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Più impegno da tutti

Di Renato Andreoletti, 2 luglio 2010

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera aperta di Renato Andreoletti, segretario di «Solidus – i professionisti dell’ospitalità italiana», rivolta a tutte le associazioni che ne fanno parte e a tutti coloro che lavorano nel mondo alberghiero italiano.

Solidus non è un’associazione, neppure una superassociazione. Solidus è un tavolo di confronto tra le varie associazioni che ne fanno parte, le quali mantengono la loro piena e totale autonomia culturale e associativa. Solidus è il luogo dove le varie associazioni imparano a conoscersi e a frequentarsi: cosa di non poco conto in un mondo alberghiero assai frazionato dove la debolezza, sia politica sia culturale, risiede proprio nell’estrema polverizzazione sia delle aziende alberghiere, intese come singole unità produttive, sia delle professioni, sottoposte oltretutto a una crescente pressione sul posto di lavoro, stante la grave crisi che ci ha investito e che non sembra voler passare in tempi sufficientemente rapidi.
Ai direttori è chiesto di tagliare sui servizi per tagliare i costi, dimenticando che dietro ai servizi ci sono fior di professionisti che rischiano di vedere decurtato il loro stipendio e messo in discussione il loro posto di lavoro oltre alla loro professionalità. Non solo: tagliare i servizi, riducendo il personale addetto ai vari reparti, per esempio, significa anche e soprattutto tagliare la qualità dell’ospitalità offerta, riducendo di fatto la categoria dell’albergo: cosa di cui la clientela si rende immediatamente conto e sanziona, non solo evitando di tornare, ma anche andando sui vari portali di prenotazione per sparare a zero sull’albergo.
Chi opera in albergo a diretto contatto con la clientela, tutti coloro che fanno parte delle associazioni associate a Solidus, si trova costretto tra le ganasce della direzione e quelle della clientela, operando con sempre maggiori difficoltà professionali e minori soddisfazioni personali. È una situazione che richiede una capacità di risposta a più livelli: da parte delle singole associazioni, come nel momento in cui ci incontriamo in Solidus.
Le associazioni fanno e faranno ciò che pensano sia meglio e non entro in argomento perché, come segretario di Solidus, non ne ho il mandato e sono tenuto a essere super partes. Quel che propongo invece, proprio come segretario di Solidus, è di approfondire il momento di confronto e di dialogo tra tutte le associazioni sugli argomenti che possono costituire un terreno d’azione comune tra di loro. È questo lo spirito con il quale ho redatto la bozza del programma Turismo Italia, che spero le associazioni discutano al loro interno e che costituisca il terreno di confronto per arrivare a momenti di elaborazione comune e di proposte comuni, cui dare la massima visibilità mediatica. In questo senso gli amici dell’Aira sono stati i più rapidi nell’immettere la bozza di programma Turismo Italia nel loro sito internet, al fine di darle la massima pubblicità e generare un dibattito tra i loro associati sull’argomento.
Trovo importante la proposta di Franco Arabia, presidente dell’Ada, di coinvolgere il loro centro studi Mario Rosciale, che potrebbe elaborare ulteriormente la bozza proposta da Solidus dandole maggiore spessore culturale e professionale. Spero che ciò coinvolga anche tutte le altre associazioni. Ci sono professionisti e intellettuali esterni alle associazioni, come il professor Roberto Lavarini dell’università Iulm di Milano, ma non solo, che andrebbero coinvolti per migliorare ulteriormente la nostra piattaforma programmatica e arrivare a confronti pubblici che sappiano attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul nostro settore in maniera assai meno superficiale rispetto a quanto sta accadendo. Mi riferisco, per esempio, all’ultima assemblea di Federalberghi, assai ben pubblicizzata sui mass media grazie anche all’intervento del capo del governo e del ministro del turismo, che pare aver delimitato i problemi del turismo in Italia alla tassa di soggiorno proposta per Roma e a statistiche assai discutibili, che riguardano sempre e soltanto il numero degli alberghi, i posti letto, gli arrivi e le presenze e mai i valori aggiunti generati dal turismo in Italia. Non hanno neppure sfiorato il problema del patrimonio culturale e monumentale che in Italia costa una fortuna in stipendi (oltre 600 milioni di euro), ma genera solo un quinto di tale cifra in incassi e ancora meno in merchandising: parola del tutto sconosciuta ai sovrintendenti alle belle arti e ai burocrati dei ministeri che lo gestiscono.
Solidus è solo un contenitore. Spetta alle associazioni riempirlo. Io e Franco Alzetta, il presidente di Solidus, possiamo solo dare consigli, si spera buoni. Non possiamo sostituirci alle associazioni, neppure a Solidus. Non basta avere buone intenzioni, che pure sono indispensabili, bisogna anche avere idee chiare e proposte che possano acquistare gambe nel loro percorso.
In questi nove anni abbiamo creato iniziative che sono entrate anche nella tradizione delle singole associazioni, come il Professionista dell’anno, che ha il merito di aver segnalato professionisti autentici, perché riconosciuti tali dai loro colleghi di lavoro, e non inventati dalla televisione; la presenza alla Bit, che è diventata un momento di incontro per gli associati di tutte le associazioni e non solo delle singole associazioni, come accadeva in precedenza; dibattiti e convegni che hanno aiutato a focalizzare i problemi in un mondo che sta diventando sempre più complesso e problematico. Si poteva fare di più, come sempre. Di certo non è stato poco, non solo considerando i modesti mezzi economici a disposizione e gli impegni professionali e associativi di tutti coloro che compongono il consiglio direttivo di Solidus.
Vogliamo fare di più. Io e Alzetta la nostra parte l’abbiamo fatta, proponendo anche la bozza del programma Turismo Italia. Alle associazioni l’onere e l’onore di fare la loro parte, mantenendo la stima e l’amicizia tra i consiglieri che ha caratterizzato gli ultimi anni di vita di Solidus. Nulla vieta, a chi non si riconoscesse più in questa filosofia di lavoro confermata anche nella lettera di Franco Arabia, di uscire da Solidus, come hanno fatto gli amici dell’Amicale internazionale dei vice direttori e capi ricevimento di alberghi 4 e 5 stelle (Aicr).

Le associazioni aderenti

– Ada, Associazione direttori d’albergo
– Aibes, Associazione italiana barman e sostenitori
– Aih, Associazione italiana housekeeping
– Aira, Associazione italiana impiegati d’albergo
– Ais, Associazione italiana sommelier
– Amira, Associazione maître italiani ristoranti e alberghi
– Faipa, Federazione delle associazioni italiane dei portieri d’albergo – le Chiavi d’Oro
– Fic, Federazione italiana cuochi
– Uipa, Unione italiana portieri d’albergo – le Chiavi d’Oro

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