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In vista di Roma 2013

È già pronto il programma di massima dell'evento

È già pronto il programma di massima dell'evento

Di Marco Bosco, 5 novembre 2010

Organizzare quattro o cinque giorni di evento, comprensivi di pasti e cene, escursioni, assemblee istituzionali e del concorso Receptionist of the year (Roty). Sono questi i compiti che attendono il comitato organizzatore di Roma 2013: il congresso internazionale dell’Amicale internationale des sous directeurs et chefs de réception des grand hôtels, in programma nella città capitolina tra poco più di due anni. Andrea Pinchetti, vicepresidente nazionale di Aicr Italia, è tra coloro che nei prossimi mesi si impegneranno per rendere l’evento indimenticabile, come lo è stata l’edizione del 2001, quando il nostro paese ospitò per la prima volta la prestigiosa manifestazione. «E anche allora io ero nel comitato organizzatore», racconta Pinchetti, reservation & revenue manager del Crowne Plaza Rome Saint Peter’s hotel, che si è già detto disponibile ad accogliere i 200-300 delegati previsti. «Se penso a quello che ci aspetta da qui al 2013 mi tremano le gambe. Ma il piacere di poter poi accogliere tanti amici e colleghi, provenienti da ogni parte del mondo, e il ricordo delle gratificazioni già ricevute in occasione dell’evento di nove anni fa mi consentono di affrontare la sfida con entusiasmo e determinazione».
Il comitato organizzativo, peraltro, non ha perso tempo e ha già stilato un programma di massima. «Stiamo già contattando le location per le cene e le conferenze», aggiunge Pinchetti. «L’assemblea generale, in particolare, se non cambia la giunta capitolina nei prossimi tre anni, dovrebbe tenersi in una sede di assoluto prestigio come il Campidoglio. Così come appare molto probabile il patrocinio del comune. Noi, però, vorremmo anche riuscire a ottenere quello della provincia. Potrebbe, infatti, rivelarsi importante nella difficile ricerca degli sponsor».
Comincia poi pure a delinearsi il programma delle escursioni: «Abbiamo già molte idee. In fondo, la possibilità di offrire ai partecipanti l’opportunità di trascorrere qualche giorno nella Città eterna ha aiutato molto la nostra candidatura. In linea di principio, pensiamo a qualche itinerario nei luoghi classici della capitale, magari con l’opportunità, per molti irripetibile, di partecipare a un’udienza del papa. Non mancheranno poi neppure i momenti di intrattenimento, come, stiamo giusto ora valutando, una serata a tema con una compagnia di reenactment, specializzata nella rievocazione di combattimenti tra gladiatori».
Sincero entusiasmo per una bella avventura è quello che insomma traspare dalle parole di Pinchetti, il cui attaccamento verso l’associazione è pure frutto della sua passione per l’hôtellerie, le cui radici affondano in una secolare tradizione di famiglia. «Mio padre e mio zio erano direttori d’albergo e un mio antenato, Tito Pinchetti, fu il fondatore, negli anni 70 dell’Ottocento, dell’hotel Bristol di Roma, oggi Bernini Bristol. Io, per la verità, all’inizio non pensavo di lavorare nell’ospitalità: mi diplomai all’istituto nautico e navigai pure per qualche anno. Poi mi capitò l’occasione di entrare al Trémoille di Parigi come cameriere e da allora non mi sono più allontanato da questo mondo».
Impiegato al ricevimento, prima al Ritz e poi al Bristol di Parigi, con una breve parentesi viennese per imparare un po’ di tedesco, Pinchetti tornò in Italia nel 1985 per lavorare all’Ambasciatori e all’hotel di Inghilterra, prima di approdare, 15 anni fa, all’allora Holiday Inn, oggi Crowne Plaza Rome Saint Peter’s. Qui è passato dalla carica di front office manager all’attuale ruolo di reservation & revenue manager: «E in tutti questi anni l’Aicr è sempre stata presente nella mia vita. All’inizio della mia carriera al Ritz di Parigi, infatti, ho avuto la fortuna di avere come capo ricevimento David Campbell: lo storico socio Aicr, al cui nome è oggi intitolato il trofeo Roty dedicato ai giovani professionisti d’hotel, che mi ha fatto apprezzare fin da subito il piacere della vita associativa. Dal punto di vista professionale, poi, aver avuto l’occasione di lavorare in alcuni dei più prestigiosi 5 stelle a livello internazionale mi ha aiutato molto nella mia crescita, anche se ora sono contento di essere in una struttura come il Crowne Plaza di Roma. Certo, a Parigi era comune incontrare personaggi come re Hassan II del Marocco o Gianni Agnelli, ma i viaggiatori dei 4 stelle sono più vicini alla realtà di tutti i giorni: ospiti a cui piace stare bene, ma che vivono dimensioni meno distanti dal nostro mondo. Entrare poi in una catena come Crowne Plaza mi ha dato l’opportunità di seguire i numerosi corsi di perfezionamento che i brand internazionali mettono spesso a disposizione dei propri dipendenti. Infine, anche il mondo dei 5 stelle sta cambiando: tutte le compagnie, sempre più attente ai bilanci, tendono, infatti, a ridurre in ogni modo il costo del lavoro. Mi ricordo quando approdai, 25 anni fa, all’Ambasciatori dal Ritz di Parigi: ero abituato a fare solo ricevimento; ma, appena giunto in Italia, mi ritrovai a occuparmi anche della cassa e delle prenotazioni. Era l’inizio del multitasking e del banco del ricevimento unico: un trend che non si è più fermato e che, forse, ha tolto parte di quell’unicità che tanto contribuiva a rendere esclusivo e affascinante il servizio 5 stelle».

I prossimi appuntamenti Aicr
24 novembre 2010: finale nazionale Roty 2010 (Hilton Rome airport, Fiumicino)
9-14 gennaio 2011: Aicr international congress (Christchurch – Nuova Zelanda)
28-30 gennaio 2011: assemblea nazionale Aicr Italia (Milano)

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