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La Sicilia celebra l’arte del flambage con le sfilate delle lampade

Di Marco Beaqua, 5 settembre 2008

Un vero trionfo di gusto e di spettacolarità. È questa la sintesi delle tre sfilate delle lampade che si sono tenute in terra di Sicilia tra aprile e agosto: un modo originale per celebrare l’antica arte del flambage. Il primo evento si è svolto presso la sede dell’associazione non-profit siracusana Club degli amici di contrada Spalla, in occasione di una serata enogastronomica davvero speciale: maître di fama internazionale si sono cimentati nella creazione di un’opera di haute cuisine, realizzata con la sottile tecnica del flambage. Sergio Manenti, maître del Grand Hotel Villa Politi di Siracusa, nonché vincitore della finalissima di Maître dell’anno 2008, insieme a Gaetano Bongiovanni, Giuseppe Camilli, Maurizio Notorio, Sebastiano Russo e Sebastiano Sciuto, nonché con il sostegno di Paola Ganci e Maria Sciuto, hanno infatti deliziato i presenti con la realizzazione della crêpe dell’Amicizia, in abbinamento al Carrubbone, l’antico amaro siciliano dei fratelli Bongiovanni, al vino bianco Faìna e al moscato Don Nuzzo. La crêpe dell’Amicizia, in particolare, è un dolce al carrubo con gelato al gusto di zuppa inglese, adagiato su di una griglia di cioccolata al peperoncino di Modica, ricoperto da granella di mandorle pizzute di Avola e presentato su una foglia di fico. Il tutto, come tradizione vuole, poi flambato con il cognac dei poveri, ovvero il famoso, e quasi ormai introvabile, spirito di vascedda.
I protagonisti delle sfilate delle lampade si sono poi ritrovati, qualche tempo dopo, nel palazzo storico del Grand Hotel Villa Politi. Coordinata ancora una volta dal primo maître d’Italia, Sergio Manenti, un’équipe di maître flamber Amira composta da Mario Caia, Francesca Cestaro, Davide Magri ed Emilio Schibilia, nonché da Bongiovanni, Ganci, Notorio e Russo, presenti anche in occasione della prima edizione, ha deliziato tutti gli ospiti con le crêpe Sorriso di Elisa, preparate con il pistacchio di Bronte, del gelato alla vaniglia su una griglia di ristretto di nocciola, della granella di pistacchio e della neve di zucchero a velo. Il tutto, naturalmente, flambato con un’esclusiva grappa dei fratelli Averna e abbinato all’immancabile Carrubbone.
Il terzo e ultimo appuntamento della felice serie di eventi dedicati all’arte del flambage si è infine tenuto a Scicli, dove un équipe di maître siracusani guidati da Manenti ha presentato la crêpe Montalbano: un mix di sapori e odori della splendida terra siciliana.

Cene romantiche alla fiamma
Metti una sera a cena. Lei e lui, soli, immersi in una cornice ultra romantica, al lume di candela e al chiaro di luna. Anzi, al lume di… flambé. Impazza, infatti, in Sicilia la moda delle cene romantiche in spiaggia. E così il maître del Grand Hotel Villa Politi Sergio Manenti, coadiuvato dalla sua assistente Seby Russo, ha pensato di proporre a una coppia di innamorati una cena per due, curata nei minimi dettagli e rigorosamente al flambé: un modo originale per dare un tocco di romanticismo in più a un piccolo momento d’amore.
Il corteggiamento alla fiamma ha così avuto inizio con un antipastino di julienne di pollo all’aceto balsamico flambato con del brandy su un letto di spaghetti di verdure al vapore. Si è poi passati direttamente al secondo piatto, costituito da un filetto di vitellina ai sapori e odori siciliani flambato con del cognac. Dulcis in fundo, un dessert delle migliori tradizioni siracusane: la crêpe dell’Amore eterno, flambata con della buona grappa Averna.

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