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La novità è il benessere

E-buyer ancora in aumento con il turismo sempre al top

E-buyer ancora in aumento con il turismo sempre al top

Di Marco Beacqua, 3 giugno 2011

www.contactlab.com – www.contactlab.com/ecommercereport

Il segmento wellness, uno dei comparti sicuramente più in salute del turismo, conquista anche il commercio online italiano, arrivando a totalizzare una spesa media annua, per utente web, pari a 172 euro. Lo rivela la seconda edizione dell’E-commerce consumer behaviour report, realizzato dal consorzio del commercio elettronico italiano, Netcomm, in collaborazione con l’azienda di digital direct marketing, ContactLab. Il dato, che fa entrare di prepotenza il benessere tra le categorie merceologiche più vendute online, si affianca peraltro a quello, ormai consolidato, che vede il turismo essere il prodotto più richiesto dagli internauti, con una media di 800 euro di spesa all’anno per navigatore web. A seguire, gli alimentari e le assicurazioni, con più di 600 euro a utente, e poi libri, cd, dvd, e-book, quotidiani e riviste (200 euro).
Ma qual è lo stato complessivo dell’e-commerce in Italia? Rispetto al 2010 i consumatori sono aumentati, passando dall’87% al 90% del totale degli internauti, ma soprattutto paiono comprare più spesso (lo ha dichiarato il 47% degli e-buyer intervistati), sembrano spendere di più (il 48%) e diversificare maggiormente i propri acquisti (il 45%). Aumenta anche la fiducia nel mezzo e, anzi, il 23% di chi ha iniziato a comprare online nell’ultimo anno non si è fermato al primo acquisto, ma è entrato subito nel novero degli e-buyer più assidui, con all’attivo più di 20 prodotti transati all’anno. La ricerca ha evidenziato, in effetti, «una diffusione sempre maggiore dell’e-commerce e un innalzamento delle fasce di età degli acquirenti che, per il 30%, hanno ormai più di 50 anni», racconta il presidente di Netcomm, Roberto Liscia. «Ben il 48% degli e-buyer, inoltre, predilige l’orario serale o notturno per effettuare le proprie transazioni Internet, quando cioè i negozi offline sono generalmente chiusi».
La disponibilità 24 ore su 24 (per l’85% degli acquirenti web), il vantaggio economico (per l’83%) e il risparmio di tempo (per l’80%) sono, in effetti, i primi tre fattori a spingere verso l’acquisto online. Si compra da casa (l’87% degli e-buyer) e dall’ufficio (il 26%), ma ormai anche da smartphone o tablet (il 3%). Un dato interessante, quest’ultimo, che sottolinea la tendenza, sempre più consolidata, verso una fruizione di Internet anche tramite dispositivi mobili. «Uno spunto interessante per tutti gli operatori che utilizzano canali di vendita online», riprende Liscia. «Ma quanti di loro hanno un sito e dei sistemi di pagamento ottimizzati per il mobile? Invece è questa senza dubbio una delle leve strategiche su cui puntare per vincere la sfida della competitività, davanti a un consumatore che ha sempre meno tempo e vuole tutto e subito, e che magari approfitta di una pausa veloce per fare un acquisto dal proprio cellulare».
Il web è poi considerato un canale attrattivo anche per la sua utilità, e non solo in termini di ampiezza dell’offerta: dopo la consueta attività di ricerca (il 74% degli e-buyer ha dichiarato di informarsi online su ciò che lo interessa, mentre il 54% ha sostenuto di utilizzare Internet per cercare nuovi prodotti), quello che l’internauta desidera, infatti, quando va sulla rete per acquistare, è la possibilità di comunicare con l’azienda e di condividere la propria esperienza con gli altri. Nella scelta del sito da cui comprare, poi, l’e-buyer considera prima di tutto il grado di fruibilità dell’indirizzo web e la ricchezza delle informazioni messe a disposizione (l’88%), mentre la notorietà del sito è molto importante per il 61% degli utenti.
«Se al primo posto tra i fattori che spingono a effettuare un acquisto online troviamo la comodità di poterlo fare in ogni momento, una maggiore attenzione agli aspetti legati alla logistica e al customer care potrebbe far propendere all’acquisto online chi ancora non lo fa e chi compra ancora pochi prodotti», è così il commento dell’amministratore delegato di ContactLab, Massimo Fubini. «Anche chi non acquista online trova in effetti su Internet prodotti e servizi di proprio interesse: tanto che solo il 23% degli utenti web non e-buyer dichiara di non acquistare perché non soddisfatto dell’offerta, mentre le paure in termini di sicurezza si collocano soltanto al quinto posto tra i motivi di non acquisto. Rimane tuttavia preponderante il bisogno di verificare la qualità del prodotto (per il 78% degli internauti non acquirenti) e la necessità di avere un rapporto diretto con il venditore, la cui mancanza blocca il 69% degli utenti che non comprano sul web».
Un ulteriore dato rilevante della ricerca riguarda, infine, il giudizio che gli e-buyer danno di alcune delle principali fonti di informazioni per i propri acquisti online: se non stupisce che il 71% degli acquirenti web ritenga affidabili i motori di ricerca, particolarmente significativo appare il fatto che ben il 54% consideri attendibili anche le comunicazioni ricevute via newsletter. «Il dato riflette il grande peso attribuito dagli acquirenti alle offerte che provengono dal direct marketing», conclude Fubini. «È perciò sempre più strategico, per un’azienda, elaborare un programma di email marketing in grado di aumentare la propria connessione con gli utenti e di interpretare i loro comportamenti attraverso messaggi chiari, mirati e incisivi».

È di nuovo Web in Tourism
WIT.JOBINTOURISM.IT

Quattro dinamici talk show; più di undici relatori tra professionisti della comunicazione, del web e del revenue; i temi più caldi della comunicazione digitale; le informazioni più dettagliate sulla gestione del business turistico in rete. Dopo la positiva esperienza romana di fine novembre 2010, quando quasi 300 persone hanno affollato la sala dell’hotel Quirinale, Web in Tourism, l’evento Job in Tourism dedicato alle novità It per il mondo dell’industria dei viaggi e dell’ospitalità, torna a Milano, il prossimo 22 giugno presso l’hotel Enterprise, riproponendo una formula di successo, quella del talk show, che si è dimostrata in grado di coinvolgere il pubblico presente in un dialogo serrato e costruttivo sui temi della tecnologia e del web in ambito turistico. «Un modo per aprire scenari, rispondere a dubbi, fornire soluzioni», racconta Emilio De Risi, responsabile di un progetto che ormai da sei anni rappresenta un doppio appuntamento fisso, a Milano e a Roma, per i professionisti più attenti alle dinamiche contemporanee del mercato dei viaggi e dell’ospitalità. «In ogni talk show la presenza di manager ed esperti del settore alberghiero darà alle discussioni quel carattere concreto che rappresenta il reale motivo d’interesse di molti dei partecipanti. In questa edizione, in particolare, parleremo dei gruppi d’acquisto, scoprendo insieme quali realtà sono maggiormente in sintonia con le esigenze degli hotel e quali le potenzialità dei siti in stile groupon. Ma si affronterà anche il tema dell’e-mail marketing e delle modalità d’interazione con i clienti, nonché di communication mix e dei property management system, tra revenue, cloud computing e gestione dei portali».

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