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La grande cucina regionale nello storico ristorante dell’hotel D’Azeglio

Di Job in Tourism, 1 gennaio 2005

Mangiare grande cucina regionale italiana, in un ristorante centenario:, è l’esperienza che si può vivere a Roma in via Cavour, al ristorante dell’hotel Massimo d’Azeglio, storico albergo inaugurato nel 1878 dalla famiglia Bettoja.
Intatto il fascino d’epoca del locale, arredato ancor oggi con calde boiserie di legno e artistiche formelle di rame sbalzato. Alle pareti stampe e quadri d’ispirazione risorgimentale, tra cui un autoritratto e tre disegni dello stesso Massimo d’Azeglio
Nel sotterraneo si può accedere all’antica cantina, conosciuta in tutta Roma e oltre. Una vera e propria cave con rustici tavoli di legno e una collezione di migliaia di bottiglie di vini pregiati, italiani e francesi, tra cui alcune risalgono all’inizio del ventesimo secolo. Se un tempo in questo spazio si veniva soprattutto per bere un bicchiere di buon vino accompagnato da assaggi di formaggi tipici, ora è possibile anche prenotare per romantiche cene a lume di candela.
Il menù del giorno cambia secondo le stagioni. La ricca Gran Carta prevede, oltre a piatti di origine francese (come i “Tournedos al pepe verde flambè al cognac”) o tedesca (“Lombata di cervo Grand Veneur con mirtillo fresco”), specialità tipiche della tradizione italiana: ad sempio il giovedì si serve bollito misto alla piemontese, accompagnato da verdure assortite al vapore e salse, come la mostarda di frutta e la caratteristica salsa verde. Altrettanto tipico del Piemonte è il budino di pane. Altre proposte regionali: la romanissima “Minestra di broccoli e razza” o le “Orecchiette baresi con broccoli”. Ogni piatto viene accompagnato da un vino pregiato; la tradizione vuole che la selezione dei menù e dei vini venga curata personalmente dalla famiglia Bettoja.

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