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Un mondo sempre più ridotto

Di Job in Tourism, 8 gennaio 2001

Sono stato al TTG Incontri di Riva del Garda lo scorso fine settimana e, già avvicinandomi alla cittadina trentina, percepivo, dal traffico inusuale, il movimento che poi si sarebbe trovato all’interno della fiera. Girando per gli stand mi sono fermato a quello USA e, finalmente sedendomi, ho scambiato due chiacchiere sulla situazione attuale del turismo con particolare attenzione a quello verso gli States. La riflessione finale della responsabile è stata:”si nota una certa ripresa nel turismo, speriamo che continui e che non avvengano più fatti come l’11 settembre….sarebbe un disastro”. Il tempo di arrivare a casa ed accendere la televisione che sono stato investito dalla notizia dell’attentato di Bali che ha riaperto una ferita che non riesce a rimarginarsi. Bali è un paradiso turistico che, a differenza del resto delle altre 1300 isole che compongono l’Indonesia, non è di religione islamica bensì induista e sinora era stata esclusa da tensioni di matrice religiosa. Il turismo è la principale attività dell’isola ed una delle maggiori fonti di profitto dell’intero paese e le ripercussioni saranno senz’altro dolorose. Già il giorno dopo l’attentato i turisti italiani, peraltro numerosi, sono stati sconsigliati da intraprendere viaggi verso quella destinazione. Questo è il suggerimento ufficiale cui sicuramente faranno seguito le considerazioni personali che indurranno ad evitare viaggi di lunga distanza. Ho parlato qualche giorno addietro con un importante albergatore della costiera sorrentina che mi parlava dei buoni risultati ottenuti quest’anno (eccezione nel panorama turistico italiano) dicendomi di aver modificato il mix di provenienza: gli americani ed i giapponesi erano numericamente notevolmente diminuiti a favore degli italiani e dei nord europei. Probabilmente, come nel caso appena descritto, le tensioni internazionali ridisegneranno la mappa del turismo, modificando il comportamento in atto negli ultimi tempi, favorito dalle basse tariffe aeree, di cercare destinazioni lontane. Per noi italiani che viviamo ed operiamo in un’area, l’Europa, dove il reddito è elevato e le distanze sono relativamente modeste, questo ulteriore trauma avrà probabilmente un impato meno negativo che in altre zone, favorendo anzi destinazioni domestiche e periodi dell’anno altrimenti trascurati.

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