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Vince la rivoluzione della qualità

Di Massimiliano Sarti, 2 febbraio 2007

Dev’essere l’aria di inizio secolo, perché in Repubblica Ceca anche il nuovo millennio sembra sorgere sotto i migliori auspici. Già al volgere del ventesimo secolo, Praga fu protagonista di una rinascenza che la portò a essere una delle più importanti capitali culturali europee. Suoi ambasciatori nel mondo, personaggi come Franz Kafka o Max Brod.
Ora una crescita economica sostenuta e continua sta facendo rinascere la città a nuova vita e, con lei, tutta la Repubblica Ceca. Dal 1992 il prodotto interno lordo è aumentato costantemente a ritmi più elevati di quelli della media europea. Unica interruzione, una breve congiuntura negativa tra il 1997 e il ’99. Il boom ha coinvolto tutti i settori dell’economia e anche il turismo ha beneficiato degli effetti positivi della crescita generale. Nonostante il peso relativo dell’industria dei viaggi sia calato negli ultimi anni, passando dal 5,4% del pil nel 2001 al 3,8% nel 2005, nello stesso periodo le entrate provenienti dal settore incoming sono sensibilmente aumentate: da 3,1 a 4,6 miliardi di dollari, per un incremento pari al 48,8%. Contemporaneamente il flusso di turisti internazionali è cresciuto solo del 17,2% arrivando a 6.336.128 unità nel 2006. Un semplice confronto tra i dati percentuali evidenzia come lo sviluppo dell’industria turistica ceca sia stato soprattutto qualitativo. Ma è soprattutto la statistica relativa al numero delle strutture ricettive a sorprendere: erano 9.098 nel 2002, sono scese a 7.608 nel 2005. Intanto gli hotel a 4 e 5 stelle sono passati da 192 a 286: una vera rivoluzione nella natura e nella qualità dell’offerta ricettiva. Negli ultimi anni il paese è stato al centro di numerosi investimenti immobiliari, che hanno profondamente mutato immagine e strategia dell’industria ricettiva. Soprattutto Praga, destinazione scelta dal 58,8% dei viaggiatori internazionali che si sono recati in Repubblica Ceca nel 2005, si è rivelata location ambita dalle maggiori catene alberghiere internazionali.
Tra le novità dell’ultimo periodo, da segnalare l’apertura a settembre 2006 del Mandarin Oriental Prague nel prestigioso quartiere Mala Strana. Quest’anno, poi, sempre a Praga aprirà i battenti un Rocco Forte Hotel, frutto della ristrutturazione di un complesso di cinque edifici storici tra cui spicca il quattrocentesco monastero di St. Thomas. Kempinski ha invece intenzione di aprire nella capitale ceca un nuovo residence, la cui inaugurazione è prevista all’inizio del 2008. Le Méridien, infine, ha deciso di iniziare la sua politica di espansione in centro Europa partendo proprio da Praga, nel cui quartiere medievale costruirà un albergo da 165 camere.
Decisamente con un target up-scale anche le nuove strutture indipendenti. È il caso del recentissimo Mcely Chateau: affiliato alla Small luxury hotels of the world, è un boutique hotel di 24 camere ricavato all’interno di un castello del diciassettesimo secolo situato a circa un’ora di macchina dalla capitale ceca. Altra apertura degna di nota, nel marzo scorso, riguarda la Chodovar Beer spa, un centro benessere nella regione di Pilsen con trattamenti termali a base di birra locale. Nello stesso mese ha aperto i battenti il Jasmin hotel, una struttura di design situata nel cuore di Praga, a pochi minuti da Piazza Venceslao.
A questa intensa attività immobiliare si devono aggiungere gli ingenti investimenti nelle infrastrutture per le comunicazioni. A dicembre sono state completate due tratte autostradali sulla linea Praga-Dresda-Polonia. L’investimento, pari a circa 1,2 miliardi di euro, ha fatto raggiungere al network autostradale ceco i 627 chilometri totali. Anche la rete ferroviaria è oggetto di costanti miglioramenti: a partire da dicembre sono stati introdotti nuovi collegamenti con treni superveloci tra la capitale ceca, Bratislava e Vienna e, contemporaneamente, sono iniziati i lavori al principale scalo ferroviario di Praga, che nei prossimi cinque anni andrà incontro a un’opera di completo restyling. Potenziati e ristrutturati, infine, gli aeroporti. EasyJet ha inaugurato un collegamento Milano-Praga, ma sviluppi e novità riguardano altri scali come l’aeroporto internazionale di Carlsbad, dove sono in corso i lavori di ristrutturazione, che dovrebbero concludersi in autunno, con una hall e un’area passeggeri completamente rinnovate.
L’Ente del turismo ceco, dal canto suo, si sta concentrando sulla valorizzazione del prodotto Mice e delle destinazioni oltre Praga, con particolare attenzione all’offerta wellness e golf. Workshop e educational dedicati al trade vengono organizzati in molti mercati internazionali, e particolari sforzi sono rivolti a nazioni emergenti come gli Emirati Arabi Uniti e la Cina. I risultati continuano a premiare gli investitori e per il 2006, in attesa dei dati ufficiali, le previsioni relative al flusso di turisti internazionali sono oltremodo rosee: +4% rispetto all’anno precedente, per un totale che dovrebbe aggirarsi attorno ai 6,7 milioni di arrivi. I numeri relativi al periodo gennaio-giugno confermano almeno parzialmente la previsione, facendo segnare un incremento dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma mancano ancora le statistiche relative al periodo di alta stagione. Come sempre, per formulare un giudizio complessivo, bisognerà aspettare i tempi lunghi dell’economia. Finora, però, le strategie dell’industria dell’ospitalità ceca si stanno rivelando vincenti: prediligere la qualità sulla quantità sembra avere innescato un ciclo di sviluppo virtuoso, che a oggi non mostra segnali di inversione di tendenza.

(Fonte dei dati citati: Czech tourist authority)

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