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Un patrimonio da valorizzare

Di Anna Romano, 11 giugno 2004

www.cittadelvino.com
Il 3 giugno, presso la Camera dei deputati, è stata presentata la proposta di legge d’iniziativa riguardante “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani”, che prevede l’istituzione di una commissione nazionale per la catalogazione dei vitigni autoctoni italiani e il lancio di un progetto nazionale di tutela e valorizzazione dei vitigni autoctoni come patrimonio culturale da tutelare. A questo scopo verranno realizzati campi sperimentali, avvalendosi della collaborazione dei viticoltori e dei produttori locali, nel ruolo di custodi dei vitigni antichi.
Un’iniziativa importante, sull’onda del forte interesse suscitato in tutto il mondo dai vitigni autoctoni e antichi italiani, che si aggiunge alle molte azioni promozionali organizzate da enti, istituzioni, aziende vitivinicole e consorzi.
In particolare, da segnalare l’attività dell’Associazione nazionale città del vino che da diverso tempo si muove concretamente su questo piano, anticipando i principali contenuti su cui si basa la proposta di legge.
“Penso, in particolare, al comitato Vinum loci – ha dichiarato Paolo Benvenuti, direttore del’Associazione nazionale città del vino – istituito lo scorso anno assieme alla Fiera di Gorizia e alla facoltà di Agraria dell’Università di Milano, che ha tra i suoi obiettivi, oltre alla catalogazione e al censimento dei vitigni antichi, anche la loro valorizzazione attraverso un progetto di ricerca sottoposto all’attenzione del ministero per le politiche agricole, con il conseguente affidamento ai produttori dei vitigni antichi, e l’obiettivo di giungere alla produzione di vini che rappresentino sempre di più il legame tra prodotto e territorio. Va inoltre sottolineato anche l’aspetto relativo alla tutela legale dei vitigni antichi e del loro rapporto con il territorio di origine, condizione primaria per programmare una qualsiasi attività di valorizzazione e promozione, affinché sia ribadito che quel vitigno è patrimonio esclusivo di quel territorio; condizione che nella proposta di legge appare un po’ sfumata e che dovrebbe essere meglio precisata”.

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