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Un po’ d’equilibrio, per cortesia

Di Antonio Caneva, 22 giugno 2007

Al termine del campionato mondiale di calcio vinto dall’Italia, nel corso di un’intervista, l’allenatore Marcello Lippi affermava che sì, lui era stato bravo, però il vero merito era ascrivibile ai giocatori che si erano sacrificati in modo totale, impegnandosi per oltre un mese negli allenamenti e comportandosi seriamente per tutto il periodo delle gare. Un elogio sperticato.
A chi si congratulava per il lavoro svolto nella promozione di successo della Grande Punto, Lapo Elkann opponeva che sì, era stato bravo, ma che il grande merito era del suo team che per tutto il tempo dell’organizzazione della presentazione si era sacrificato, addirittura, «rinunciando alle vacanze estive».
Nel primo caso parliamo di un evento che ha avuto un ritorno enorme, non solo nella percezione internazionale della nostra squadra, ma anche sui giocatori. Non dimentichiamo il rilevante premio che i protagonisti della spedizione hanno percepito e la crescita della valutazione economica degli attori dell’evento. Non a caso dopo la vittoria berlinese Fabio Cannavaro veniva intervistato a bordo di una megabarca a motore (forse poteva permettersela anche prima, però…).
Nel secondo caso parliamo di un evento che ha dato il via al cambio di marcia di un’industria che era al limite del collasso e che ora, partendo dalla Grande Punto, sta tornando a essere il riferimento dell’industria nazionale.
Due eventi che, ognuno con le proprie prerogative, hanno inciso nel panorama nazionale. Non si riesce quindi a capire come, a fronte di momenti così importanti, che comunque hanno dato ritorni anche significativi agli interessati (in termini sia economici sia di visibilità), si possa porre l’accento su inezie quali il mese di ritiro o la rinuncia alle vacanze.
Chi opera nel turismo sa perfettamente, senza grandi gratificazioni, quanto impegnativo sia questo lavoro, quante vacanze saltate, quante festività in cui si è lavorato, quanto impegno, talvolta non adeguatamente gratificato. Fa parte della vita e si deve essere comunque lieti di svolgere un lavoro interessante e, spesso, con prospettive. Però, signori dei grandi eventi – che siano il mondiale di calcio, il lancio di una nuova macchina o altro – per cortesia, un po’ di equilibrio, altrimenti anch’io, che sto scrivendo questo pezzo la domenica pomeriggio, mi sentirò in diritto di lamentarmi.

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