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La storia di un italiano di successo

Di Floriana Lipparini, 6 luglio 2007

Leccese, 41 anni, subito dopo il diploma delle magistrali, folgorato dalla passione per il turismo, Fabio Calabrese entra nella compagnia tedesca Robinson e per tre anni compie una sorta di tournée formativa in tutta Europa, sperimentando tutti i settori del management alberghiero, fino a diventare assistente food&beverage e coordinator di tre strutture in Austria. Poi, dopo un anno nella Gran Canaria, entra nel gruppo Iberostar hotels & resorts e non lo lascia più.
Oggi, in Spagna da ben 16 anni, è direttore operations di tutti e 15 gli hotel maiorchini di Iberostar, una compagnia che gestisce più di 100 alberghi di vacanze nelle maggiori destinazioni turistiche internazionali, alcuni di proprietà, altri in management. L’imprenditore Miguel Fluxà ne è proprietario e presidente.
«Non ho mai lavorato per aziende italiane», spiega Calabrese, che dopo la lunga permanenza iberica ha colorito il suo italiano con un simpatico accento spagnolo. «Penso che la mia esperienza professionale in seno a compagnie internazionali mi abbia dato opportunità di formazione e carriera che la realtà alberghiera italiana difficilmente consente. Non mi riferisco soltanto all’importanza di imparare le lingue, che la permanenza all’estero naturalmente facilita, ma a tutto un sistema scuola-lavoro. In Germania, per esempio, gli allievi degli istituti turistico-alberghieri trascorrono obbligatoriamente stage di tre mesi in azienda. In questo modo si crea un ponte fra la teoria e la pratica che si rivela prezioso al momento di entrare nel mercato del lavoro».
Nel programma di espansione di Iberostar si profila una nuova attenzione per la destinazione Italia, per il momento limitata all’acquisizione dell’hotel Carlos V ad Alghero: «C’era anche un altro importante progetto che purtroppo è sfumato», precisa Calabrese. «Tuttavia è nostra intenzione espandere la presenza del gruppo nella penisola, è uno sviluppo interessante e più che naturale per noi, data la vicinanza e le affinità. Dobbiamo però individuare location appropriate al nostro target e al livello dei servizi che offriamo alla clientela».
Attualmente Calabrese è interessato a trovare in Italia collaboratori per gli hotel che dirige a Maiorca, pur con qualche perplessità rispetto al tipo di preparazione. «In Italia c’è il potenziale scolastico, purtroppo manca il perfezionamento professionale, molta teoria e poca pratica. Gli italiani hanno talento e qualità innate nel vendere il prodotto, ma qualche carenza nell’integrarsi in un processo per arrivare a standard internazionali adeguati alle richieste del mercato. Uno dei progetti che seguo con grande passione è l’idea di costruire un vivaio di giovani promesse che vogliano imparare e arricchire il proprio portfolio di esperienze, attivando per loro strade utili a facilitare una buona formazione sul campo».
È un messaggio che Calabrese vuole inviare ai giovani interessati a questo tipo di lavoro. «Capisco che c’è molta voglia di lavorare, quel che manca forse è una maggiore disponibilità ad adattarsi a realtà diverse da quella italiana. In Italia, per esempio, si trovano chef bravissimi, ma sono restii a misurarsi con altri tipi di offerta. Eppure non esiste soltanto la cucina disegnata, l’alta gastronomia. Noi, per esempio, proponiamo molto all inclusive, con la ristorazione a buffet. Nel nostro lavoro occorre misurarsi con il reale potenziale turistico: al primo posto ci sono sempre i tedeschi, poi gli inglesi, gli italiani arrivano soprattutto in luglio-agosto».
Entusiasmo e dinamismo traspaiono dalle parole di questo manager italiano che tanto successo ha conquistato lavorando all’estero e che ormai considera la Spagna come seconda patria. Un modello interessante per chi punta a far carriera nell’hôtellerie. «Nel mio lavoro», dice, «ho la possibilità di sviluppare continuamente obiettivi creativi e costanti innovazioni. Per esempio, da anni in Iberostar a Maiorca siamo specializzati nel creare e valorizzare segmenti diversi di vacanza. Non sempre sol y playa, ma proposte mirate alla terza età, alle coppie, alle vacanze culturali, al cicloturismo. Maiorca tutto l’anno, non solo d’estate». E qual è il suo concept di ospitalità? «Un’attività che offre al cliente gioia, soddisfazione ed emozioni, noi vendiamo emozioni», risponde.

Dove si trovano gli hotel Iberostar
Brasile, Bulgaria, Cipro, Croazia, Cuba, Giamaica, Grecia, Italia, Marocco, Messico, Montenegro, Repubblica Dominicana, Spagna, Tunisia, Turchia.

La fondazione Iberostar
Il gruppo Iberostar è nato nel 1930; oggi è una compagnía che conta più di 18 mila professionisti in 29 paesi. Come conseguenza di questo sviluppo internazionale degli ultimi anni, il gruppo ha deciso di impegnarsi anche nello sviluppo sociale e umano, soprattutto in seguito al contatto diretto con le popolazioni dei paesi in via di sviluppo. Quindi, nel maggio 2004, ha costituito la fondazione Iberostar, istituzione senza scopo di lucro i cui obiettivi principali sono l’assistenza sociale e la cooperazione allo sviluppo in Spagna e America Latina.

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