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Sicilia, destinazione golf

Gli operatori devono fare da pungolo per le istituzioni

Gli operatori devono fare da pungolo per le istituzioni

Di Massimiliano Sarti, 6 maggio 2011

Una destinazione naturalmente vocata all’offerta lusso. È il Mediterraneo, secondo Julio Delgado, nuovo general manager del Donnafugata golf resort & spa, struttura 5 stelle inaugurata la scorsa estate alle porte di Ragusa: «L’ospitalità e il turismo di eccellenza sono da sempre legati, nell’immaginario comune, a elementi come il sole, il buon cibo e il buon vino, la cultura e la presenza di attrezzature all’avanguardia. E il Mediterraneo si può ben dire che per molti aspetti sia una destinazione ideale. A ciò si deve poi aggiungere che le persone qui hanno una innata propensione all’accoglienza e all’ospitalità».
Con un passato alla guida di alcuni tra i più celebri golf resort della Spagna, Delgado è giunto al Donnafugata con l’obiettivo di accrescere ulteriormente gli standard qualitativi della struttura siciliana e di farla diventare un punto di riferimento internazionale per gli amanti dello sport di Tiger Woods. «Puntare sull’offerta golfistica, in effetti, significa destagionalizzare il prodotto e attirare un segmento di mercato a budget particolarmente elevato». Certo, per costruire una vera destinazione golf, paragonabile a quelle del sud della Spagna e di alcune aree del Portogallo, la presenza di un solo resort non basta. «La Sicilia ha tutte le potenzialità per riuscirci, ma c’è ancora della strada da compiere», riprende Delgado. «Sull’isola, per ora, ci siamo noi, il Verdura di Sciacca e il Kempinski di Mazara del Vallo. Sarebbe importante tuttavia che sorgessero presto altre strutture paragonabili, in modo da creare un’offerta golf veramente completa, capace di garantire agli sportivi un ventaglio di proposte sufficientemente ampio e variegato. Esistono peraltro segnali e progetti in tale direzione, come dimostra la prevista prossima inaugurazione del Corinthia di Taormina».
Nuove e più moderne infrastrutture di trasporto, un discorso certo non nuovo per la terra di Trinacria, attrezzature turistiche per le attività di intrattenimento e un nuovo impegno nella promozione istituzionale della regione completano quindi la ricetta ideale per il lancio definitivo della Sicilia nel gotha delle destinazioni internazionali del golf. «Si tratta tutti di fattori che sfuggono al controllo diretto di noi albergatori», riprende Delgado, «che tuttavia abbiamo il dovere di agire affinché gli organi competenti acquisiscano maggiore consapevolezza dell’importanza di tali interventi, per lo sviluppo del comparto turistico e dell’intera economia locale».
Una funzione di pungolo, insomma, che può comprendere anche suggerimenti e spunti per una gestione ottimale delle risorse, per esempio in tema di promozione. «Le conseguenze della recente crisi economica si sono fatte sentire un po’ ovunque. È quindi perfettamente comprensibile che i budget oggi siano limitati e vadano utilizzati con oculatezza. Ma è proprio per questo motivo che occorre sviluppare un atteggiamento creativo e proattivo. Mi viene, per esempio, in mente quanto fece l’Andalusia all’inizio del percorso che la portò a diventare una delle destinazioni golf più rinomate del Vecchio continente. L’idea fu quella di sfruttare, per la sua promozione, l’appeal dei numerosi giocatori celebri originari di quella terra: l’attività fu quasi completamente finanziata grazie alla disponibilità dei resort andalusi a ospitare i protagonisti della campagna di comunicazione e le loro famiglie».
A partire da questi presupposti, anche il Donnafugata si pone così l’importante obiettivo di conquistare un posto di assoluto rilievo tra i migliori golf resort d’Europa. «Come per tutti i traguardi ambiziosi, ci vorranno tempo e impegno per raggiungerlo. Il primo step consiste sicuramente nell’allargare il nostro bacino di utenza, per ora prevalentemente costituito da italiani e tedeschi, anche ai golfisti britannici e scandinavi. E per farlo occorrerà essere preparati ad adattare il proprio stile di accoglienza alle esigenze di tutti i differenti mercati con cui ci confronteremo, che in questo particolare segmento presentano specificità nazionali particolarmente accentuate». È a questo punto che, quasi per gioco, chiediamo a Delgado di elencarci le caratteristiche tipo del golfista medio proveniente da alcuni tra i principali paesi europei. Una domanda delicata, a metà tra il serio e il faceto, alla quale il direttore del Donnafugata tuttavia non si sottrae: «I tedeschi normalmente vengono da soli con la famiglia, sono meno attenti al budget in quanto tale ma molto concentrati sul rapporto qualità-prezzo, e amano esplorare l’area circostante alla struttura, attirati dall’offerta culturale del territorio. Gli inglesi, invece, arrivano spesso in gruppi di circa una decina di persone, preferiscono trascorrere la maggior parte del loro tempo nel resort e cercano soprattutto il divertimento e il buon bere. Gli italiani, infine, un po’ come gli spagnoli, sono molto pretenziosi e apprezzano particolarmente la presenza di buffet gastronomici anche durante la pratica sportiva sul campo da golf».
Riportando nuovamente il discorso su un terreno meno sdrucciolevole, Delgado conclude quindi citando una serie di condizioni concrete sui cui sarebbe necessario puntare per vincere la difficile sfida di garantire la redditività di una struttura da 202 camere come il Donnafugata: «Oltre al golf, miriamo senz’altro a sviluppare i segmenti leisure e mice. Una struttura da più di 200 stanze in Sicilia può apparire a prima vista difficile da riempire ma, quando si vogliono attirare eventi di una certa importanza e dimensione, come intendiamo fare noi, si ragiona necessariamente in termini di centinaia di camere. In linea con l’adagio tanto comune tra noi operatori, secondo cui gli uomini giocano a golf mentre le mogli si dedicano al benessere, stiamo infine valorizzando molto la nostra offerta spa, anche grazie ad alcuni trattamenti specifici, pensati appositamente per le esigenze degli sportivi e mirati alla cura delle parti del corpo più sollecitate da chi trascorre la propria giornata sul green».

