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Ehma: il focus è green

Completamente dedicato allo sviluppo sostenibile l'ultimo general meeting monegasco

Completamente dedicato allo sviluppo sostenibile l'ultimo general meeting monegasco

Di Marco Bosco, 8 maggio 2014

«La sostenibilità è oggi un argomento di grande attualità: se ne parla spesso durante i dibattiti pubblici, ci sono tantissime ricerche a riguardo e numerosi certificati vengono di volta in volta assegnati o revocati a questo o a quella struttura o catena alberghiera. Il tema è quindi ormai al centro di quasi tutte le strategia d’impresa. Tuttavia nel nostro settore ci si limita spesso a considerare unicamente gli aspetti ecologici della questione. Dovremmo invece imparare a includere nei nostri piani tutte le variabili di un progetto di sviluppo veramente sostenibile». È l’invito che il presidente della European hotel managers association, Hans Koch, ha lanciato dal palco del quarantunesimo general meeting Ehma, svoltosi dal 28 al 30 marzo 2014, nella suggestiva cornice del Principato di Monaco, presso il Le Méridien Beach Plaza e il Monte Carlo Bay Hotel & Resort.
Dal significativo titolo «Hospitality, Sustainability… what’s next?», la kermesse monegasca è stata infatti completamente dedicata ai temi della responsabilità d’impresa. D’altronde, come ha sottolineato, durante lo University day organizzato in collaborazione con la scuola alberghiera di Losanna, la presidente Diversey Care del gruppo Sealed Air, Ilham Kadri, la sostenibilità è ormai da considerare un vero e proprio nuovo indice di valutazione della qualità alberghiera: «Il dilemma compatibilità ambientale – profittabilità in bottom line non esiste più: oggi si possono ottenere entrambi i risultati».
Aperto dal presidente del comitato organizzatore, Manuel De Vasconcelos, direttore dello stesso Le Méridien Beach Plaza, il general meeting Ehma vero e proprio ha visto quindi innumerevoli interventi di esperti e professionisti dell’ospitalità e della green economy. Della necessità di strategie sostenibili, da un punto di vista al contempo etico ed economico, ha parlato per esempio il director sustainability, global citizenship, Starwood Hotels and Resorts Usa, Andrea Pinabell: «L’evoluzione globale pone sfide sempre più drammatiche alla terra: la crescente carenza d’acqua, in particolare, potrebbe anche condurre in futuro a disordini sociali di vasta portata, se non si affronterà per tempo la questione. Lavorare per contenere i consumi dell’acqua, così come quelli dell’energia, può quindi garantire a tutti uno straordinario beneficio economico».
Sul palco è salito poi un celebre guru dell’ospitalità come Robbie Bargh, del Gorgeous Group di Londra, che ha definito la sostenibilità come l’arte di «creare e mantenere condizioni in cui l’uomo e la natura possano prosperare e coesistere per generazioni a venire, grazie all’equilibrio di tre elementi fondamentali come l’ambiente, l’etica e l’esperienza. E chi lavora nell’ospitalità dovrebbe avere sempre come obiettivo ultimo quello di migliorare la qualità della vita degli ospiti, fornendo loro un senso del luogo e del momento sperimentato durante il soggiorno, oltre che a un servizio eccezionale e a un’offerta cucita sulla misura delle loro esigenze specifiche. Gli alberghi devono infatti pensare e agire in modo diverso se vogliono conquistare i clienti di domani, soprattutto la generazione Y (i nati tra gli anni 1980 e l’inizio del Terzo millennio, ndr), i cui bisogni food and beverage sono oggi in rapido cambiamento».
È stata poi la volta del noto coach e consulente Daniel Tschudy che, partendo da una citazione dell’ex ceo di Nokia, Jorma Ollila, «dobbiamo rispecchiare la diversità dei vari mercati per essere certi di capire i bisogni dei nostri clienti», ha illustrato il concetto di cross cultural competence nell’industria dell’ospitalità a livello globale. L’elenco dei relatori intervenuti al convegno Ehma potrebbe quindi proseguire a lungo. Basti qui però citare la presenza, tra gli altri, anche del general manager del monegasco Hotel Hermitage, Pascal Camia, del presidente Hotrec, Kent Nystrom, di Patrice Monti dell’International New York Times, nonché del vicepresidente della Stenden hotel management school, Klaas Wybo van der Hoek .
Nel corso del meeting, l’École Hotelière di Losanna ha messo inoltre in palio due moduli dei propri programmi formativi, che sono stati assegnati a Helena Thomsen e Robert Herr, rispettivamente general manager del Rolighed – The Beautiful Place, di Skodsborg in Danimarca, e dell’InterContinental di Berlino. I tre corsi executive offerti dalla Cornell University sono stati invece estratti a sorte tra i 15 nuovi membri dell’associazione e sono andati ai general manager Michele Pani, del Regina Hotel Baglioni di Roma, Emmy Stoel, dell’hotel Okura di Amsterdam e Philippe Clairinval del The Omnia Mountain Lodge di Zermatt. Particolarmente intenso, come sempre, è infine stato anche il social program, che ha visto, in particolare, il cocktail di benvenuto svolgersi al Monte Carlo Bay Hotel & Resort, mentre le affascinanti sale del casinò del Principato hanno fatto da scenario all’aperitivo, che ha preceduto il gala dinner tenutosi nella sontuosa salle Empire dell’Hôtel de Paris: una vera icona dell’art de vivre europea. Durante la cena sono stati quindi consegnati i tradizionali premi rilasciati dall’Ehma in occasione dei propri general meeting: a François Delahaye, general manager dell’Hôtel Plaza Athénée di Parigi e ceo della Dorchester Collection è andato così il titolo di Hotel manager of the year 2013, mentre Fabrice Moizan, general manager dell’Hôtel Fouquet’s Barrière, sempre di Parigi, ha ottenuto il trofeo Ehma sustainability award by Diversey Care 2014. Al termine della kermesse, quindi, è stata annunciata Ginevra quale sede del convegno internazionale 2015, mentre Cipro ha lanciato la sua candidatura ufficiale per l’edizione 2016.

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