Job In Tourism > News > Strategie > Camera con vista sul paradiso

Camera con vista sul paradiso

Di Massimiliano Sarti, 30 aprile 2009

L’anticamera del paradiso: così l’antica proprietaria dell’attuale hotel Villa Michelangelo chiamava il grande terrazzo del settecentesco complesso affacciato sui Colli Berici. E ancora oggi, osservare il panorama delicatamente ondulato della campagna vicentina dagli ampli finestroni delle suite, situate proprio sopra il giardino, dona una sensazione di pace: un istante di tempo sospeso che, persino nelle giornate di pioggia, può rivelarsi quasi un incontro con il sublime.
L’odierno padrone di casa è un giovane general manager trentacinquenne di origine veneziana, Pietro Rusconi, che prima di dirigere questa dimora storica di 52 camere adagiata sui Colli Berici è stato, tra l’altro, assistant general manager all’Hilton Molino Stucky nello stesso capoluogo veneto. «Pure in quel caso si trattava di un edificio d’epoca, anche se, obiettivamente, sia la location sia le dimensioni erano molto diverse», racconta Rusconi. «Il Villa Michelangelo, in particolare, è una struttura a chiara vocazione leisure, che cerca di sfruttare la sua invidiabile posizione per portare, insieme alle istituzioni locali e in particolare al consorzio di promozione turistica Vicenzaè, il proprio territorio a essere una destinazione turistica d’eccellenza».
La sfida, come spiega ancora Rusconi, consiste nel recuperare il terreno perduto nei confronti di altre aree vicine, come Padova e Verona, senza parlare di Venezia, che hanno saputo prima di Vicenza presentarsi al grande pubblico italiano e internazionale quali mete turistiche di rilievo. «Le cose però stanno cambiando», prosegue Rusconi. «L’anno scorso, per esempio, è stata organizzata una grande mostra per festeggiare il cinquecentenario di Andrea Palladio, le cui opere rappresentano il carattere principale del paesaggio vicentino e del suo territorio. L’evento, pur non essendo stato promosso in tempo per entrare nella programmazione dei tour operator, ha tuttavia riscosso un grande successo e ora l’intero allestimento è stato a trasferito a Londra, dove sta attirando l’interesse degli inglesi verso le nostre zone».
Di lavoro, per far conoscere il vicentino ai mercati internazionali, ce n’è però ancora molto da fare, come ammette lo stesso Rusconi: «Qualche mese fa abbiamo ospitato una tappa di un workshop organizzato per illustrare, a un gruppo di agenti di viaggio e tour operator Usa esclusivi e specializzati nella destinazione Italia, le principali attrazioni della Lombardia e del Veneto. Una sera, a cena, una delle partecipanti, elogiando la bellezza dei nostri colli, si è detta felicissima di aver finalmente potuto ammirare i celebri laghi lombardi».
Il vicentino, in altre parole, è ancora percepito come una meta residuale, la cui non adeguata notorietà sconta la prossimità con alcune mete di rilevanza globale come la stessa Venezia. «È questo un dato incontrovertibile, che però può trasformarsi anche in un vantaggio competitivo. Da qualche tempo, per esempio, noi stiamo conducendo delle operazioni di co-marketing con alcune strutture lagunari, grazie alle quali le brochure del Villa Michelangelo sono distribuite agli ospiti dei nostri hotel partner a Venezia. Non solo: grazie ai contatti sviluppati durante la mia precedente esperienza al Molino Stucky, abbiamo recentemente attivato un discorso simile anche con Giudecca 795, una galleria d’arte situata a pochi passi dall’hotel Hilton, a cui abbiamo in cambio concesso un piccolo spazio espositivo all’interno del nostro hotel. L’idea è quella di far conoscere ai turisti in viaggio a Venezia la nostra struttura e di convincerli a tornare in Veneto per venire da noi».
Grandi speranze, poi, sono riposte nel mercato emergente dei golfisti, che tra i Colli Berici possono cimentarsi su un sinuoso campo a 18 buche allungato sui dolci rilievi vicentini. «Stiamo però puntando molto anche sulla domanda del segmento famiglie», conclude Rusconi. «Per intercettarla, oltre al lancio di alcune promozioni specifiche, stiamo così cercando di aumentare la nostra visibilità all’interno di alcuni siti web dedicati e abbiamo pure introdotto una pet policy, che consente ai nostri ospiti di farsi accompagnare anche dai loro amici a quattro zampe».

La gestione dei costi

Oltre alla consueta organizzazione stagionale dell’entità della forza lavoro, una dimora storica presenta alcune problematiche peculiari che incidono direttamente sulle politiche di controllo dei costi. «Non mi riferisco unicamente alle spese di manutenzione, chiaramente più elevate rispetto a quelle sperimentabili in una struttura di nuova costruzione», spiega il general manager. «Ma anche ad altri aspetti della gestione, come, per esempio, il giardino da 10 ettari che circonda la nostra struttura. In questo caso, nel 2008 abbiamo, per esempio, concluso un accordo con il vicino istituto agrario di Lonigo, affidando la cura del verde ai suoi allievi, coordinati dal corpo docente. Le nostre camere, inoltre, sono tutte dotate di riscaldamento autonomo, mentre le luci non sono controllate da sistemi di badge automatici, in quanto abbiamo preferito mantenere l’atmosfera un po’ retrò delle chiavi tradizionali. Occorre perciò che qualcuno s’incarichi periodicamente di controllare ogni stanza per prevenire inutili sprechi di energia. Perché tutto questo sistema funzioni in maniera efficiente, bisogna allora riuscire a responsabilizzare il personale, a fare in modo che ogni dipendente percepisca l’hotel come se fosse casa propria. Un obiettivo, quest’ultimo, raggiungibile solo se si riesce a trasmettere fiducia e adeguati riconoscimenti al proprio staff. È per questo motivo, così, che durante il tradizionale briefing a inizio mattina, io tendo a discutere di strategie con tutti i miei collaboratori, illustrando a ciascuno l’andamento di budget e occupazione, nonché confrontandomi con loro sulle scelte migliori per attirare e fidelizzare la clientela».

Non si vive di solo leisure

La struttura vicentina affiliata Charming hotels & resorts, pur essendo a chiara vocazione leisure, non limita tuttavia la propria offerta esclusivamente a tale segmento. «In effetti», racconta Pietro Rusconi, «siamo dotati di spazi congressuali capaci di accogliere fino a 300 delegati e rappresentiamo, inoltre, un importante punto di riferimento per i manager in viaggio qui nel vicentino. Oltre alle esigenze delle imprese locali copriamo, in particolare, pure quelle delle società presenti alle tre fiere internazionali dedicate all’oreficeria, che si tengono annualmente qui a Vicenza. Il mice è inoltre il segmento su cui contiamo maggiormente per mantenere i tassi di occupazione su buoni livelli anche durante la bassa stagione, periodo nel quale abbiamo strategicamente deciso di rimanere aperti, pur essendo coscienti delle difficoltà che tale scelta comporta in termini di contenimento dei costi per una struttura d’epoca come la nostra».

Comments are closed

  • Categorie

  • Tag

Articoli Correlati