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Imposta di soggiorno, AICA: subito un tavolo tecnico

Confindustria Alberghi torna a chiedere l'istituzione di un tavolo tecnico per condividere criteri chiari di utilizzo delle risorse e modalità applicative uniformi dell'imposta di soggiorno, il cui gettito potrebbe raggiungere quest'anno 1,2 miliardi di euro

Confindustria Alberghi torna a chiedere l'istituzione di un tavolo tecnico per condividere criteri chiari di

Di Job in Tourism, 21 Aprile 2026

Un tavolo tecnico per condividere criteri chiari di utilizzo delle risorse e modalità applicative uniformi dell’imposta di soggiorno. Torna a chiederlo Confindustria Alberghi dopo che nei giorni scorsi sono stati diffusi i dati dell’Osservatorio Nazionale JFC 2026 che per quest’anno stimano un ulteriore aumento sia dei Comuni che l’applicheranno che del gettito complessivo derivante dall’imposta. 

Una riflessione sugli adempimenti

“Con un gettito dell’imposta di soggiorno che nel 2025 ha segnato il record di oltre 1 miliardo 150 milioni di euro, con un incremento del +12,8% rispetto all’anno precedente , il dato dell’Osservatorio Nazionale JFC 2026 conferma l’assoluta centralità e la forza trainante del turismo per l’economia del nostro Paese. Questa crescita – ha commentato l’associazione – impone una profonda riflessione sugli adempimenti e gli oneri amministrativi che gravano quotidianamente sulle strutture ricettive”.

Confindustria Alberghi è tornata a ribadire che “il gettito della tassa di soggiorno deve essere rigorosamente destinato al turismo, alimentando investimenti che tornino a beneficio del settore e della competitività delle destinazioni”. Da qui, la richiesta di istituzione di una tavolo tecnico per discutere dei criteri di utilizzo del gettito e delle modalità applicative dell’imposta.

“L’albergo – ha sottolineato Confindustria Alberghi – non può essere considerato un esattore al servizio degli enti locali. Va sollevata con fermezza la questione dei costi di gestione legati all’imponente lavoro amministrativo richiesto per la riscossione: ad oggi, le strutture alberghiere agiscono di fatto come esattori senza alcun compenso, sostenendo oltretutto direttamente gli oneri legati alle commissioni delle carte di credito per il versamento dell’imposta”.

Trasparenza e coinvolgimento

“È fondamentale che i proventi tornino ad alimentare il circolo virtuoso del turismo – ha chiosato la Presidente Elisabetta Fabri -. Chiediamo trasparenza e un coinvolgimento attivo nella programmazione degli investimenti, affinché il contributo dei nostri ospiti – che secondo le stime JFC potrebbe toccare 1,2 miliardi nel 2026 – sia realmente finalizzato al miglioramento dei servizi e dell’accoglienza italiani”.

 

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