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Musumeci: l’importanza del team

Di Job in Tourism, 30 marzo 2001

Mi aveva incuriosito leggere su Gente Viaggi che il miglior albergo della Val d’Aosta per loro è il Mont Blanc di La Salle, perciò, alla prima opportunità, ho fatto una breve gita per conoscere il direttore, Salvatore Musumeci e visitare l’albergo. In genere la domenica svolgo piccoli lavori d’ufficio ascoltando alla radio la cronaca delle partite di calcio, della serie A, che oggi sono però sospese; ne approfitto quindi per richiamare le impressioni di quel breve viaggio che mi ha portato ala scoperta di una realtà, forse non sufficientemente conosciuta. La struttura del Mont Blanc è in pietra a vista ed i materiali utilizzati per la costruzione sono tutti locali e quindi bisogna proprio arrivarci davanti, per vederla materializzare. La Salle è un paesino a 1001 metri di altezza che, sino al 1850 era il transito obbligato per arrivare al Piccolo San Bernardo e dista da Milano poco più di un’ora e mezza di macchina. E’ cordiale l’accoglienza che si riceve alla reception e la presentazione dell’albergo avviene sotto l’abile regia del Signor Musumeci. La prima tappa è la zona relax benessere curata dalla Signora Francoise Lavalou e dalla sua equipe. La signora Lavalou, sposata con il signor Musumeci, ha una storia di lavoro nei grandi alberghi europei e lo si percepisce nel modo di porgersi e descrivere le strutture sotto la sua responsabilità. Il centro benessere utilizza prodotti provenienti dalla Normandia, terra di origine della signora Lavalou, e particolarmente diversi tipi di fanghi con caratteristiche specifiche, che possono essere dimagranti piuttosto che tonificanti. Ci si ferma un attimo al bar a gustare un Campari shakerato servito dalla graziosa barmaid, Lucia Zanada e si prosegue per visitare un salone, dalle dimensioni imponenti che, considerata l’architettura dell’albergo a similitudine delle abitazioni locali, non si pensava potesse esistere. E qui, il direttore si sofferma a descrivere le numerose manifestazioni organizzate ed a ricordare i personaggi dello spettacolo che hanno rallegrato le serate degli ospiti. E’ l’ora di pranzo e il Monte Bianco è proprio lì, in faccia ai tavoli del ristorante, a distogliere con la sua mole l’attenzione dal menu. Non dura a lungo la disattenzione, richiamati dal succedersi dei piatti che il maitre illustra con precisione: Giovanni Durante, di Sorrento, è giovane ma può vantare significative esperienze e lo si percepisce nel modo in cui padroneggia la materia. A tavola si conversa con piacere con il signor Musumeci, sorseggiando uno squisito bianco locale, si parla soprattutto della zona, ricca di aspetti interessanti dove l’albergo quotidianamente organizza escursioni e della filosofia di conduzione dell’albergo. E’ stato difficile far raccontare di se al signor Musumeci che, nato in Sicilia, a Fiumefreddo, ha sviluppato la sua carriera in ambito internazionale, operando in alcuni dei più famosi alberghi del mondo quali il Meurice a Parigi o l’Hotel de Paris di Montecarlo, passando per la Jolly Hotels. Si sofferma volentieri invece a parlare dei giovani che con lui condividono l’avventura della crescita e dell’affermarsi del Mont Blanc; un gruppo unito che viene seguito con attenzione, con dei ritorni entusiasmanti. Il Signor Musumeci mi racconta della bravissima responsabile vendite Chiara Navillod e della capo ricevimento Giuliana Dellea, attenta e disponibile e poi dello chef Giovanni D’Antonio che, malgrado la sua giovane età (o forse per merito di questo) è uno dei punti di forza del complesso, con grandi prospettive per il futuro. Tra il brillare degli acciai la cucina mi riserva una sorpresa: la vista, dalle grandi finestre, sul Monte Bianco; abituati a cucine ricavate in qualche modo, la luminosità di questa è sicuramente strabiliante. Il Signor Musumeci, direttore del complesso dal 1997, mi racconta dell’impegno profuso nella crescita della struttura che ha permesso di conseguire risultati estremamente positivi. La crescita del lavoro è andata poi di pari passo con l’aumento dell’organico che è passato, in alta stagione, dalle 27 alle attuali 40 unità. Le camere hanno dei colori che richiamano quelli tradizionali della vallata e sono impreziositi da affreschi a tema. Ma quello che fa premio è l’incombere del Monte Bianco, presenza familiare e costante su tutta la struttura. Quando ci accomiatiamo dal Signor Musumeci resta il rammarico di una permanenza troppo breve ma che ci ripromettiamo di ripetere, quanto prima.

ANTIPASTO

Abbraccio di Storione, Salmone e Foglie di Spinaci su Letto di Radicchio Bianco e Gambero di Fiume al Lime

Ingredienti:

100 g. di salmone, 100 g. di storione, 7 foglie di spinaci, 1 radicchio bianco del Veneto, 2 gamberi di fiume, 2 lime, 1 pomodoro maturo, 100 g. di olio extra vergine d’oliva, 1 cipollotto, 10 olivelle taggiasche, prezzemolo trito, 2 ciuffi di prezzemolo riccio, sale, pepe, timo e aglio.

Procedimento:

Affettare il salmone e lo storione, arrotolarli come un turbante, salare e pepare, quindi cuocerli al vapore per 4 minuti. Lavare le foglie di spinaci, saltarle in padella con olio extra vergine di oliva, aglio e timo e farle raffreddare. Stendere le foglie di spinaci sul piatto, adagiarvi sopra il turbante di pesce con il gambero cotto in court-bouillon. Condire il tutto con della citronette di lime, guarnire il piatto con della concassé di pomodoro e olivelle taggiasche.

Vino consigliato:

Chardonnay D.O.C.

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