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Obiettivo turismo senior

I viaggiatori over 60: un segmento dalle elevate potenzialità non ancora pienamente sfruttate

I viaggiatori over 60: un segmento dalle elevate potenzialità non ancora pienamente sfruttate

Di Marco Beaqua, 31 luglio 2014

Fa viaggi più frequenti e più lunghi, guarda con grande interesse a città d’arte e appuntamenti culturali, pone molta attenzione a servizi specifici e personalizzati e non disdegna il lusso. È l’identikit del turista senior nazionale, così come emerge dalla decima indagine dell’osservatorio Europcar sulle vacanze degli italiani, che quest’anno ha analizzato con Doxa gli stili di viaggio della popolazione d’età compresa tra i 60 e i 79 anni.
«Un segmento che, dati alla mano, mostra un mercato potenziale non indifferente e ancora non pienamente sfruttato, almeno entro i nostri confini», racconta Nicola Fabbri, tra gli autori della ricerca. L’aspetto più importante, secondo il docente dell’università Bocconi di Milano, è relativo alla durata media della vacanza, nettamente più elevata rispetto a quella del target medio nazionale, soprattutto nei periodi di minore affollamento. «In altri paesi», prosegue Fabbri, «specialmente quelli del Centro e Nord Europa, tale trend ha già dato vita al fenomeno dei cosiddetti long stayers, ossia dei turisti da soggiorni di lunga durata fuori stagione, che rappresentano ormai una realtà consolidata: è recente, tra l’altro, il bando della Commissione europea, collegato anche al programma Calypso sul turismo sociale, per una serie di incentivi dedicati proprio a questo specifico target di mercato senior. Un obiettivo, quest’ultimo, tuttavia ancora lontano per le destinazioni italiane che, nonostante i proclami di destagionalizzazione, non sono a oggi adeguatamente attrezzate ad accogliere un genere di domanda con specifiche esigenze di alloggio, servizi di intrattenimento e assistenza, che pure porterebbe vantaggi in termini di abbattimento dei costi fissi e redditività degli investimenti».
Ma quali sono queste cifre tanto attraenti quanto ancora relativamente poco esplorate dal nostro comparto turistico? I senior, dati Istat alla mano, rappresentano oggi una fascia consistente, ma molto differenziata, della popolazione nazionale: circa 12,5 milioni di italiani, dei quali alcuni in attività, altri pensionati con la minima (50%) e altri ancora non più impegnati nel mondo del lavoro ma con un reddito più alto e quindi in grado di approcciare viaggi più articolati (30%). Non a caso ben il 20% degli intervistati prevederebbe di concedersi una vacanza di lusso, o di tenere comportamenti e ricevere trattamenti che associa al mondo del lusso: un dato decisamente superiore alla media nazionale che, pur differenziandosi molto per tipologia di turisti, età e provenienze, di norma non va oltre il 10% del totale.
È insomma un turismo, quello senior, di cui oggi si comincia a delineare un quadro più preciso, fortemente correlato a una maggiore disponibilità di tempo, a una buona capacità di spesa e a una qualità della vita, anche per i progressi in campo medico, nettamente migliorata. È così che quasi la metà (il 47%) del campione interpellato ha fatto, farà o pensa di fare una vacanza nel 2014 e, di questi, ben il 44% non partirà solo in estate, mentre un 10% si muoverà esclusivamente al di fuori della stagione estiva. Non solo: i numeri dell’osservatorio Europcar sottolineano anche la maggiora capacità di resilienza dei senior nei confronti della crisi. E ciò non tanto alla luce della vacanza estiva di una o due settimane (65%), o di tre settimane-due mesi (25%), quanto per la propensione a prendersi altri giorni lontani da casa durante l’anno (68%). Fuori stagione i turisti senior farebbero infatti sia weekend classici o lunghi (il 57%, in linea peraltro col dato nazionale), sia vacanze della durata di una-due settimane (il 45%), mentre il 5-6% partirebbe addirittura per trasferte di tre settimane-due mesi: dunque vacanze più lunghe per i senior rispetto all’italiano medio (in estate 17,5 giorni contro i dieci circa dello standard nazionale), in netta controtendenza rispetto alla congiuntura di crisi.
Un popolo in movimento, quindi, che vale, secondo le stime più prudenti, almeno 19,5 miliardi di euro, ossia l’1,25% del pil nazionale (35 miliardi di euro, il 2,25% del pil, comprendendo anche l’indotto), e che dovrebbe spronare l’industria italiana delle vacanze a predisporre servizi adeguati a queste diverse esigenze. A cominciare dall’assistenza sanitaria in viaggio e a destinazione che, con un voto di 8,6 su 10, è considerata molto importante dagli intervistati, soprattutto da quella fascia tra i 70 e i 79 anni che, pur in un quadro clinico soddisfacente, deve però fare i conti con le patologie croniche dovute allo scorrere del tempo. La grande esigenza di sicurezza si traduce, infine, anche nella richiesta di coperture assicurative globali (7,9 su 10) e di trasporto organizzato (7,8 su 10).

Le mete e le attività preferite

Ma dove vanno, e per fare cosa, gli over 60 in vacanza? Il mare è, come sempre, il fuoriclasse dell’estate con il 64% delle preferenze (67% per l’italiano medio); la montagna, però, sale significativamente nelle preferenze (21% contro il 14% della media nazionale) e si mantiene pressoché stabile durante tutto l’anno; non trascurabile, inoltre, la quota di chi sceglie la campagna o il lago (12%). A fare la differenza sono però le città d’arte, che raggiungono picchi significativi da gennaio a giugno (29%) e soprattutto tra ottobre e dicembre (35%). Una voglia di cultura e di bello, questa, che contrassegna un po’ tutto l’anno se è vero, come dicono i dati, che le visite a musei, chiese, siti archeologici e palazzi d’epoca occupano il 64% delle attività dei senior in vacanza, seguite dalle escursioni (44%), dalle passioni personali (32%, ma che spesso hanno a che vedere con attività culturali), dall’enogastronomia (26%), dalle terme e dal benessere (23%), nonché dalle attività sportive (16%).

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