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Progettare hotel per le tribù

Le camere dovranno offrire servizi specifici e diversificati

Le camere dovranno offrire servizi specifici e diversificati

Di Marco Bosco, 4 novembre 2011

Ripensare oggi il futuro dell’ospitalità diventa, più che un desiderio di innovazione e di sviluppo, una reale necessità, per venire incontro alle esigenze di ospiti con desideri sempre più specializzati e settorializzati. Parte da questa osservazione contingente la riflessione dell´architetto Simone Micheli sugli spazi e sul design dell’accoglienza di domani: forme nuove di ospitalità che, in un’ottica di offerta soggiorno sempre più esperienziale, non possono più essere omogenee per tutti i contesti, ma tagliate sulla misura di ciascuna delle tante tribù che concorrono a formare la domanda complessiva del turismo globale.
«Una rilettura della reale offerta garantita, a oggi, dalle strutture alberghiere esistenti, nonché la previsione e la formulazione di uno scenario possibile per il futuro delle richieste da parte dei clienti, sono i punti chiave per una riorganizzazione e una rivitalizzazione del settore alberghiero e delle sue strategie di promozione e di comunicazione», racconta, infatti, Micheli. «Si impone, in altre parole, un cambio culturale e un diverso approccio alla gestione della relazione con gli ospiti, sempre più esigenti, con desideri sempre più specializzati e settorializzati, nonché con una disponibilità ai consumi e agli acquisti più ridotta e oculata: gli alberghi del futuro si dovranno rivolgere soprattutto a mirate e ristrette realtà, delle vere e proprie tribù, verso le quali dimostrarsi eccezionalmente preparati e disponibili». Alberghi, cioè, concepiti, creati e sviluppati, sempre più intorno alle esigenze, alle necessità, ma anche ai desideri, di tribù isotropiche, da porre al centro della progettazione stessa: «La tribù degli amanti dell’alta montagna, la tribù dei discotecari, quella dei cicloamatori, degli appassionati della palestra, dei cultori del benessere, degli amanti degli animali, dell’arte, del jogging».
Per Micheli, le attuali strutture ricettive, che si vada a Rimini, a Milano, a Napoli, a Roma, a Palermo o a Cortina, offrono invece, all’interno delle loro camere e il più delle volte anche in tutto il resto dell’albergo, le stesse identiche dotazioni, gli stessi arredi, riproposti con varianti cromatiche o di stile, alle diverse latitudini nonché alle diverse altitudini, senza prevedere accorgimenti e attenzioni ad hoc per i diversi clienti: «Gli alberghi del futuro potranno al contrario dimostrarsi hotel vincenti perché corrispondenti a risposte sintetiche a molteplici e specifici bisogni latenti. Saranno alberghi opera perché il canone estetico sarà sempre più un valore discriminante nella scelta del luogo in cui soggiornare e la classica concezione di ospitalità non basterà più. I luoghi dell’ospitalità futura saranno luoghi ibridi e si nutriranno di contaminazioni multiformi e sinestetiche: luoghi di meraviglia, cultura, natura e di metropolitanità, esternamente distintivi e straordinari, iconici nella loro potenza espressiva e comunicativa, internamente superfunzionali e iper-reattivi nei confronti delle esigenze e dei desideri della tribù».
Nella visione di Micheli, in conclusione, le camere del futuro offriranno attrezzature specifiche ed estremamente diversificate, in risposta ai diversi e molteplici requisiti prestazionali, variabili da tribù a tribù: «Le aree comuni dovranno poi essere ripensate integralmente e riviste sotto un punto di vista altro, in un’ottica di ibridazione degli spazi, di contaminazione delle funzioni: la hall, in particolare, sarà non solo luogo di accoglienza e sosta, ma anche bookshop, area relax, area gioco; il ristorante e la caffetteria ospiteranno al contempo negozi virtuali, aree lettura, aree noleggio specializzate; tutti gli spazi, infine, saranno comunicanti e simbiotici, fluidi e interattivi».

Dedicato agli amanti dell’alta montagna

Coerentemente con la sua idea di albergo opera, pensato e realizzato per le esigenze di specifiche tribù, Simone Micheli presenterà, in occasione della prossima edizione del Sia Guest di Rimini, in programma a fine novembre, l’Hotel d’alta quota: uno spaccato ospitale dedicato alla tribù degli sciatori e degli amanti dell’alta montagna. Nel nuovo progetto le camere, oltre alle dotazioni standard, sono così fornite di adeguati contenitori per riporre indumenti e valige, nonché di arredi riscaldati dove posizionare le tute da sci dopo l’uso. Caratterizzate da un ambiente fluido, le stanze sono prive di separazioni interne, senza confini con il bagno, che diventa un tutt’uno con la camera da letto. Tutte le superfici delle camere, e dell’hotel intero, sono inoltre pensate per essere facili da pulire e da gestire, mentre l’intera struttura si sviluppa, per le sue aree comuni, seguendo una filosofia di ibridazione e contaminazione dei luoghi. Non esistono, in questo modo, le divisioni canoniche tra gli spazi: bar, ristorante, hall, spa, deposito sci, area giochi e il moderno punto informazione della Scuola Italiana Sci si innestano uno nell’altro, fondendosi, confondendosi, creando ambienti nuovi, fluidi, che vivono di continue interrelazioni e influenze reciproche; la hall diventa così una piccola biblioteca di alta quota, che si estende e si protende fino al bar ristorante, la MoonBooth lounge, dove è possibile leggere, mangiare, ma anche fare acquisti, virtuali e non, di accessori per le escursioni, sci, doposci, skipass e abbigliamento tecnico.

Chi è Simone Micheli

Oltre ad aver fondato l´omonimo studio d´architettura nel 1990, e la società di progettazione Simone Micheli Architectural Hero nel 2003, Simone Micheli è docente dei milanesi Polidesign e Scuola Politecnica di Design. Le sue creazioni , sostenibili e con particolare attenzione per l’ambiente, risultano avere una forte identità e unicità. Ha esposto, tra l´altro, alla Biennale di Venezia ed è curatore di mostre tematiche contract e non solo, nell´ambito delle più importanti fiere internazionali di settore. Tra i premi ricevuti recentemente si ricordano il TrE number one award 2011, per l’interior design, il Contemporary spa award 2011 (categoria Best future spa), per il progetto Marina Verde Wellness Resort, il Best of year 2010 (categoria Beauty, spa e fitness) dell´Interior Design Magazine, e l’ Interior designer of the year ai losangelini International design award 2008.

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