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E-mail: croce e delizia

Di Antonio Caneva, 1 aprile 2005

Otto anni orsono sono stato per alcuni giorni a Persippany, New Jersey, nella sede della Cendant, per trattare con il responsabile di un brand del gruppo; familiarizzando abbiamo parlato delle modalità con cui si sviluppava il lavoro nella giornata. Mr Bradley, così si chiama, mi diceva che la prima azione del mattino, arrivando in ufficio, era rispondere alle e-mail, perché la politica della compagnia recitava: «Rispondiamo in 24 ore, non un minuto in più».
A quei tempi le e-mail, in Italia, erano ancora un oggetto misterioso e non m’immaginavo certo quanta importanza avrebbe poi avuto questo strumento nella nostra quotidianità. Lo sviluppo della posta elettronica è andato di pari passo con una forma di aberrazione quale lo spamm, per cui uno strumento fantastico sta diventando un tormento. Ricevo giornalmente centinaia di messaggi e la maggior parte non sono pertinenti alla mia attività; esistono chiaramente anti spamm per bloccare i messaggi non desiderati, con la controindicazione però che talvolta bloccano anche le notizie che si vorrebbero ricevere.
La posta elettronica, strumento efficace e comodo, ormai è entrata nella vita di tutti; Bill Gates (Microsoft), in una lunga intervista, afferma che lui sbriga la corrispondenza elettronica nel week-end da casa e così ormai è consuetudine per molti. Mi piacerebbe poter fare come alla Cendant (chissà se anche lì continuano con questa tempistica) e rispondere immediatamente alle mail, ma è ormai quasi impossibile: la facilità dello strumento ne è diventato il limite, ormai qualunque necessità, idea, proposta (anche balzana) la si veicola via mail: spesso con il pensiero «tanto non costa niente». Risultato: nella posta in arrivo ho 912 messaggi ai quali, malgrado dedichi molto tempo a questa incombenza, devo ancora rispondere.
Con la consuetudine si è creato anche un galateo al quale però molti non sembrano dare alcun peso; talvolta ci si trova dinanzi a maniere grossolane e atteggiamenti che, in altre situazioni, le stesse persone non si permetterebbero.
Sempre più velocemente gli strumenti di comunicazione vengono superati dalle tecnologie; ancora ieri la telescrivente sembrava uno strumento all’avanguardia e ora è un reperto da museo; si ha comunque difficoltà a pensare cosa potrebbe sostituire un mezzo così efficace, ma penalizzante e talvolta frustrante, come la posta elettronica.

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