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Ada, si riparte da mille

Di Claudio Nobbio, 26 novembre 2004

Capitale della cultura per il 2004, Genova ha accolto l’assemblea dell’Ada con il vestito delle feste.
La città, che ha il centro storico più grande d’Europa e uno dei porti più importanti del mondo, è stata completamente rinnovata.
Renzo Piano, architetto di fama mondiale, ha dato il suo contributo per trasformarla in una città più moderna, aperta all’arte. Il porto antico è ora collegato al quartiere di Caricamento con i suoi ristoranti tipici, i teari, i caffè, e si sono inaugurate numerose mostre di rilevanza internazionale, come “Arte e Architettura” al Palazzo Ducale. Piazza De Ferrari è diventata un’enorme fontana. Sculture imponenti sono disseminate in tutte le piazze.
Ma devo ritornare al tema, l’appuntamento di Ada al Tecnhotel. Riconosco con piacere che questa volta, a differenza di precedenti esperienze più formali, si è trattato di un incontro tra vecchi amici, professionisti, tutti preoccupati di cercare soluzioni a problemi che assillano la nostra professione da quando esiste.
Vittorio De Martino ha addirittura ammesso che questo gli sembra l’anno primo di fondazione.
L’assessore al turismo della regione Liguria, Gianni Plinio, presidente degli assessori regionali al turismo d’Italia, si è solennemente impegnato a seguire l’iter della proposta che attribuisce al direttore d’albergo il ruolo di garante della qualità del turismo e dell’ospitalità, Analogo impegno hanno assunto il presidente dell’amministrazione comunale, Guastavino, e l’assessore al turismo della provincia. Il collega Lama, che dirige un albergo da paradiso perduto in una villa con parco in quel di Nervi, su questo punto farà da tramite tra le istituzioni e l’associazione.
Il coordinatore dei lavori assembleari, Franco Abruzzo, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia e giornalista al Sole 24 Ore, ha dato una serie di consigli pratici su come ottenere un riconoscimento alla professione rivolto a garantire qualità al turismo e tutela professionale. Questo tema sarà il filo conduttore dei lavori dell’Ada per il 2005.
Il direttore d’albergo, ci ricordava De Martino, deve conoscere le leggi, il marketing, il mercato del pesce fresco, ma anche la chimica per affumicare il salmone se vuole dare la migliore qualità, e per decidere quali meteriali di pulizia le cameriere ai piani senza danneggiare la propria salute e quella del cliente. Eppure, se un qualsiasi costruttore ha un nipote da sistemare, accade che basti avere diciotto anni a aver superato un esame, qualche volta di comodo, per diventare direttore di una struttura alberghiera con centinaia di dipendenti, miliardi di investimento, centinaia di migliaia di clienti, una struttura di cui deve garantire igiene, sicurezza, privacy.
L’assemblea dell’Ada è stata gestita con encomiabile cura e capacità dai colleghi, incluse la cena al Jolly Plaze e il galadinner alla Pagoda di Nervi, che purtroppo mi sono perso per altri impegni, ma di cui mi è giunta l’eco molto positiva.
Per questioni di spazio non posso qui citare tutti i nomi vecchi e nuovi che sicuramente meriterebbero di essere ricordati. Il nostro presidente sprizzava gioia per la positività del meeting genovese, per la considerazione nuova che i politici presenti alla nostra riunione hanno dimostrato non solo a parole, ma con i fatti già impostati, per le iniziative del centro studi che saranno presto illustrate, per l’entusiasmo e il rinnovato spirito di collaborazione che si percepiva tra i colleghi presenti.
Una coincidenza molto simbolica e di buon augurio: dopo la millesima, è già arrivata la milleunesima domanda di iscrizione di un direttore, Michele Ferrari.Mille è stato un punto di arrivo in queste giornate genovesi e un punto di ripartenza. Mille e a capo, quindi.

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