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Una risata seppellirà certe idee

La crisi potrebbe aiutare la diffusione del concierge virtuale: i pericoli per l'offerta ricettiva

La crisi potrebbe aiutare la diffusione del concierge virtuale: i pericoli per l'offerta ricettiva

Di Massimiliano Sciò, 18 aprile 2013

La notizia è di questi giorni, ma non rappresenta una novità: sembra che alcuni alberghi italiani, a breve, faranno a meno dei portieri sostituendoli con delle macchine. No: non sto raccontandovi la trama di Terminator o quella di 2001 Odissea nello spazio; sto parlando di vere apparecchiature, nate per espletare i check-in e i check-out negli alberghi, facendo così venir meno la necessità della figura del portiere.
A nome della categoria «ringrazio» l’inventore. Ma mi chiedo anche, e chiedo a voi tutti: chi darà allora le informazioni che un ospite è solito chiedere al portiere? Chi chiamerà il taxi o prenoterà il ristorante? Chi correrà su in camera in caso di qualsiasi emergenza, soprattutto notturna?
Sarà in grado questa favolosa macchina di espletare anche le mansioni della cortesia, del far quattro chiacchiere con gli ospiti, di tutto quello, insomma, che si chiama calore umano?
Sinceramente, ho i miei dubbi. Non ho invece dubbi che ci siano già molti albergatori che si fregano le mani pensando a quanto potranno risparmiare, dopo aver speso dei soldi per questo «gioiello»: generalmente una cifra pari a quattro – cinque stipendi.
E allora, a quando la macchina che rifarà i letti e si occuperà della pulizia? E quella che farà da sola le colazioni? La macchina chef o quella sommelier?
E in caso di guasto, come procederanno gli alberghi? I clienti aspetteranno l’eventuale tecnico? O più semplicemente convergeranno in un altro albergo, magari meno tecnicamente all’avanguardia, ma sicuramente più funzionale?
Perché è qui il nocciolo del problema: essere tecnicamente all’avanguardia non vuol dire essere sempre funzionali. Una macchina, in particolare, è vulnerabile. Pensiamo solo a un eventuale black out: un impiegato in carne e ossa, in caso di necessità, può avere mille intuizioni e risolvere il problema; una macchina, quando è ferma, è ferma. E state pur certi che non si spremerà le meningi, pardon i transistor, per risolvere tutto per il meglio.
In un tempo drammatico di crisi, certe notizie non aiutano. Anzi, possono creare il panico tra i lavoratori del turismo. Ma credo, anzi spero, che una risata seppellirà certe idee. Se il progresso avanza, avanza come un gambero, a sfavore dell’essere umano.

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