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Fiscalità e rischio creditizio

Di Marco Bosco, 18 gennaio 2008

A poco più di un anno dal primo forum fiscale organizzato da Astoi si è tenuto, due giorni fa, presso la sede di Intesa Sanpaolo di Milano, il secondo incontro dedicato dall’Associazione dei tour operator italiani alla materia tributaria. Nei dodici mesi intercorsi tra il primo e il secondo appuntamento, il gruppo di lavoro fiscale di Astoi ha proseguito il suo lavoro e ha stilato quattro norme di un codice comportamentale in materia, che è destinato ad arricchirsi ulteriormente nei prossimi mesi. «Questo codice», ha spiegato il direttore generale di Astoi, Alberto Corti, «serve a garantire la necessaria uniformità di comportamenti dei nostri associati nei confronti di una materia al contempo ostica e non sempre di univoca interpretazione. È lo stesso motivo di fondo per cui abbiamo pensato di organizzare un forum annuale: un modo per aggiornare tutti sulle novità e sulle criticità non risolte in ambito fiscale».
Quest’anno, in particolare, si è discusso della recente riforma del diritto fallimentare che ha aperto nuovi scenari nello spinoso campo del recupero crediti. «Sono mutati soprattutto i termini dei presupposti contestuali e oggettivi del fallimento», ha specificato Silvia Pavanello, avvocato dello studio Pavanello & Del Bianco, nonché curatore fallimentare presso la sezione competente del tribunale di Milano dal 1994. «Inoltre, con la nuova normativa, l’onere della prova per la non assoggettabilità al fallimento spetta ora al debitore chiamato a rispondere della propria insolvenza. Importanti novità riguardano pure i termini per il deposito dell’insinuazione al passivo, che sono stati abbreviati rispetto alla disciplina precedente, ma soprattutto la possibilità per il creditore di controllare ed eventualmente modificare la propria posizione nei 15 giorni successivi all’udienza di verifica».
La complessità della materia, nonché l’onerosità e la lunghezza delle procedure necessarie al recupero dei crediti nei casi di fallimento, impone, tuttavia, soprattutto un’azione preventiva, che sia in grado di garantire i fornitori dalle eventualità più negative. «È fondamentale, per esempio», ha proseguito Pavanello, «documentare il credito con prove certe. A tal fine è necessario essere particolarmente precisi in sede contrattuale, riducendo al minimo i rapporti fiduciari, e soprattutto ancorando i crediti a elementi precisi. Occorre, infine, prestare la massima attenzione ai termini entro cui è possibile recuperare l’Iva sugli importi inesigibili: tale periodo è infatti particolarmente ridotto, essendo compreso tra il momento del riparto finale e la chiusura della vertenza di fallimento. Il creditore deve perciò essere in grado di far valere i propri diritti con la dovuta tempestività».
Proprio a proposito di quest’ultimo tema sono intervenuti anche il consulente fiscale di Astoi e avvocato dello studio Santacroce, Procida, Fruscione, Benedetto Santacroce e Franco Vernassa della direzione fiscale Ifil, società d’investimenti del gruppo Agnelli che controlla, tra gli altri, la totalità di Alpitour. I due esperti in materia tributaria hanno sostenuto come la detraibilità dell’Iva sui crediti inesigibili si applichi, con ogni probabilità, anche nel caso dei contratti ricadenti nel regime fiscale speciale regolato dall’articolo 74 ter del Dpr 633/72, che riguarda le disposizioni per le agenzie di viaggio e turismo relativamente all’imposta sul valore aggiunto.
Delle strategie da adottare per ridurre al minimo i rischi dell’esposizione creditizia ha poi trattato Stefania Boschetti, partner di Ernst & Young: «La polverizzazione del mercato agenziale comporta un elevato tasso di rischio per i tour operator che accordano canali creditizi ai propri clienti dell’intermediazione. Tuttavia tale strumento rappresenta una leva fondamentale del mercato di cui gli operatori non possono fare a meno. Bisogna perciò adottare accorte politiche di prevenzione tra cui, per esempio, il ricorso a strumenti di factoring, che trasferiscono agli istituti bancari il rischio. Attualmente, però, rispetto a un volume del transato complessivo corrispondente a 6,8 miliardi di euro, solo 1,5 miliardi sono gestiti da tali prodotti bancari. Ciononostante, la maggior parte dei tour operator che preferisce non esternalizzare la gestione dei propri crediti spesso sottovaluta i costi di una tale scelta. Per mantenere un sufficiente grado di controllo sulla propria situazione creditizia occorre, infatti, allocare a tale compito un buon numero di risorse interne. Queste ultime devono, in particolare, valutare il grado di solvibilità delle agenzie clienti, monitorare costantemente la situazione creditizia e, infine, gestire le eventuali morosità».

La Finanziaria 2008

Durante il forum si è discusso anche di Finanziaria e delle novità introdotte con il recentissimo decreto legge in materia. Ottima accoglienza, e non sarebbe potuto essere altrimenti, ha ricevuto, in particolare, la revisione del regime Iva per alcune fattispecie contrattuali legate alle attività congressuali. «L’anno scorso», ha evidenziato il consulente fiscale Astoi e avvocato dello studio Santacroce, Procida, Fruscione, Michele Procida, «il legislatore aveva agito un po’ approssimativamente: la Finanziaria 2007 garantiva, infatti, la detraibilità Iva di tutte le spese congressuali, escludendo però da tale campo di applicazione gli acquisti avvenuti tramite agenzia di viaggio. Quest’anno, finalmente, si è intervenuto sulla normativa in materia, apportando le modifiche necessarie ad aggiustare quella che noi consideravamo una vera e propria distorsione del mercato».
Un’altra importante novità riguarda, poi, la detraibilità delle spese per automobili, pedaggi e telefoni cellulari. «La normativa italiana si è così adeguata a quella di molti altri paesi europei», ha concluso Procida. «Non c’è tuttavia ancora accordo sull’entità della somma detraibile. Recentemente l’Agenzia delle entrate sembra orientarsi a considerare detraibile il 40% del costo complessivo di automobili e pedaggi, mentre pare lasciare maggiore libertà all’azienda contribuente nel caso dei cellulari».

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