpi dove sei nata o a Milano?»
«Non al paese».
«Guarda che, quando morirai, ci sarà solo tuo figlio che verrà a trovarti, mentre al paese il cimitero è un luogo di raccoglimento, ordinato, sereno, sempre aperto, dove le persone che sono cresciute con te possono entrare quando desiderano e portarti un pensiero e un fiore».
Parlavo con mia moglie nel cimitero di Rapallo, in cui per la festa della mamma eravamo per porre un fiore sulla sua tomba.
Girando la testa, vicino alla tomba di mia madre, persone molto anziane: suor Emilia, deceduta a 92 anni, Franco Longhi, cantante, in arte Johnny, e proprio a fianco un cumulo di terra, disadorna, senza neanche un nome, con una croce messa assieme con due assi e tenuta da un nastro che probabilmente era stato la fettuccia di una tapparella.
In contrasto con la vista precedente, il lungomare invece era vivace: un uomo seguito dal figlio in bicicletta mi sfiorava; un acre odore di vernice arrivava dalla spiaggia, dove stavano verniciando le cabine per la stagione ormai prossima; in lontananza piccole vele e nel parco i rododendri che sfiorivano per lasciare posto alle ginestre.
Incurante della crisi che morde, la località di vacanze si stava svegliando: la gente era sorridente; il tabaccaio raccontava che, da ora sino a ottobre, non avrebbe più avuto un giorno libero; i locali chiusi per l’inverno riaprivano e la voglia di fare, che trasforma ognuno in imprenditore, riaffiorava con entusiasmo.
Siamo nuovamente pronti per la stagione. Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo, con la determinazione che spesso non coincide con la realtà in cui ci si trova ma che, fortunatamente, ci è propria e consente al paese di mantenere quel po’ di ottimismo che ancora rimane.

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