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Un Manifesto per “salvare gli alberghieri” 

Nasce dal basso la mobilitazione che punta a restituire centralità e valore alla formazione legata all’enogastronomia, all’ospitalità e al turismo: il Manifesto in dieci punti programmatici

Nasce dal basso la mobilitazione che punta a restituire centralità e valore alla formazione legata all’eno

Di Job in Tourism, 7 Ottobre 2026

Rafforzare l’identità dell’istruzione professionale, restituendo centralità alle discipline professionalizzanti, ai laboratori, al saper fare e alla qualità della formazione. È con questo obiettivo che è stata lanciata nelle scorse settimane “Salviamo gli Alberghieri”, iniziativa promossa dalla testata giornalistica online specializzata “La Voce della Scuola” alla quale stanno aderendo insegnati, scuole, professionisti dell’ospitalità e dell’enogastronomia, che hanno condiviso anche un Manifesto: dieci punti per costruire una nuova istruzione professionale italiana, in un momento storico che vede gli istituti alberghieri perdere iscritti e faticare nell’offrire una preparazione in linea con le richieste del mercato del lavoro, come raccontiamo in questo approfondimento dall’ultimo numero del nostro magazine digitale (sfogliabile per intero a questo LINK).

L’iniziativa

“L’iniziativa nasce dalla volontà di riportare al centro del dibattito pubblico l’identità, la funzione e il futuro degli istituti professionali alberghieri e, più in generale, della formazione legata all’enogastronomia, all’ospitalità e al turismo”, spiega Diego Palma, Direttore de “La Voce della Scuola” e promotore dell’iniziativa. Attorno alla proposta si è sviluppato un gruppo spontaneo e aperto – oltre 3mila i membri iscritti ai relativi gruppi Facebook e WhatsApp – formato da docenti, insegnanti tecnico-pratici, dirigenti scolastici, professionisti dell’ospitalità e del turismo, addetti ai lavori, esponenti del mondo produttivo, associazioni di categoria e sindacali. “Esperienze e ruoli differenti, ma una convinzione comune – sottolinea Palma – l’istruzione professionale non deve essere ridimensionata, accorciata o progressivamente privata della propria identità. Deve essere rafforzata”.

Gli Stati Generali degli Alberghieri

Dopo la pubblicazione e la condivisione del Manifesto, l’obiettivo ora è promuovere “un grande confronto nazionale sul futuro dell’istruzione professionale, coinvolgendo scuola, Governo e istituzioni, Parlamento, Regioni, forze politiche, organizzazioni sindacali, imprese, professionisti, associazioni di categoria, ITS Academy, università, studenti e famiglie. L’ambizione – prosegue Palma – è trasformare una mobilitazione nata dal basso in una piattaforma nazionale di confronto e proposta. Non un convegno costruito come semplice successione di interventi, ma un vero luogo di ascolto, confronto ed elaborazione. Si partirà dai dieci punti del Manifesto per discuterli, integrarli e approfondirli, con l’ambizione di arrivare a una piattaforma capace di rappresentare le esigenze della scuola, delle professioni, del sistema produttivo e, soprattutto, dei giovani”.

Un Manifesto in dieci punti

Ma quali sono i dieci punti proposti? Il primo è “restituire centralità al saper fare. La prima scelta programmatica – si legge nel Manifesto – è rafforzare strutturalmente le discipline di indirizzo e le attività laboratoriali. Cucina, sala e vendita, accoglienza turistica, pasticceria, arte bianca e tutte le discipline caratterizzanti devono tornare a rappresentare uno degli assi portanti del percorso scolastico, con un rafforzamento progressivo soprattutto nel triennio”. Da qui, l’indicazione a sviluppare negli ultimi anni del percorso scolastico, “una vera area di alta professionalizzazione, costruita attraverso la collaborazione tra scuola, professionisti, imprese qualificate, associazioni di categoria, ITS Academy, università e territori”. Perché ciò avvenga, servono tuttavia risorse: “Non esiste istruzione professionale di qualità senza laboratori moderni, attrezzature adeguate, tecnologie, software e materie prime. Per questo – prosegue il Manifesto – proponiamo un Fondo nazionale permanente per gli istituti professionali alberghieri, destinato alla manutenzione e all’innovazione dei laboratori, alle attrezzature, alle materie prime, alla digitalizzazione, alla sicurezza e alle attività professionalizzanti”.

