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Europa, destinazioni d’eccellenza

Di Floriana Lipparini, 8 giugno 2007

Il progetto «Destinazioni europee d’eccellenza» è un’interessante iniziativa attivata dalla Commissione europea per valorizzare il tema del turismo responsabile, promuovendo la visibilità di quelle località che sanno coniugare gli obiettivi di sviluppo economico con l’attenzione alla sostenibilità sociale, culturale e ambientale.
La Commissione europea si propone di selezionare ogni anno una destinazione per ciascuno stato membro, da proporre come esempio di buone prassi per il turismo sostenibile, ponendo l’accento su un tema di volta in volta diverso: patrimonio storico e culturale, dimensione ambientale, accessibilità, attenzione ai prodotti locali e all’artigianato… I criteri di scelta verranno concordati d’intesa con gli stati membri.
Il tema guida scelto per il 2007 è «Destinazioni rurali emergenti». Ogni stato europeo può quindi proporre una destinazione, selezionata attraverso una serie di criteri generali:
• la destinazione deve aver implementato, negli ultimi tre anni, la promozione dell’offerta turistica locale attraverso la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale;
• la destinazione deve essere inclusa nelle aree rurali coperte dai programmi 2000-2006 (obiettivi 1 e 2) dei fondi strutturali o dai programmi di sviluppo rurale 2000-2006;
• la destinazione deve aver adottato un approccio generale nella gestione della propria offerta turistica, in modo tale da assicurare una sostenibilità sociale, culturale e ambientale.
Le destinazioni proposte dai vari stati otterranno un riconoscimento ufficiale da parte della Commissione in occasione del Forum europeo del turismo, che si terrà in Portogallo a fine ottobre.Tale riconoscimento ha un valore simbolico e non prevede aiuti economici, ma ha lo scopo di valorizzare e mettere in rete le destinazioni scelte nei diversi paesi a livello europeo.
Anche l’Italia, attraverso il dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della presidenza del consiglio dei ministri, ha presentato una proposta, selezionata dalla Commissione europea, in collaborazione con la regione Abruzzo (coordinamento regionale per il turismo), l’Upi (Unione delle province d’Italia), l’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), l’Uncem (Unione nazionale comuni, comunità, enti montani), con il supporto tecnico di Promuovi Italia. Un comitato nazionale di valutazione, istituito presso il dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, selezionerà almeno una destinazione per regione. L’iter prevede che le destinazioni prescelte siano presentate nel corso di una manifestazione ufficiale, dopo di che, entro il mese di luglio, la destinazione più rispondente ai criteri nazionali ed europei sarà segnalata alla Commissione europea.
Quali le conseguenze attese? Rendere più visibili le destinazioni turistiche europee, sensibilizzare sulla diversità e la qualità del turismo europeo, promuovere tutte le regioni del continente, contribuire a un processo di decongestione e destagionalizzazione dei flussi turistici, favorire uno scambio delle migliori esperienze, promuovere la creazione di reti, incoraggiare altre destinazioni nella scelta di modelli di sviluppo sostenibile.
Il tema dei modelli di turismo è ormai ineludibile in ogni discorso sull’industria turistica. Il concetto di turismo responsabile, inizialmente riferito ai rapporti fra il nord e il sud del mondo, si è oggi ampliato a tutte le forme di turismo, acquistando spazio e importanza. «Aitr, che è nata per avvicinare nord e sud del mondo attraverso un modello di turismo responsabile, oggi si pone una domanda: è possibile riportare queste istanze e questi processi anche al turismo italiano, e come?», si chiede Umberto Di Maria in un articolo pubblicato sul sito dell’Associazione italiana turismo responsabile (www.aitr.org). «È possibile che il turismo responsabile, i suoi protagonisti partecipino a svelare quel paesaggio italiano fatto di volti, di relazioni, di persone, di luoghi dove la società civile associativa, cooperativa, produttiva (anche non turistica) delinea nuovi territori che si aprono al turismo? Le risposte sembrano giungere dai nostri soci, dai loro luoghi e dai chi si ispira al nostro operato: dalle cooperative di Libera, che gestiscono i beni confiscati alla mafia, impegnate nello sviluppo di ospitalità, nella gestione delle aree verdi e dei parchi da parte di cooperative sociali e non; dall’esempio di chi rielabora luoghi appartenuti alla malattia mentale, come l’ex ospedale psichiatrico Pini di Milano, per farne un ostello; da coloro che ricostruiscono identità di luoghi e attraverso un progetto di turismo comunitario cercano di opporsi allo spopolamento di borghi antichi come i Briganti di Cerreto. Tra le prossime sfide che vedono impegnata Aitr c’è l’osservatorio degli impatti negativi e positivi del turismo, lo sviluppo dei sistemi locali di turismo responsabile, la disseminazione sul territorio del turismo di comunità come processo per rimettere i residenti al centro della progettazione e del loro turismo (sempre che lo vogliano)».

Turismo nei parchi
Il 2 giugno Federalberghi-Confturismo ha rilanciato una propria iniziativa a favore del turismo sostenibile, attraverso il potenziamento del sito www.turismoneiparchi.it, nato per valorizzare e far conoscere il sistema dei parchi naturali e delle aree protette nazionali, con un ricco corredo di dati e indirizzi che segnalano tutte le possibilità di trascorrervi salutari vacanze. «Questa forma di turismo», sostiene Bernabò Bocca, presidente della Federalberghi-Confturismo, «è uno strumento privilegiato per sensibilizzare il turista sulle questioni ambientali, ma anche un’opportunità di rafforzamento delle attività economiche locali».

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