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Le politiche di work-life balance quale mezzo per incentivare la produttività del lavoro

Di Job in Tourism, 30 maggio 2008

I benefici di una strategia aziendale volta ad aiutare i propri dipendenti a combattere la frenesia del quotidiano e a gestire al meglio il delicato equilibrio fra vita privata e professionale. Questo il fulcro dell’ultima indagine condotta da Gidp/Hrda, l’Associazione direttori risorse umane, su un campione di 129 direttori del personale in rappresentanza di alcune tra le più prestigiose realtà imprenditoriali italiane.
Le testimonianze raccolte, in particolare, confermano la fragilità dell’equilibrio sussistente fra privato e professionale e parallelamente testimoniano l’importanza dell’azienda e delle politiche da essa adottate per la gestione di tale equilibrio.
La quasi totalità del campione, il 96,1%, ritiene, infatti, il principio del work-life balance di fondamentale importanza per il benessere dell’azienda e dei dipendenti: secondo gli intervistati, infatti, la sua mancata applicazione si ripercuoterebbe negativamente sui comportamenti e sulla salute psicofisica dei lavoratori. Riduzione della produttività e della qualità del lavoro (27,1%), stress (24,8%), demotivazione (13,9%) e aumento considerevole del numero di assenze (21,7%) sembrano essere le principali conseguenze cui l’azienda indifferente al principio del work-life balance va inevitabilmente incontro.
La consapevolezza dell’importanza di un sano equilibrio fra privato e professionale appare quindi netta e ben definita. Tuttavia, quasi il 50% dei soggetti intervistati non vede questo essenziale principio applicato nella propria realtà lavorativa. Ciò sembra dipendere principalmente dalle indiscutibili difficoltà organizzative che l’applicazione del work-life balance porta con sé (10,8%) e dalle resistenze opposte dal management (10,8%).
Laddove, invece, sono presenti efficaci politiche di work-life balance i dipendenti, più sereni e propositivi, ripagano l’interessamento dell’azienda con prestazioni migliori e di qualità: spesso, infatti, la soddisfazione nel privato si traduce in ottime performance professionali. Gli interessanti risultati a cui l’indagine Gidp ha condotto sono così riassunti nelle parole di Paolo Citterio, fondatore e presidente dell’associazione: «Le nostre giornate sono fatte di 24 ore e, al giorno d’oggi, la frenesia delle nostre vite fa sì che, spesso, la sfera professionale abbia il sopravvento su quella personale. Ma è davvero tanto difficile conciliare i due mondi? Il lavoro è importante, richiede impegno ed energia e in cambio sa dare molte soddisfazioni. Non dobbiamo però dimenticarci di noi stessi, delle nostre passioni, dei nostri hobby: fondamentali valvole di sfogo che ci possono aiutare ad allontanarci dalla frenesia del quotidiano, e soprattutto a riavvicinarci alla famiglia, ai doveri che abbiamo verso i nostri cari e alle emozioni preziose che solo loro riescono a regalarci».

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