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Gli hotel di mezza Europa contro Thomas Cook

Di Job in Tourism, 5 novembre 2010

Per prima si è mossa la Spanish confederation of hotels and tourism (Cehat) e subito sono seguite ulteriori iniziative da parte delle corrispondenti associazioni alberghiere di altri paesi europei. Il caso è quello del colosso del tour operating Thomas Cook (Uk), che ha unilateralmente deciso di ridurre del 5% l’importo dei pagamenti dovuti agli hotel-partner per i viaggi compiuti dai propri clienti nei mesi di agosto e settembre. Il tour operator si sarebbe trovato costretto a prendere tale misura a causa delle ingenti perdite subite in occasione del periodo dell’eruzione del vulcano islandese. La Cehat ha così inviato un reclamo ufficiale alle autorità iberiche ed europee competenti, denunciando l’illegalità di un comportamento che avrebbe rotto i termini di contratti precedentemente stipulati.
Passati pochi giorni, durante l’assemblea generale della Confederazione europea degli hotel e dei ristoranti (Hotrec) a Budapest, i rappresentanti delle associazioni italiane (Federalberghi), greche (Hch), portoghesi (Aphort), maltesi (Mhra), cipriote (Cha) e della stessa spagnola Cehat hanno stigmatizzato ufficialmente l’atteggiamento del tour operator. «Si tratta di un comportamento estremamente grave, che provoca un danno ingiustificato alle imprese alberghiere e pregiudica la fiducia che dovrebbe intercorrere nei rapporti commerciali tra gli alberghi e i tour operator», si legge in una nota ufficiale della nostra Federalberghi, che si riserva, insieme alle altre organizzazioni firmatarie del documento inviato alla Commissione europea, di svolgere ogni ulteriore azione legale volta a far accertare se tale prassi configuri un abuso di posizione dominante.

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