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Il colore nelle fotografie d’interni

Immagini, monitor e hotel: nuovi suggerimenti per mettersi al riparo dal rischio aspettative deluse e recensioni negative

Immagini, monitor e hotel: nuovi suggerimenti per mettersi al riparo dal rischio aspettative deluse e recensi

Di Flavio Chiesa, 8 dicembre 2016

Vi sarà certamente capitato di entrare in un negozio per l’acquisto di un televisore. Ebbene, l’immagine con cui ci si confronta è generalmente quella di tante tv accese e sintonizzate sul medesimo canale. Avete però mai notato che non ce ne sono più di due o tre con gli stessi identici colori? In alcuni si vedono le immagini brillanti in altri meno, certi sono più chiari e altri scuri…
Ecco, questa è un’altra delle problematiche importanti coi cui un fotografo si confronta a prescindere dallo stile e dal settore. Con che schermo il cliente vedrà le mie immagini? E i clienti del mio cliente come le vedranno? È una delle domande più importanti che ci facciamo ogni giorno nel nostro lavoro.
Un fotografo professionista dovrebbe sempre disporre, all’interno del proprio processo di lavoro, di uno strumento in grado di fargli comprendere con esattezza come i colori delle fotografie che realizza vengano visualizzati: in primis da lui, ma soprattutto, e con una certa precisione, da tutti gli altri utenti sui vari monitor presenti in commercio.
A tal fine, oggi sono a disposizione tre sistemi utili alla valutazione di un’immagine: un accessorio ad hoc per calibrare il monitor, gli schermi professionali, e il ricorso a tablet e smartphone differenti, di cui almeno uno con sistema operativo iOs e l’altro Android.
L’accessorio per calibrare il monitor è semplice da usare e tutto sommato economico (sotto i 200 euro) considerata l’importanza che ha sul risultato finale. Si installa il software in dotazione, si posiziona lo strumento sul monitor e il programma corregge eventuali errori di visualizzazione. Rimane tuttavia in questo caso un problema di fondo: le probabilità che il cliente di un fotografo disponga di un monitor calibrato, a meno che non lavori per qualche agenzia di pubblicità, sono scarsissime. Figuriamoci quelle che lo possano avere i suoi potenziali clienti. E il medesimo discorso vale ovviamente per gli schermi professionali.
Come può quindi un fotografo risolvere in parte questo problema? Dopo la fase di post-produzione, dovrebbe trasferire le immagini su dispositivi mobili, che per loro natura non gestiscono profili colore, e verificarle. Così da trovare la combinazione-compromesso che meglio si adatta allo standard dei vari produttori di smartphone e tablet.
E voi albergatori come potete organizzarvi per vedere le immagini nel modo corretto? Il mio consiglio è quello di non limitarsi a chiedere a un fotografo un preventivo e a valutarlo solo in base al prezzo: fatevi mandare qualche immagine dei suoli lavori o guardate il suo portfolio. Guardatele da pc e poi dallo smartphone. Osservate soprattutto ciò che di bianco c’è in una stanza. E in un hotel di bianchi ce ne sono molti: lenzuola, piatti, tovaglie, muri, sanitari, asciugamani… I bianchi vicino alla finestra, è vero, tenderanno all’azzurro, quelli vicino a punti luce interni al giallo. Ma in questo caso si deve trattare solo di piccole tendenze cromatiche.
Altrimenti, se cioè il bianco non è bianco, ma lo stile del fotografo vi piace comunque, prima di affidargli lo shooting, chiedetegli come mai non vedete il bianco nei suoi scatti. Esistono solo due possibilità: il vostro monitor ha qualcosa che non va. Oppure vi trovate di fronte a qualcuno che non sa gestire questo problema. Perché anche i fotografi sono in grado di mettersi al riparo da recensioni negative: se infatti si possiede un monitor calibrato e il risultato finale della post-produzione è corretta… Se trasferendo poi le immagini su smartphone e tablet Android e iOs anche su questi dispositivi i colori risultano corretti… Allora, e solo allora, le probabilità che sia il monitor del cliente-utente ad avere dei problemi sono molto alte :).

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