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Il turismo dell’Italia nascosta

Di Anna Maria Catano, 8 maggio 2009

Turismo e natura: un prodotto fresco, originale, lontano dagli stereotipi della vacanza tradizionale. E ancor di più dalle formule all inclusive. Un nuovo tipo di turismo che valorizza il territorio, i parchi, le aree protette, gli ecosistemi e un prezioso patrimonio “spicciolo” fatto di artigianato, enogastronomia, tipicità, tradizioni popolari.
Si è appena chiusa a Montesilvano, in provincia di Pescara, la diciottesima edizione di Ecotur, la borsa internazionale del turismo natura promossa e organizzata con il patrocinio di Assoturismo-Confesercenti, Fiavet-Confcommercio, Federturismo-Confindustria e con il supporto di Enit, Regione Abruzzo, Federparchi, Abruzzo promozione turismo. Un momento fondamentale per i tanti operatori del settore. L’ecoturismo, o turismo natura, è infatti un fenomeno poco pubblicizzato ma in crescita costante: attualmente vanta 75 milioni di presenze (senza tener conto dei flussi legati all’escursionismo) e un fatturato che si aggira intorno agli 8,5 miliardi di euro.
«Questa è stata tra le edizioni migliori», ha dichiarato Enzo Giammarino, presidente di Ecotur. «Vi è da anni un trend di crescita costante sia in termini qualitativi sia quantitativi anche se non abbiamo mai puntato a fare grandi numeri di pubblico. A noi interessa organizzare una vetrina di qualità del b2b. Il nostro target sono gli operatori di settore».
Domanda. Tre giorni di contrattazioni che hanno posto l’Abruzzo al centro dell’attenzione internazionale…
Risposta. L’Abruzzo trae da Ecotur il suo momento di visibilità maggiore. Il nostro però è soprattutto un servizio al trade: puntiamo a far incontrare buyers and sellers qualificati. E i risultati ci hanno dato ragione. Su 20 mila visitatori di Ecotur ben 9 mila sono operatori professionali. E questo per noi è un successo. Non abbiamo grandi nomi perché non li abbiamo cercati. La parte espositiva è funzionale a quella più specificatamente commerciale, costituita dal tradizionale workshop dove hanno contrattato 102 operatori in rappresentanza di 24 nazioni e 4 continenti.
D. Il turismo natura si è ormai prepotentemente affacciato anche sui mercati internazionali…
R. Il turismo legato alla natura riscuote da anni sempre più successo. Esattamente come il rapporto con l’ambiente rappresenta una delle motivazioni più forti quando si sceglie un viaggio. Il nostro paese in questo senso è meta ideale grazie al suo straordinario patrimonio paesaggistico, artistico e culturale. Se a questo aggiungiamo che oggi la richiesta del pubblico è soprattutto quella di poter trascorrere la vacanza lontani dalle vie più battute dalle masse la nuova formula del turismo emergente è già pronta.
D. Perché quest’anno si parla di turismo “verde e blu”?
R. Quando abbiamo lanciato l’idea, diciotto anni fa, l’ecoturismo era ancora una nebulosa. Oggi invece il turismo dei parchi non è più solo in montagna ma anche al mare. Da qui il nome verde e blu. Sia l’uno che l’altro sono in forte crescita. La gente, specialmente chi arriva dalle grandi città, cerca destinazioni che stacchino dal quotidiano, dove le biciclette possano sostituire le automobili ed esista un’attenzione alle esigenze dei più piccini, dei diversamente abili. In queste aree si riscoprono odori, sapori, colori antichi: un’Italia nascosta, quella dei piccoli centri, legata alla tradizione e ai prodotti del territorio. Questo tipo di turismo, che sta crescendo tre volte più di quello tradizionale, riesce a intercettare meglio i nuovi flussi, anche quelli di coloro che scelgono di fare un weekend mordi e fuggi ma che vogliono vivere autenticamente il territorio.
D. L’esatto contrario insomma della vacanza all inclusive. Ma come mai ai parchi per la prima volta si sono aggiunti i borghi più belli d’Italia?
R. C’è stata un’evoluzione, abbiamo ampliato il paniere dell’offerta. La Borsa dei borghi più belli d’Italia è un prodotto che completa il turismo natura perché è anch’essa una destinazione che vive di genuinità, di cultura del territorio, di prodotti tipici, di filiera corta. I borghi avevano già una loro visibilità ma abbiamo pensato che anche per loro fosse arrivato il momento del trade, quello del b2b. Tutta la nostra azione è rivolta a mercati precisi e punta a dare visibilità al prodotto vacanze anche nei borghi. L’intervento più massiccio di questa prima edizione è stato riservato al mercato italiano, inglese e tedesco.
D. Qual è l’identikit di questo nuovo vacanziere che sembra alla ricerca di emozioni antiche?
R. La fascia d’età di queste persone oscilla tra i 30 e i 60 anni. È un tipo di turismo attivo ma individuale, dove più dell’80% del costo della vacanza viene lasciato al territorio. Nei parchi invece sono in aumento anche i giovani e le scolaresche.
D. E per l’edizione 2009?
R. Sicuramente continueremo lungo la strada già intrapresa, puntando a consolidare i risultati. Con un’attenzione e un’apertura maggiore, però, al mondo dell’enogastronomia.

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