Chi è Julio Delgado

Spagnolo, 40 anni, Julio Delgado vanta una grande professionalità e una notevole esperienza nel settore dell’hôtellerie. Laureatosi in business economy all’università di Madrid, ha poi conseguito un master in hotel management e uno in golf management presso l’Eade di Malaga, un’istituzione privata riconosciuta dall’università del Galles a livello internazionale, e ha partecipato al general manager program della statunitense Cornell University. Durante la sua carriera professionale ha guidato, tra l’altro, uno dei più rinomati golf resort d’Europa e il più grande golf club della Spagna, rispettivamente il La Manga Club e La Cala Golf Resort.

Identikit del Donnafugata

Nel cuore del barocco siciliano, alle porte di Ragusa, il Donnafugata golf resort & spa, parte del brand Sotogrande del gruppo Nh, è un resort 5 stelle lusso inaugurato nell’estate 2010 non lontano dalle spiagge di Camarina, Punta Secca e Marina di Ragusa. Situato all’interno di un’area naturale protetta nell’ampia tenuta omonima, la struttura dista poco più un’ora di auto dall’aeroporto di Catania e dispone di 202 camere, tra cui dieci suite. A completare l’offerta, tre ristoranti, una spa di oltre 900 metri quadrati, un centro fitness all’avanguardia, con attrezzature cardio e pesistica specificatamente dedicate alla preparazione dei golfisti, un centro congressi da nove sale meeting e due esclusivi campi da golf 18 buche progettati da due maestri di fama internazionale.

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