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Sol Melià a scuola di coaching

Di Palmiro Noschese, 15 dicembre 2004

Sono le risorse umane che determinano il successo o il fallimento delle attività economiche e imprenditoriali.
I soggetti che all’interno di un’organizzazione svolgono ruoli di responsabilità gestionale, devono sempre più possedere conoscenze, capacità, competenze che li mettano in condizione di affrontare i diversi aspetti, in costante evoluzione, della loro realtà gestionale.
Per implementare queste competenze nel nostro management abbiamo deciso di far cadere la nostra scelta di formazione su un tema che nella formazione manageriale del nostro settore (e non solo) è sicuramente una novità: il coaching, che consiste in un percorso per lo sviluppo personale e professionale attraverso il quale il manager, ossia il coach, affianca il suo team e lo supporta:

· nelle metodologie per il miglioramento
· nelle analisi delle prospettive future
· nell’individuazione dei mezzi migliori per il raggiungimento degli obiettivi
· nel miglioramento della motivazione, e quindi del clima aziendale.

Per essere introdotti a questo percorso ci siamo affidati alla competenza di Laura Cavaldesi, psicologa del lavoro e per precedenti esperienze vicina al mondo alberghiero e alle sue problematiche.
Abbiamo voluto fare quest’esperienza al di fuori del nostro hotel per consentire ai partecipanti – tutti i manager del nostro team – di concentrarsi sulle tematiche formative, senza distrazioni professionali o familiari.
Quando abbiamo deciso di scegliere come location del corso il Centro Messegue di Melezzole in Umbria, eravamo consci del fatto che stavamo effettuando una scelta di campo importante. La formazione outdoor ha una finalità istruttiva, ma anche motivazionale: l’ambiente era perfetto per la prima, avevamo qualche dubbio per la seconda.
Il Centro Messegue è collocato in un palazzotto medievale di pietra grigia, con torrette merlate e piccolo campanile con tanto di campana, sperduto nella campagna umbra. All’interno pochi ospiti, impegnati in faticose terapie di mantenimento, tra palestre e massaggi. In più, il menù a basso regime calorico, ideale per perdere peso, forse non altrettanto per sostenere le energie mentali. Una scelta, quindi, un po’ rischiosa: ma a noi il rischio piace!
E, invece, sentite il commento di alcuni tra i nostri collaboratori:
Anna Vitale, il nostro direttore commerciale: “L’esperienza si può racchiudere in due parole, piacevole sorpresa, per: location scelta, lo svolgimento del corso, la scoperta dell’ironia e fantasia dei colleghi, e perché no, anche degli incontri…fuori programma (un riferimento ad alcuni gradevoli personaggi dello spettacolo ospiti del Centro, Ndr)”.
Stefano Candido, uno dei nostri maître: “Superato il primo momento di perplessità, siamo entrati nel vivo della formazione, che richiede riflessione e concentrazione e quindi ha fatto presto dimenticare l’austerità dell’ambiente. Anzi, devo dire che qualche giorno in più di dieta non avrebbe fatto male… Inoltre, le attività ludiche previste dal programma del corso, in particolare quella che richiedeva la scelta di uno slogan per l’hotel attraverso la realizzazione di scenette in cui tutti (capi compresi) ci siamo divertiti a fare gli attori, oltre a essere un momento di creatività e di svago, hanno determinato situazioni che mi hanno fatto veramente sentire parte di un gruppo in cui tutte le abituali distanze gerarchiche erano annullate: eravamo tutti uguali nel conseguimento dell’obiettivo comune”.
Maria Ansalone, Gsa dell’hotel e mascotte del gruppo: “Ho vissuto con emozione questa esperienza, che è stata per me la prima nel suo genere, anche perché sto vivendo al Melià Roma Aurelia Antica la mia prima esperienza lavorativa. Avvertivo da tempo la necessità di approfondire la conoscenza con le persone con cui collaboro e il seminario è stato, prima di tutto, uno strumento per farlo e anche un modo per conoscere meglio me stessa da un punto di vista professionale e per confrontarmi con altre persone, riscoprendo come componenti fondamentali di un buon lavoro d’équipe, la comunicazione interna e la collaborazione”.
Stefano D’Amico, il nostro capo della manutenzione: “Il corso e l’ambiente hanno creato una situazione che ha molto favorito soprattutto i rapporti interpersonali, quei rapporti che difficilmente, pur operando nello stesso luogo di lavoro, si riesce a curare, presi come si è dalle mille incombenze di lavoro. È stata per me un’occasione importante per entrare in relazione con i miei colleghi in maniera autentica, per conoscerli meglio, e oggi che abbiamo ripreso i ritmi frenetici di sempre, sento più prima di far parte di un team che ha un obiettivo e una visione comune”.
Conferma queste impressioni l’opinione di Laura Cavaldesi, docente del corso: “Sono felice di aver constatato, ancora una volta, che quando si coinvolge un team di lavoro su contenuti formativi interessanti e che stimolano la collaborazione, le relazioni, il confronto e la condivisione di obiettivi, l’energia che viene a crearsi ha il potere di catalizzare l’attenzione e di far dimenticare, come è successo al nostro gruppo, anche l’austerità e il rigore della struttura che ci ha ospitato”.
L’originalità dell’ambiente, la curiosità di conoscere una metodologia di ospitalità nuova, l’attesa, un po’ divertita e un po’ infastidita, del menù del giorno (che inizia con la macedonia di frutta e termina, passando per un misto di insalate, con la zuppa di verdure), si sono alla fine perfettamente coordinate e integrate con le finalità del corso, una delle quali era quella di dimostrare l’importanza tra i componenti di un team di una visione comune che finalizzi le singole e diverse attività. Un messaggio da trasmettere integralmente ai collaboratori dei singoli reparti, perché il team si allarghi e diventi sempre più coeso e solidale nel raggiungimento degli obiettivi comuni.
Il raggiungimento di una visione comune è stato il nucleo del corso e ha trovato il suo momento culminante e divertente nella realizzazione di un videoclip, nel quale tutti i partecipanti al corso, improvvisandosi attori, hanno dato vita a una serie di scenette attraverso le quali doveva essere individuato e rappresentato uno slogan che sintetizzasse i punti di forza del nostro hotel.
Nel giro di due ore, questo era il tempo a disposizione, è stato realizzato un cortometraggio a sketch, sicuramente all’altezza di certe fiction televisive, in cui il nostro management, ha evidenziato creatività, fantasia e insospettate doti di recitazione. In chiave ironica, vi si potevano cogliere tutti gli aspetti della nostra visione comune.
Infine, abbiamo deciso di concludere il training in una tipica trattoria umbra con una succulenta cena a base di pasta fatta in casa, salsicce, abbacchio alla brace e dolci, che ha ulteriormente contribuito alla compattazione del team nella comune esigenza del pieno recupero delle energie fisiche e mentali, le prime debilitate dalla forzata limitazione alimentare, le seconde dalla concentrazione richiesta da un corso cha ha calamitato l’interesse e l’attenzione di tutti i partecipanti, per le modalità di svolgimento, per i contenuti innovativi, per la metodologia coinvolgente ed efficace.

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