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Sempre più importante il brand per gli operatori del turismo

Di Job in Tourism, 26 novembre 2004

G&A Martinengo, che si occupa di global marketing communication ed è specializzata nel campo del turismo e dei trasporti, ha festeggiato i primi 15 anni di attività e in questa circostanza ha comunicato la modifica del brand in Martinengo.
“Abbiamo colto l’occasione del festeggiamento dei nostri primi 15 anni per attuare alcuni cambiamenti ai quali pensavamo da tempo – ha detto Massimo Martinengo. – Il nuovo brand è dettato da un’esigenza di praticità: sono moltissimi coloro che già ci chiamano e riconoscono semplicemente come Martinengo, per questioni di comodità e velocità. Ci sembrava quindi logico assecondare questa tendenza. Del resto, sono molti oggi i brand, anche internazionali, che diventano più semplici e puliti, e che scelgono un lettering più attuale”.
L’importanza del brand è stata sottolineata anche in un convegno tenutosi al Ttg Forum del 23 ottobre scorso. “È possibile valutare un marchio – ha dichiarato Giacomo Rilletti, amministratore delegato Impact consulting group – quando è stato, è o sarà oggetto di un flusso di investimenti; quando è all’origine di benefici economici differenziali e quando è, almeno idealmente, trasferibile”.
Manfredi Ricca, business director Interbrand Italia, ha aggiunto che “avere un marchio forte è vantaggioso perché genera price premium e autorizza l’azienda a tenere prezzi anche al di sopra della media, ma soprattutto perché è garanzia di longevità aziendale”.
L’esempio citato è quello del brand Coca-Cola, che sotto il profilo economico rappresenta il 62 per cento del capitale aziendale e che con la sua forza ha consentito di raggiungere serenamente i cento anni di attività, contro i 25 anni di vita mediamente registrati dalle imprese.
Secondo Fernando Pagliaro e alcuni altri relatori, le aziende del turismo dovrebbero collaborare in modo più stretto con le agenzie di comunicazione, inserendo nei budget fra le voci di spesa anche la comunicazione e il marketing, indispensabili per il rafforzamento del brand.
“Ci siamo abituati alla polisensorialità; a marche che ci trasmettono non soltanto valori di prodotto ma anche una serie di sensazioni. Tutto questo vale anche quando acquistiamo un viaggio, che è per eccellenza un prodotto che deve suscitare emozioni”, ha affermato Walter Oscar Mauri, esperto di psicolinguistica, responsabile Shaker Italia e consigliere Unicom.

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