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Combo, quando l’ospitalità diventa relazione e scoperta

Il modello ibrido del brand di ostelli di design che integra ospitalità, ristorazione e spazi per eventi valorizzando il territorio e creando luoghi inclusivi pensati per favorire connessioni e scambi creativi

Il modello ibrido del brand di ostelli di design che integra ospitalità, ristorazione e spazi per eventi val

Di Job in Tourism, 31 Agosto 2026

Un progetto di ospitalità contemporanea, che unisce accoglienza, cultura, musica, design e convivialità in spazi versatili. Non solamente strutture ricettive, ma “spazi dinamici, dove viaggiatori e residenti locali si incontrano, prendono parte a eventi e condividono esperienze autentiche”. Così si presenta Combo, realtà nata nel 2019, oggi presente in quattro città – Torino, Venezia, Milano e Bologna – con i suoi ostelli di design, ospitati in edifici storici di pregio in disuso da tempo, riqualificati e aperti sia ai viaggiatori che ai residenti. Ne abbiamo parlato con il CEO Marc Sampietro, che in questa intervista ci racconta come funziona il modello di ospitalità ibrida di Combo e quali sono le opportunità professionali che offre.

Come nasce Combo e con quale concept?

Combo nasce con l’obiettivo di ridefinire il concetto di ospitalità, proponendo un modello ibrido, accessibile e inclusivo, che va oltre la semplice esperienza di soggiorno. Attraverso il recupero e la rigenerazione di edifici storici in disuso, trasformiamo luoghi dal forte valore identitario in ostelli di design aperti alla città, concepiti come spazi di incontro, condivisione e scambio culturale. Ogni Combo è unico e dialoga con il contesto che lo ospita, valorizzandone la storia, l’identità e la comunità locale. Cortili, aree coworking, ristorazione e spazi comuni sono progettati per favorire connessioni spontanee tra viaggiatori, residenti, creativi e professionisti, dando vita a un ecosistema vivo e in continua evoluzione. A rendere questo modello ancora più distintivo è un ricco palinsesto di iniziative che attraversa arte, musica, cinema, sport e cultura contemporanea, offrendo visibilità a giovani artisti e talenti emergenti del territorio. La dimensione sonora rappresenta uno degli elementi identitari di Combo: attraverso Radio Combo, la nostra emittente attiva 24 ore su 24, la musica diventa un linguaggio capace di creare connessioni, raccontare storie e rafforzare il senso di comunità che anima ogni nostra struttura.

Qual è il profilo dei vostri collaboratori?

In Combo crediamo che l’ospitalità non sia solo un servizio, ma soprattutto una relazione. Per questo il profilo ideale non si definisce soltanto dalle competenze tecniche, ma dall’attitudine con cui una persona vive il rapporto con gli altri. Cerchiamo persone curiose, accoglienti e aperte al mondo, capaci di far sentire ogni ospite il benvenuto e di trasformare un soggiorno in un’esperienza autentica. Persone che abbiano voglia di esplorare, imparare continuamente e lasciarsi ispirare dalle città, dalle culture e dalle persone che incontrano ogni giorno. Lavorare in Combo significa essere il primo volto del nostro progetto: chi entra nelle nostre strutture incontra prima di tutto le persone che ci lavorano. Per questo chiediamo empatia, gentilezza, spirito di iniziativa e la capacità di trovare soluzioni con naturalezza, senza perdere il sorriso. Cerchiamo collaboratori che sappiano lavorare in squadra, adattarsi a contesti dinamici e contribuire a creare un ambiente positivo, inclusivo e informale, sempre con professionalità e attenzione ai dettagli. Le competenze tecniche sono importanti e possono essere sviluppate. Quello che per noi fa davvero la differenza è l’atteggiamento: la voglia di mettersi in gioco, la curiosità verso ciò che è diverso e la capacità di costruire relazioni autentiche. In fondo, Combo è molto più di un ostello: è un luogo di incontro tra persone, culture,idee ed esperienze. Per questo cerchiamo persone che abbiano il desiderio di essere parte di questa energia e di contribuire, ogni giorno, a renderla viva.

Che differenza c’è tra lavorare in una realtà come Combo e i modelli più tradizionali di ospitalità?

La differenza principale è che Combo non si limita a ospitare persone: crea connessioni. Mentre un hotel tradizionale è spesso pensato per chi soggiorna e un locale per chi lo frequenta in un determinato momento della giornata, Combo è un luogo aperto che mette in relazione viaggiatori, crea-tivi, professionisti e comunità locali. L’ospitalità è solo il punto di partenza: attorno a essa prendono forma una programmazione culturale, eventi, col- laborazioni e progetti che trasformano gli spazi in un punto di riferimento per la città. Lavorare in questo contesto significa contribuire ogni giorno a costruire un ecosistema vivo, in continua evoluzione. C’è poi un altro aspetto che rende Combo una realtà unica: qui le persone sono incoraggiate a essere sé stesse. A differenza di molti modelli dell’hospitality tradizionale, dove procedure e standard definiscono in modo rigido ogni interazione con l’ospite, in Combo c’è spazio per esprimere la propria personalità. Dall’accoglienza al check-in, fino al modo in cui si interagisce con i clienti al ristorante, ogni collaboratore è incoraggiato a interpretare il proprio ruolo con autenticità, contribuendo a creare un’esperienza più umana e memorabile.

Quali figure professionali ricercate maggiormente?

