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Per superare la crisi, occorre cambiare gli stili di vacanza

Di Job in Tourism, 1 ottobre 2004

Pubblichiamo un estratto dell’interessante ricerca sul settore alberghiero presentata da Databank. I dati raccolti da Antonio Rana, consulente di ricerca di Databank, autore di studi sul fitness e sull’hôtellerie nazionale, mostrano la necessità di trasformare gli stili di vacanza in relazione al mutamento degli scenari mondiali che hanno profondamente trasformato il concetto stesso di turismo.

La domanda: dimensioni e linee di sviluppo
Nel 2003 si registra un calo dello 0,4% degli arrivi e dell’1% delle presenze. Nel caso degli italiani, gli arrivi aumentano del 2,7% e le presenze dell’1,4%. Nel caso degli stranieri si assiste a una diminuzione del 4,5% degli arrivi e del 4,3% delle presenze.
Nel 2003 il fatturato alberghiero ha raggiunto i 21 miliardi di euro, l’1,3% in meno del 2002. Il 52% dei ricavi è costituito dalla vendita camere, intorno ai 10,9 miliardi di euro, l’1,8% in meno rispetto al 2002. Il ricavo medio per camera scende dello 0,8%. Tale decremento è giustificato dal calo delle presenze, che si ripercuote negativamente sui ricavi di vendita.
Un altro 36% del fatturato alberghiero è realizzato nel food & beverage, i cui ricavi ammontano a 7,6 miliardi di euro (-0,7%). Il restante 12% del fatturato è costituito dai ricavi relativi a tutte le attività di supporto al soggiorno alberghiero, all’affitto di sale congressuali e ad altri servizi alberghieri. Nel 2003 tali vendite sono diminuite dell’1,2% rispetto al 2002.
In seguito al trend della prima parte di quest’anno, a fine 2004 la situazione non è destinata a migliorare. L’anno potrà far registrare un ulteriore calo dell’1,3% del fatturato alberghiero Il valore della vendita di camere dovrebbe calare a 10,9 miliardi di euro (-1,8%), con un ricavo medio per camera in diminuzione dell’1%. Anche gli altri ricavi, incluso il food & beverage, potranno registrare segni di contrazione.
L’industria alberghiera risentirà sempre più di fattori esogeni che condizioneranno la domanda di viaggi e vacanze. In particolare, la stabilità dei consumi e la paura per spostamenti a lungo raggio trasformano gli stili di vacanza e ciò nel tempo ridurrà il numero di giorni destinati ai viaggi, accrescendo l’attrattività di zone più vicine al luogo di residenza.

Vacanza e benessere: un’integrazione possibile
L’hôtellerie italiana registrerà una trasformazione significativa in seguito all’integrazione fra l’industria dei viaggi e delle vacanze e quella del benessere, grazie alle strategie di questi operatori. Il fenomeno è già in parte emerso nell’analisi di business sui centri fitness e benessere, realizzata lo scorso giugno.
Fra tour operator, compagnie alberghiere, centri fitness e benessere, società termali, dell’entertainment e di sport di nicchia sta infatti fiorendo una serie di accordi e intese che puntano alla creazione di veri e propri insediamenti destinati al divertimento e al relax dei turisti. Tale processo sta avvenendo compatibilmente alle combinazioni prodotto/mercato più appetibili e ai target di riferimento (leisure e/o affari). Gli esempi non mancano.
Alcune catene alberghiere si alleano con centri fitness (è il caso di Baglioni e CaroliHealthclub), case discografiche aprono centri fitness (Virgin), gli hotel aprono campi da golf o si accordano con leader del benessere (Vitawell con Messegué e la catena tedesca Kempinski per l’albergo in Sicilia si allea con Daniela Steiner), gruppi del fitness aprono palestre nelle grandi stazioni o negli aeroporti (Fitness First) o acquisiscono società termali (Vitawell e terme di Montecatini), tour operator realizzano accordi di commercializzazione con i centri fitness (Get Fit con il Ventaglio) e Wellness Club si allea con Lifegate, il primo portale italiano di ecocultura di Marco Roveda. E non si può dimenticare l’espansione delle città del benessere e del divertimento come il Dream Village di Pordenone, le megastrutture come il B Fit a Legnano, il Forum a Roma, dove la gente può trovare di tutto.
Per quanto riguarda il comparto alberghiero, si deve sottolineare che negli ultimi cinque anni il numero di sale fitness presenti negli hotel italiani cresce al ritmo annuo del 30%. Tale fenomeno rappresenta un’opportunità decisamente interessante per l’indotto delle attrezzature e impianti per il wellness.
Il processo è destinato a proseguire, perché il comparto alberghiero ha raggiunto una fase di maturità piena, che induce i gruppi italiani ed esteri a specializzare e focalizzare i propri prodotti e marchi su specifici segmenti di clientela, con la creazione di catene orientate su particolari target di domanda, come ad esempio extralusso, aeroportuale, autostradale, commerciale, congressuale o puro leisure.

Lo scenario competitivo
In Italia vi sono poco più di 33 mila esercizi alberghieri con 982 mila camere e 1,9 milioni di letti. Negli ultimi cinque anni si rileva una riduzione del numero di alberghi a fronte di una stabilità del numero di camere e letti. In tali termini, le strutture alberghiere tendono a essere mediamente più capienti. Le sedi congressuali alberghiere sono circa 8.500, concentrate prevalentemente al nord e soprattutto nei poli industriali e commerciali. È stabile il numero dei servizi di bar (sui 31 mila) e di ristoranti (circa 26 mila).
Le principali 40 compagnie alberghiere registrano un calo del 2,8% del proprio ricavo medio per camere, che è valutabile intorno a 115 €. Il tasso di occupazione media lorda delle camere del campione di compagnie alberghiere preso in considerazione scende dal 52% del 2002 al 49% del 2003, con una diminuzione del 5,6%. Pur rappresentando soltanto l’1,9% dell’offerta nazionale, il 7% del numero di camere totali ed il 13,5% del fatturato nazionale, queste catene hanno un sostegno determinante all’occupazionalità del settore, che mostra chiari segni di cedimento.A fronte di una domanda in contrazione, gli operatori puntano ad accrescere la profittabilità delle vendite e dall’altro a migliorare l’efficienza interna per sostenere i guadagni.

Dati di sintesi, 2003

Numero di alberghi: 33.270
Numero di camere: 982.605
Numero di letti: 1.933.517
Numero di addetti (a): 270.000
Numero di addetti per impresa: 8
Arrivi (‘000 unità): 67.087
Presenze (‘000 unità): 228.834
Fatturato della vendita camere a prezzi finali (Mn. €): 10.900
Fatturato della ristorazione alberghiera a prezzi finali (Mn €): 7.600
Fatturato vendita camere per addetto (‘000 €): 40,4
Valore aggiunto (Mn €): 4.578
Valore aggiunto per addetto (‘000 €): 17,0
Variazione media annua del mercato 2003/1999 (%):
– arrivi: 1,6
– presenze: 1,2
– valore della domanda di camere: 2
– valore della ristorazione alberghiera: 2
Tasso di occupazione lorda (b) (%): 32,7
Quota di mercato prime 4 compagnie (%): 5,3
Previsioni di sviluppo dell’attività (2004/2003)(%):
– arrivi: -0,4
– presenze: -0,8
– valore della domanda di camere: -1,8
Tendenza di medio periodo: stabilità

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