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“Zero morti in piscina”: la campagna di Federalberghi

L'associazione degli albergatori ha stilato un elenco 12 consigli per una corretta prevenzione degli incidenti in piscina, a tutela soprattutto dei più piccoli, rivolto sia agli staff delle strutture ricettive che agli ospiti: scorriamolo insieme

L'associazione degli albergatori ha stilato un elenco 12 consigli per una corretta prevenzione degli incident

Di Job in Tourism, 3 Giugno 2026

Un elenco di dodici raccomandazioni, rivolte in parte alle direzioni e agli staff degli hotel, in parte a ospiti e turisti, per promuovere la sicurezza in piscina e ridurre i casi di annegamento. Lo ha diffuso Federalberghi lanciando una campagna per una corretta prevenzione degli incidenti in piscina, a tutela soprattutto dei più piccoli.

I consigli per l’hotel

“Una corretta prevenzione nasce dalla sinergia tra una gestione rigorosa, la responsabilità degli ospiti e la vigilanza assoluta sui più piccoli”, sottolinea Federalberghi stilando l’elenco delle 12 raccomandazioni “per un’estate sicura e serena”. I primi consigli sono rivolti alla direzione e allo staff dell’hotel perché – ricorda l’associazione degli albergatori – “la prevenzione comincia da una gestione impeccabile e da un team preparato“. Le raccomandazioni per le strutture ricettive prevedono: la conformità agli standard e il rispetto scrupoloso delle norme e delle buone prassi in materia di sicurezza igienico-sanitaria e strutturale degli impianti natatori; i controlli frequenti per verificare costantemente l’efficienza di sistemi di sicurezza, impianti e attrezzature, con particolare attenzione a sistemi di filtraggio, griglie e bocchettoni di aspirazione; la formazione del team, che prevede l’addestramento dei collaboratori sulle procedure di prevenzione del rischio di annegamento, primo soccorso e gestione delle emergenze; la segnaletica chiara, con la predisposizione di cartelli multilingue ben visibili che indichino gli orari di apertura, i livelli di profondità dell’acqua, il regolamento della vasca e la presenza o meno degli assistenti ai bagnanti.

Le indicazioni per gli ospiti

Seguono le indicazioni per gli ospiti, ispirate ai principi di consapevolezza e responsabilità. E, quindi, il rispetto delle regole relative all’uso della piscina, l’autotutela, con l’invito a restare dove si tocca se non si sa nuotare, la valutazione del proprio stato di salute che deve portare a non entrare in acqua se si è affaticati, infreddoliti o sotto l’effetto di alcol e farmaci, evitando gli sbalzi termici improvvisi, specialmente dopo i pasti, e il prestare attenzione individuando la posizione dei dispositivi di salvataggio e dei punti di chiamata ai quali fare riferimento in caso di necessità.

Per la tutela dei bambini, poi, sono necessarie attenzioni ulteriori data la loro diversa percezione del pericolo. I consigli, in questo caso, vanno dall’educazione all’acqua, insegnando ai bambini a nuotare fin da piccoli, alla sorveglianza attiva evitando distrazioni prolungate come smartphone, letture o conversazioni. E ancora, il contatto visivo costante, mantenendo sempre gli occhi sui bambini e rimanendo nelle vicinanze in modo da poterli afferrare in caso di necessità.

I numeri degli incidenti in piscina

Federalberghi ha reso noti anche alcuni dati relativi agli incidenti in piscina, analizzati dal Centro studi interno sulla base delle notizie riportate dagli organi di informazione nazionali e locali negli ultimi cinque anni. Secondo l’indagine, sono stati 63 gli annegamenti avvenuti nelle piscine italiane nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 31 maggio 2026, con una media di circa 14 casi per anno. Un dato alto, seppur più che dimezzato rispetto alla media di 30-40 annegamenti per anno rilevata dall’Istituto Superiore di Sanità nel quinquennio precedente (2016–2021), ricorrendo a un’analoga metodologia.

L’indagine ha riguardato tutte le tipologie di piscine – quelle annesse alle abitazioni, gli impianti aperti al pubblico e le piscine riservate agli ospiti delle strutture ricettive – e ha rilevato come il 57% degli annegamenti (36) riguardi bambini, con 17 casi tra i piccolissimi (sino a 4 anni di età) e 19 nella fascia tra 5 e 14 anni. La principale causa di annegamento è il malore in acqua, con 28 casi su 63 (44,4%). Seguono, con 23 casi (36,5%), gli episodi in cui un minore è sfuggito al controllo degli adulti. Il 44,4% degli annegamenti (28) è avvenuto in piscine aperte al pubblico, quali i centri sportivi (12), i parchi acquatici (7), le piscine comunali (5), gli stabilimenti termali (2) e le piscine delle strutture ricettive aperte anche al pubblico esterno (2). Il 28,6% dei casi (18) si è verificato in piscine annesse a private abitazioni (in proprietà o in affitto). Un ulteriore 27% (17) è avvenuto in piscine riservate agli ospiti delle strutture ricettive, tra cui 9 in strutture extralberghiere (agriturismi, bed and breakfast, campeggi) e 8 in strutture alberghiere.

“Sebbene i dati evidenzino un calo degli annegamenti in piscina – è il commento – ogni singola vita persa rimane una tragedia inaccettabile. E quando la vittima è un bambino, la tragedia è doppia. L’unico obiettivo tollerabile per il futuro è raggiungere lo zero assoluto”.

 

 

 

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