Le figure che ricerchiamo più frequentemente appartengono al mondo dell’Hospitality e del Food&Beverage: Front Office Agent, Bartender, Camerieri di Sala e Cuochi. Sono i ruoli che ogni giorno danno vita all’esperienza Combo. Al di là della posizione, però, cerchiamo persone capaci di interpretare questi ruoli in modo contempo- raneo. Per noi un Receptionist non si limita ad accogliere un ospite: è il primo narratore della città e del mondo Combo. Un Bartender crea occasioni di incontro, un Cameriere accompagna un’esperienza, un Cuoco racconta un territorio attraverso ciò che porta in tavola. Lavoriamo in spazi ibridi, dove ospitalità, ristorazione, cultura ed eventi convivono ogni giorno. Per questo apprezziamo persone versatili, curiose e aperte al cambiamento, che abbiano voglia di andare oltre il proprio ruolo e contribuire a creare un ambiente vivo, accogliente e ricco di relazioni. Più che cercare un curriculum perfetto, cerchiamo persone che abbiano voglia di far parte di Combo e di lasciare un ricordo positivo in chi attraversa i nostri spazi.

Come avvengono la selezione del personale e la procedura di onboarding?

La selezione in Combo è un percorso condiviso, perché crediamo che scegliere una persona significhi prima di tutto capire se potrà sentirsi bene all’interno della nostra comunità. Per questo il processo coinvolge il People Office insieme ai General Manager e ai responsabili di reparto: l’obiettivo è valutare non solo le competenze tecniche, ma anche l’attitudine, i valori e il modo di relazionarsi con gli altri. Dopo un primo contatto conoscitivo con il People Office, i candidati incontrano il team della struttura e il General Manager, così da poter conoscere da vicino il contesto in cui lavoreranno e le persone con cui condivideranno l’esperienza quotidiana. Anche l’onboarding è pensato come un percorso, non come un semplice primo giorno di lavoro. Ogni nuovo collega viene affiancato da un Buddy, una figura di riferimento che lo accompagna nelle prime settimane, facilitandone l’inserimento nella squadra e nella cultura di Combo. A questo si affiancano momenti di confronto e feedback con il People Office, il responsabile di reparto e il General Manager, perché crediamo che ascolto, dialogo e accompagnamento siano fondamentali per costruire un’esperienza di lavoro positiva fin dall’inizio.

Sono previsti percorsi di formazione e opportunità di job rotation?

Crediamo che lavorare in Combo significhi imparare ogni giorno. Per questo accompagniamo ogni nuovo ingresso con un percorso di formazione che combina la formazione obbligatoria con momenti di apprendimento on the job e in aula, dedicati sia alle competenze tecniche sia allo sviluppo delle soft skills. Stiamo inoltre investen- do in programmi di mobilità interna tra le diverse strutture Combo per offrire ai collaboratori l’opportunità di confrontarsi con contesti, team e città differenti, arricchendo il proprio bagaglio professionale e personale. Il prossimo passo sarà sviluppare percorsi di job rotation all’interno delle strutture, permettendo alle persone di conoscere da vicino i diversi reparti con l’obiettivo di favorire una visione più ampia del nostro lavoro e rafforzare la collaborazione tra i team. Crediamo molto nella crescita nterna e siamo orgogliosi di poter raccontare numerose storie di persone che hanno iniziato il loro percorso operativo e, nel tempo, hanno assunto ruoli di maggiore responsabilità. Come il responsabile F&B di Torino che ha iniziato in Combo come cameriere, o la nostra Event Coordinator di Milano che ha ini- ziato con uno stage. Per noi la crescita non è solo un avanzamento di carriera, ma la possibilità di continuare a imparare, mettersi alla prova e costruire il proprio percorso all’interno di Combo.

Guardando allo sviluppo della carriera professionale, quali sono i vantaggi di un’esperienza professionale in Combo?

Lavorare in Combo significa entrare in contatto con un modo di fare ospitalità che va oltre i modelli tradizionali. Le nostre strutture sono luoghi in cui convivono accoglienza, ristorazione, cultura, musica ed eventi: questo permette alle persone di sviluppare uno sguardo più ampio sul settore e di confrontarsi ogni giorno con esperienze, ospiti e situazioni diverse. Chi inizia il proprio percorso in Combo ha l’opportunità di lavorare in un ambiente internazionale, dinamico e multidisciplinare, imparando non solo competenze tecniche, ma anche capacità relazionali, autonomia, flessibilità e spirito di collaborazione: competenze oggi fonda- mentali in qualsiasi realtà dell’hospitality. Per molti rappresentiamo un punto di partenza, per altri un luogo in cui costruire un percorso di crescita. Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza che lasci un segno, ovunque il percorso professionale delle persone le porterà in futuro.

Per approfondire: Dall’ex convento alla caserma dei pompieri abbandonata: il piano di sviluppo di Combo

Oggi Combo è presente con quattro strutture a Milano, Venezia, Torino e Bologna, negli spazi rispettivamente di una vecchia casa di ringhiera sui Navigli, di un ex convento nel sestiere di Cannareggio, di una caserma dei vigili del fuoco abbandonata da vent’anni e di una ex residenza per ferrovieri alla Bolognina, tutti riqualificati per offrire “accoglienza, ristorazione e una programmazione di eventi che favorisce l’incontro tra viaggiatori e comunità locali”, spiega il CEO, Marc Sampietro. In totale, il gruppo conta più di 300 camere e oltre 1.000 posti letto e accoglie un pubblico internazionale. “Guardando al futuro – spiega Sampietro – abbiamo definito un piano di sviluppo quinquennale che punta a consolidare la nostra presenza nelle principali città italiane e a espanderci nelle destinazioni turistiche del Sud Europa. La crescita passerà attraverso l’acquisizione di nuovi immobili, la riqualificazione di edifici storici e partnership con realtà già esistenti, mantenendo sempre al centro il modello di ospitalità ibrida che contraddistingue Combo”.

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