Cresce l’imposta di soggiorno in Italia, sia per numero di Comuni che la applicano che per gettito. Secondo i dati l’Osservatorio nazionale 2026 dell’agenzia Jfc pubblicati da “Il Sole 24 Ore”, la tassa verrà applicata quest’anno da 1.411 amministrazioni, 24 in più rispetto allo scorso anno. Tra queste, quelle di Foligno, Trani, Bisceglie, Avellino, Moncalieri e San Donà di Piave. Aumentano anche gli introiti dell’imposta, il cui gettito è stimato per il 2026 a oltre 1,2 miliardi di euro, il doppio rispetto ai 628 milioni di cinque anni fa.
Gli aumenti
Gli aumenti riguardano anche il valore della tassa nelle destinazioni che già l’applicavano, in modo particolare nelle città. In testa, Milano che, grazie alla deroga concessa per i Giochi Olimpici, ha incrementato notevolmente il valore dell’imposta. Aumenti si registrano anche a Napoli, Torino, Catania, Perugia, Bolzano e Olbia, tra le altre, ma anche località turistiche più piccole come San Candido, Jesolo, Sanremo, Assisi, Arona, Alghero, Diano Marina, Santa Margherita Ligure, Spoleto e Porto Sant’Elpidio.
Il gettito
Per quanto riguarda il gettito, in cima alla classifica degli introiti c’è ancora la Regione Lazio, con oltre 300 milioni di gettito nel 2025, in crescita dell’1,6%. Seguono la Lombardia, con un gettito di 158 milioni, e il Veneto e la Toscana, con entrate pari rispettivamente a 136 e 117 milioni, in crescita dell’11%.
Guardando alle destinazioni, il primato è della Capitale, per cui si stimano per il 2026 entrare pari a circa 288 milioni, in linea con gli anni passati. A Milano, le Olimpiadi hanno prodotto, invece, un boom stimato in un +43%, con incassi fino a 110 milioni. Seguono Firenze con 82,7 milioni e Venezia che, per la prima volta, si stima avrà incassi in calo di tre punti, pari a 38,6 milioni di euro.
Il record spetta, però, a Lazise sul Garda, nel cui territorio si trova il polo dei parchi divertimento di Gardaland, Movieland e Canevaworld, che lo scorso anno ha visto aumentare il gettito addirittura del 60%, a quota 3,6 milioni.
Gli effetti della guerra in Medio Oriente
Lo scenario, tuttavia, rimane incerto a causa della guerra in Medio Oriente e degli impatti a lungo termine che potrebbe generare. Qualora l’instabilità geopolitica dovesse perdurare, l’Osservatorio di Jfc ha previsto un secondo scenario in cui il totale del gettito nazionale potrebbe fermarsi a quota 1,1 miliardi di euro, con un calo rispetto al 2025 dell’1,8%.
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