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Cambio al vertice Ehma

Nominato il nuovo management council dell'associazione dei manager d'hotel europei

Nominato il nuovo management council dell'associazione dei manager d'hotel europei

Di Marco Bosco, 16 maggio 2013

Svizzero di Lucerna, delegato nazionale del chapter Ehma elvetico e ceo del centro culturale e congressuale Kkl delle propria città natale, Hans Koch è il nuovo presidente della European Hotel Managers Association. Nominato in occasione del recente quarantesimo general meeting, svoltosi a Milano a fine aprile, Koch guiderà l’Ehma per i prossimi tre anni, coadiuvato dagli altri componenti del management council, composto, oltre che dallo stesso Koch, dai vicepresidenti Kurt Dohnal e Manuel Otero Alvarado, nonché dal tesoriere Johanna Fragano.
La kermesse internazionale dell’associazione, che riunisce i direttori di alcuni tra i più prestigiosi hotel del Vecchio continente, ha avuto quest’anno, quale tema portante, le nuove declinazioni del lusso nel mondo contemporaneo: incontri di approfondimento e confronti sulle best practice hanno così sviscerato l’argomento in profondità, evidenziando come, per gli hotel uplevel, sia oggi cruciale riuscire a cambiare per rimanere competitivi, pur mantenendo i legami con le proprie tradizioni. Il tutto tenendo sempre presente quelle che rimangono, ancora adesso, le variabili fondamentali dell’hôtellerie: la professionalità e il calore delle risorse umane. Come di consuetudine, l’evento è stato poi anche l’occasione per celebrare momenti conviviali all’insegna delle eccellenze milanesi e lombarde.
Altro appuntamento clou del general meeting meneghino è stato quindi la consegna del premio European hotel manager of the year. Il prestigioso riconoscimento è andato quest’anno all’imprenditore alberghiero austriaco, Hans Gerst, che da apprendista falegname ha scalato rapidissimamente tutti i gradini dell’hôtellerie, fino a diventare «l’uomo dei mille posti letto», come lo ha definito un quotidiano di Amburgo, la città di cui oggi è uno degli albergatori più importanti. Visibilmente emozionato, durante la cerimonia di premiazione, Gerst ha dichiarato che ricevere il premio internazionale promosso dall’élite manageriale degli alberghi europei è per lui un’immensa gratificazione a coronamento della propria carriera. L’imprenditore austriaco ha quindi dedicato il riconoscimento al figlio, suo erede professionale.

Identikit di Hans Koch

Subito dopo gli studi in hotel management, Koch inizia a lavorare in varie strutture elvetiche, per poi trasferirsi presto in Asia dove matura numerose esperienze nel gruppo Hilton e al Peninsula di Hong Kong. Dopo un breve intermezzo, nel 1991, come general manager ad interim all’Hilton di Zurigo, Koch ritorna in Asia alla guida prima dell’Hilton di Shanghai e poi dell’Hilton di Osaka. Nel 2001 Koch è quindi nuovamente in Svizzera per dirigere il Grand Hotels Bad Ragaz – Health, Spa & Golf Resort; tre anni più tardi è quindi alle Mauritius come general manager del Taj Exotica Resort & Spa, prima di tornare ancora nel proprio paese di origine, alla guida del Palace di Lucerna e ora del centro di cultura e congressi Kkl.

A Michel Cottray il premio per le pratiche sostenibili

Un riconoscimento dedicato a chi ha saputo spostare in avanti i confini delle politiche di protezione e preservazione dell’ambiente, trasformando al contempo la propria struttura in un business sostenibile. È l’identikit dell’Ehma Sustainability Award by Diversey, che quest’anno è andato a Michel Cottray, general manager del complesso greco, The Westin Resort – The Romanos, a Luxury Collection Resort, Costa Navarino. Lo ha annunciato il presidente uscente dell’Ehma, Peter Bierwirth, in occasione della cerimonia di apertura del general meeting milanese. «Siamo molto orgogliosi di affermare che, ancora una volta, abbiamo ricevuto candidature di grande qualità, tanto che la scelta dell’iniziativa migliore è stata particolarmente ardua per noi», racconta il tesoriere e past president Ehma, Johanna Fragano, parte del panel di giurati incaricati di assegnare il riconoscimento. Alla base del concorso, l’idea di premiare coloro che sono stati in grado di andare oltre gli approcci tradizionali alla sostenibilità; di immaginare, cioè, soluzioni out of the box atte a migliorare l’efficienza di una strategia di bottom line integrata, capace di tenere conto contemporaneamente della triade people – profit – planet.

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