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Sabato sera al ristorante

Di Antonio Caneva, 16 febbraio 2007

Sabato sera sono andato con amici al ristorante; abbiamo scelto un locale abbastanza recente, simpaticamente sistemato con un tocco di rustico antico che anche nel nome evoca tempi trascorsi: «La vecchia lira» (riprodotta nel logo, per distinguerla dalla lira recentemente abbandonata).
Abbiamo prenotato per le 20.30 e, puntuali, siamo entrati, accolti con simpatia.
Accompagnati al tavolo, neanche il tempo di sederci che ci è stato chiesto se desideravamo dell’acqua e di che tipo (come sono solleciti, ho pensato). Seduti, immediatamente è arrivato il cameriere che ci ha informato di alcuni piatti fuori carta e, quasi contestualmente, si è fermato per prendere la comanda. Un attimo, abbiamo risposto. Un paio di minuti dopo è ricomparso: cosa desiderate? Chi era un po’ più lento nel leggere ha dovuto uniformarsi all’ordinazione degli altri commensali. Immediatamente arriva l’antipasto, consumato il quale ci viene portato il secondo con una tempestività angosciante.
Nel frattempo il locale si è riempito (ricordiamo che è sabato sera) e speriamo di poter gustare il dessert con calma. Niente, non c’è tregua, passano immediatamente per la comanda del dolce.
Uno dei commensali non aveva ancora terminato che il cameriere toglie gli altri piatti e domanda se vogliamo il caffè. Un attimo per cortesia, ci lasci respirare, ripassi. Niente da fare, dopo due minuti arriva il proprietario: volete il caffè? Presi dallo sfinimento, cediamo: va bene, ci porti il caffè.
Strano, questo è un locale non dozzinale in cui si avverte l’attenzione della proprietà verso il prodotto e il cliente. E allora perché un comportamento fastidioso, quale peraltro si riscontra anche in altri locali cittadini che hanno successo? Capisco che far ruotare i tavoli sia importante, ma non è una giustificazione per angosciare il cliente. Per accrescere il profitto si può operare anche in altri modi, per esempio alzando i prezzi (quelli della Vecchia lira sono onesti) e conseguentemente aumentare i ricavi per coperto e in assoluto, pur in presenza di una domanda ridotta.
Il dubbio: tornare o no in questo ristorante? Mi è piaciuto (e non avviene troppo spesso), quindi conto di ritornarci, però con un’avvertenza: prenoterò il tavolo alle 21.15, nel momento di maggior afflusso, e voglio proprio vedere se anche iniziando a quell’ora saranno così veloci. Nel qual caso, non ci sarebbe proprio speranza…

Saturday night at the restaurant

Last Saturday night I went to a restaurant with some friends. We chose a fairly new place, pleasantly decorated with a touch of “rustic antique”, evocative of bygone times even in its name: La Vecchia Lira (“The Old Lira”, a comic variation of the old 50 lira coin also appearing in the restaurant logo).
We reserved for 20h30, walked in punctually, and were welcomed with cordiality.
We were led to the table, and hardly had time to sit down before they asked us if we were having any water , and what type (how solicitous, I thought). Once seated, the waiter came immediately to inform us about some dishes not in the menu, almost expecting to take the order. One minute! He came back after a couple of minutes: what can I serve you? Those who were a little slower reading the menu had to make do with their companions’ choice. In no time the appetisers were there, and once those were eaten, the second course was served with distressing speed.
In the meantime the place had filled with guests (remember it was Saturday night) and we hoped we could take our time to enjoy our desserts in peace. No way. They relentlessly came to take the orders.
One of us had not yet finished eating, when the waiter cleared the other plates and asked if we wanted coffee. “One minute, please, give us a break, come back later”. Nothing. After two minutes the owner came to ask “Are you having coffee?”. Out of sheer exhaustion we said “ok, bring us the coffee.
Strange. This is no second-rate restaurant; you can sense the amount of care they give to their products and their customers. So, why such an annoying behaviour, which, on the other hand, can be found in several other successful restaurants in town? I understand the importance of table turnover, but I don’t think it justifies harassing your guests. There can be other ways of improving profits, for example by increasing prices (La Vecchia Lira has reasonable prices) and consequently increasing income per customer and total revenues, though accommodating limited numbers of guests.
The question is: should I or shouldn’t I go back to that restaurant? I did like it (a fairly infrequent event) and therefore I think I will go back, but I will take care to reserve a table for 21h15, the busiest time, and I really want to see if they are so speedy even at that time. If so, then the case is hopeless….

Translation of the Italian
editorial by Paola Praloran

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