Fondamentale è poi la collaborazione con le imprese, che deve passare dalla costruzione di un nuovo patto tra formazione e lavoro. “Chef, maître, pasticcieri, sommelier, direttori d’albergo, receptionist, professionisti dell’accoglienza, operatori turistici, agenti di viaggio, imprenditori e manager devono poter contribuire stabilmente ai percorsi formativi. Allo stesso tempo – evidenzia il Manifesto – gli studenti devono poter conoscere le professioni attraverso imprese realmente qualificate. Ma con principi inderogabili: l’impresa non sostituisce la scuola, lo studente non sostituisce il lavoratore, il tirocinio non è lavoro gratuito”.

Dal punto di vista organizzativo, la piattaforma rivendica un quadro orario nazionale chiaro, con un monte ore professionalizzante adeguato e standard formativi riconoscibili in tutto il Paese, e percorsi non segmentati. “Il Manifesto difende con chiarezza il valore del percorso quinquennale. Questo non significa essere contrari agli ITS Academy. Significa esattamente il contrario – si legge ancora nel documento –. Vogliamo ITS Academy forti dopo istituti professionali forti. Al termine dei cinque anni ogni diplomato deve essere nelle condizioni di scegliere consapevolmente tra lavoro, ITS Academy, università e imprenditorialità”.

Si chiede, poi, il riconoscimento del ruolo degli insegnanti tecnico-pratici come “una componente essenziale dell’identità della scuola professionale. Occorre valorizzarne il ruolo sul piano professionale, giuridico ed economico e costruire un sistema permanente di aggiornamento che consenta agli ITP di confrontarsi con imprese, professionisti, tecnologie, attrezzature e nuovi modelli organizzativi”.

Umanizzare il lavoro

Infine, il Manifesto propone l’istituzione di un Osservatorio nazionale permanente su formazione, lavoro e professioni, anche al fine di contrastare la dispersione professionale dopo il diploma, e di un patto nazionale per la qualità e l’umanizzazione del lavoro nell’ospitalità: “La scuola può formare professionisti eccellenti, ma non può risolvere da sola la crisi di attrattività di alcune professioni – evidenza il documento –. Occorre affrontare anche il tema delle condizioni di lavoro: retribuzioni, orari, turnazioni, riposi, lavoro festivo, conciliazione tra vita privata e professionale, stabilità, crescita e qualità degli ambienti di lavoro”. 

Il cambiamento culturale

Da qui, l’ultima sfida: “Cambiare la percezione culturale dell’istruzione professionale. L’Istituto professionale alberghiero non deve essere considerato una scuola di seconda scelta. Deve diventare una scuola che un giovane sceglie perché vuole diventare un professionista. Non possiamo restituire prestigio alla scuola senza restituire prestigio anche alle professioni. Una professione è prestigiosa quando richiede competenze, viene riconosciuta e adeguatamente retribuita, offre possibilità di crescita e permette di costruire un progetto di vita. Per questo serve anche una grande azione culturale nazionale capace di raccontare il valore dell’enogastronomia, dell’ospitalità e del turismo”.

Il Manifesto è una piattaforma ancora aperta alla quale è possibile contribuire con esperienze, osservazioni e proposte mentre a breve verranno comunicate le informazioni per partecipare agli Stati Generali degli Alberghieri. “Il confronto – conclude Palma – non riguarda soltanto il futuro degli istituti professionali alberghieri. Riguarda il modello di istruzione professionale che l’Italia intende costruire nei prossimi anni. Riguarda, prima di tutto, le opportunità formative e professionali da offrire alle nuove generazioni”.

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