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La Perla di Corvara sempre più biodinamica

Di Marco Beaqua, 4 giugno 2010

Prosegue l’esperimento biodinamico dell’hotel La Perla di Corvara. Lanciato all’inizio dell’anno scorso con l’intento di offrire una cucina in linea con la filosofia di rispetto del territorio che da sempre caratterizza l’ospitalità dell’albergo altoatesino, il progetto è già a buon punto: «I prodotti biodinamici, a oggi, sono circa il 30%, mentre quelli biologici raggiungono il 90% della nostra offerta enogastronomica complessiva», racconta il titolare dell’hotel, Michil Costa. «E nei prossimi mesi intendiamo spingerci ancora oltre, grazie soprattutto al sempre più attento controllo della filiera produttiva».
Ma cosa pensano di questa idea i responsabili della cucina della Perla? «È una scelta di vita che si fonde con una filosofia nuova di cucina. Ma anche una scommessa per portare nella ristorazione un rinnovato ritorno alle origini», rispondono all’unisono gli chef di casa, Arturo Spicocchi e Alexander Egger. «In questo modo si vive meglio, nel rispetto integrale della natura. Certo, ci sono anche delle difficoltà, legate soprattutto alle limitazioni dovute alla stagionalità dei prodotti, nonché al loro costo e, a volte, alla loro difficile reperibilità. Anche l’aggressività e la velocità dei moderni metodi di cottura non sempre sono ideali per una cucina biodinamica. Allo stesso tempo, però, la scelta di praticare tale cucina ci consente di approfondire ulteriormente la nostra conoscenza del territorio e di beneficiare delle energie positive che il rispetto integrale della natura consente di liberare in tutti noi».
Niente più foie gras, quindi, sulle tavole della Perla, «ma il manzo Giovanni, che è uscito dalla fattoria di Seppl con il minor trauma possibile, sì», conclude Costa. «Perché la nostra idea è quella di venire sempre più incontro alle esigenze dei nostri ospiti: i viaggiatori dell’anima, come piace definirli a me, alla ricerca di un’esperienza capace di far percepire loro l’armonico rapporto tra uomo e natura. Il tutto, però, senza essere bio a ogni costo, ma calibrando ogni passo sulle nostre risorse e sulle reali ricadute dell’investimento».

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