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Design, arte e alta gastronomia: il debutto di Borgo Monchiero

Torna a nuova vita l’antico complesso monastico del XVIII secolo immerso tra le colline delle Langhe, trasformato dopo un attento restauro in una dimora di charme dal respiro internazionale

Torna a nuova vita l’antico complesso monastico del XVIII secolo immerso tra le colline delle Langhe, trasf

Di Job in Tourism, 30 Luglio 2026

Ha aperto ufficialmente le porte agli ospiti lo scorso 16 luglio Borgo Monchiero Heritage by Atmosphere, nuova destinazione dell’ospitalità di lusso nel cuore delle Langhe che segna l’ingresso nel mercato europeo del brand Heritage by Atmosphere di Atmosphere Core, gruppo alberghiero internazionale già affermato alle Maldive e protagonista di un piano di espansione globale.

Il progetto di recupero

Come raccontiamo sul nostro magazine digitale di questa settimana (sfogliabile per intero a questo LINK), l’antico complesso monastico del XVIII secolo immerso tra le colline Patrimonio Unesco della provincia di Cuneo, è tornato a vivere grazie a un intervento di recupero e valorizzazione che restituisce al territorio un luogo suggestivo, trasformato in una dimora di charme dal respiro internazionale. L’inaugurazione segna il compimento del restauro avviato nel 2024 sotto la supervisione dell’architetto Stefano Tardito, un progetto “in cui la salvaguardia dell’eredità storica si fonde con l’eccellenza del design contemporaneo, dell’arte, del benessere e dell’alta gastronomia”, spiegano dal gruppo alberghiero.

“È una grandissima emozione ammirare il risultato del progetto che abbiamo immaginato e visto prendere forma giorno dopo giorno negli ultimi due anni. Con l’apertura di Borgo Monchiero si realizza un sogno condiviso: restituire vita a un borgo quasi dimenticato, al quale siamo profondamente legati da ricordi dell’infanzia e dalla passione che nutriamo verso questo luogo straordinario – raccontano i proprietari, Franco Giampetruzzi e Gian Maria Debenedetti –. Il nostro desiderio è sempre stato quello di preservare la sua anima autentica e arricchirla di una proposta di ospitalità memorabile per scrivere un capitolo completamente nuovo di questo luogo unico insieme a chi sceglierà di soggiornare qui e lasciarsi conquistare da una storia che unisce territorio, arte, spiritualità, alta cucina e benessere”.

Il resort

La struttura dispone di 25 camere e suite distribuite tra l’antico Monastero e la Villa. Nel primo, le antiche celle monastiche sono state trasformate in ambienti eleganti, dove materiali originali e dettagli storici convivono con comfort contemporanei. Nella Villa, invece, gli ambienti esprimono “un’eleganza più residenziale e aristocratica, con camere intime, luminose e raffinate, pensate per chi desidera un soggiorno riservato immerso nella quiete delle colline”, spiegano dal Borgo. Completa l’offerta la suggestiva Camera del Priore, un ampio appartamento con camere comunicanti ideale per famiglie o piccoli gruppi.

L’offerta gastronomica

Per quanto riguarda gli altri spazi, a Borgo Monchiero Heritage by Atmosphere ogni ambiente è stato concepito come parte integrante di un racconto unitario, in cui ospitalità, gastronomia, arte, cultura e benessere dialogano con il territorio. Da questa visione prende forma anche la scelta dei nomi degli spazi, ciascuno pensato per raccontare l’identità del Borgo. Fiore all’occhiello è il ristorante gourmet Eira, aperto anche agli ospiti esterni e guidato dall’Executive Chef Giorgio Servetto, già alla guida dei ristoranti stellati Nove e Vignamare. Al suo fianco opera il Resident Chef Alessandro Di Giacomo, che vanta una lunga collaborazione proprio con lo Chef Servetto e che ha successivamente confermato la Stella Michelin al ristorante Vignamare. Eira propone “una cucina contemporanea capace di coniugare creatività e profondo rispetto della tradizione piemontese, con influenze che spaziano fino alla Liguria e alla Francia. Il nome – proseguono dal Borgo – richiama il termine del dialetto piemontese che indica l’aia contadina, simbolo del luogo in cui il lavoro agricolo si compie e si trasforma”. Arricchisce l’offerta gastronomica Olo, il bar della struttura, che intreccia la parola “bar” con “Olo”, in omaggio alla cultura del vino e all’identità locale. La proposta culinaria, informale ma ricercata, comprende canapé, salumi artigianali e formaggi del territorio.

Gli spazi

Cuore della convivialità è Mater, l’antica cappella oggi trasformata in un elegante lounge polifunzionale dove è possibile organizzare cene private per piccoli gruppi. Il nome richiama un senso di origine, accoglienza e raccoglimento, incarnando la filosofia “Joy of Giving” del brand Atmosphere Core attraverso momenti di incontro e condivisione.

Gli spazi esterni contano la terrazza panoramica Willow, il cui nome è ispirato ai salici che la adornano, e il giardino del chiostro Gelso, dedicato allo storico albero di gelso che ne definisce l’atmosfera silenziosa e intima. Per matrimoni ed eventi privati c’è, invece, il Santuario della Beata Vergine del Rosario, risalente al 1752, e la chiesetta sconsacrata ideale per cerimonie simboliche e laiche.

Acqua e benessere

La rigenerazione di corpo e mente è al centro della proposta di benessere con Eva, l’area piscina, il cui nome deriva dal termine dialettale locale che significa “acqua”. L’esperienza comprende anche la suggestiva cisterna d’acqua riscaldata con soffitto a volte, la sauna, l’area relax e la doccia emozionale.

Arte, musica e cultura

Cuore dell’esperienza di soggiorno offerta da Borgo Monchiero sono poi l’arte, la musica e la cultura, che richiamo la storia del luogo. Nel corso del Novecento, le colline circostanti avevano, infatti, ispirato un vivace cenacolo artistico, trasformando il borgo in un luogo di intensa produzione culturale, frequentato da maestri come Eso Peluzzi e Claudio Bonichi, insieme a protagonisti dell’arte piemontese quali Piero Simondo, Gigi Chessa, Giulio Da Milano, Pietro Morando, Nino Aimone, Giovanni Bracco e Piero Solavaggione. “Questa eredità – spiegano dalla struttura – continua oggi a vivere attraverso opere che danno forma a un vero e proprio museo diffuso, il cui fulcro è la chiesetta sconsacrata, trasformata in un raffinato spazio espositivo, accanto alla residenza e all’atelier di Eso Peluzzi, visitabili su prenotazione e custodi della memoria più autentica del luogo”. Alla dimensione artistica si affianca la vocazione musicale, alimentata dal legame con figure come il compositore e direttore d’orchestra Ezio Bosso, il violoncellista Mario Brunello e il DJ e musicista Alessio Bertallot, che hanno vissuto o frequentato Borgo Monchiero contribuendo a definirne l’identità sonora.

A guidare Borgo Monchiero è il General Manager Francesco Giovannelli. “Siamo felici di accogliere i primi ospiti in questa nuova struttura nel cuore delle Langhe, una delle aree più iconiche del Piemonte, famosa per i paesaggi Unesco e la tradizione enogastronomica. Il nostro obiettivo – sottolinea – è offrire un’ospitalità di alto livello che permetta di vivere il fascino del borgo e della sua storia insieme all’autenticità del territorio, attraverso esperienze curate in ogni dettaglio”.

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