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C´era una volta la Gavina

Lontani da qualsiasi forma di omogeneizzazione dei servizi

Lontani da qualsiasi forma di omogeneizzazione dei servizi

Di Massimiliano Sarti, 26 agosto 2011

È una favola dagli esordi sorprendenti quella dell´Hostal de la Gavina. Adagiato su una piccola sporgenza rocciosa della Costa Brava, l´attuale Leading hotels of the world catalano affonda le proprie radici nella farina: un ingrediente che molti considererebbero insolito per la costruzione di un albergo super lusso. Eppure, agli inizi del Novecento Josep Ensesa y Cia viveva a Girona, a Nord di Barcellona, e faceva il mugnaio. Nel 1918 capitò poi che Josep accettasse un piccolo lotto di terra prospiciente il mare, in pagamento di un vecchio debito di un fornaio suo cliente. E che il figlio del mugnaio, Josep Ensesa Gubert detto José, convincesse suo padre a costruire un´abitazione di famiglia sugli ex terreni del fornaio e poi a sviluppare persino un piccolo villaggio, S´Agaró, nei suoi immediati dintorni: una quarantina di edifici in tutto che avrebbero dovuto rispecchiare lo stile architettonico locale, con le loro dimensioni ridotte e ricche di portici e terrazzi.
Ma la favola del figlio del mugnaio che diventa albergatore di charme si realizzò solamente qualche anno più tardi, dopo l´inaugurazione della prima villa, nel 1924: fu allora, infatti, che José pensò di unire tra loro due case, per ottenere una piccola locanda. Questa venne inaugurata otto anni più tardi e il suo successo fu così subitaneo da convincere lo stesso José a triplicarne immediatamente le dimensioni. Oggi, a tanti anni di distanza e dopo l’intensa trasformazione a cui la regione è andata incontro a partire dagli anni 1950, è difficile immaginarsi la Costa Brava come un paradiso inesplorato. Ma è quello che era agli inizi del secolo scorso, prima di diventare quella icona del turismo di massa che è oggi unanimemente considerata. L´Hostal de la Gavina e S´Agaró, però, hanno saputo conservare i propri tratti originari, mantenendo intatto tutto il loro fascino originario.
Merito certamente pure della famiglia Ensesa, che possiede l´albergo ormai da tre generazioni e che ne gestisce oggi l´attività grazie alle sorelle Carina, Julia e Virginia Ensesa Viñas, nonché al fratello Josep. «Non si può capire l´Hostal de la Gavina senza conoscere la storia di S´Agarò e del suo fondatore: nostro nonno Josep Ensesa Gubert», racconta Virginia senza nascondere una punta d´orgoglio: «Fin dall´inizio, la Gavina si è infatti presentato come un hotel indipendente dalle caratteristiche uniche». E, situato in un´area urbanizzata esclusiva e dall´accesso limitato, è stato capace di mantenere la propria proposta ricettiva distinta da quella della rampante Costa Brava. «Il nostro è un concetto di ospitalità residenziale che ancora oggi accoglie un pubblico di élite particolarmente esigente, felice di poter soggiornare in un ambiente che il governo catalano ha dichiarato nel 1995, Patrimonio culturale e artistico da preservare».
Ma come è stato possibile, in tutti questi anni, conservare inalterato lo spirito del luogo, pur adeguando l´offerta alle esigenze dei viaggiatori del ventunesimo secolo? «Armonizzare la tradizione con la modernità è sempre stato uno dei nostri principali obiettivi», spiega ancora Virginia. «Proprio per questo abbiamo costantemente cercato di mantenere i nostri servizi all´avanguardia, senza tuttavia perdere il classico stile mediterraneo della struttura. Perché l´innovazione continua è un must dell´ospitalità, ma lo è pure la conservazione della propria identità».
Una filosofia, quest´ultima, che gli Ensesa hanno saputo trasferire anche nei loro continui sforzi per tenere lontano l´Hostal de la Gavina da qualsiasi forma di standardizzazione e omogenizzazione dei servizi, «così come avviene invece in molte grandi catene internazionali. La nostra identità si riflette soprattutto nell´attenzione che poniamo in quegli elementi e in quei particolari capaci di creare la vera eccellenza del servizio. Come, per esempio, la nostra collezione di arte antica che da sola costituisce un ottimo motivo per soggiornare almeno una notte da noi. Il nostro è, in altre parole, un approccio all´ospitalità estremamente personalizzato, grazie al quale cerchiamo di conoscere e capire ogni piccolo capriccio dei nostri ospiti e di esaudire ogni loro desiderio».
La Gavina, insomma, ha saputo adattarsi ai gusti dei viaggiatori di oggi senza tradire le proprie origini e, quel che forse più conta, mantenendo intatto il livello della propria offerta. «Nel nuovo millennio», riprende Virginia, «gli ospiti desiderano vivere i propri momenti di vacanza lontani dallo stress quotidiano. E in tale contesto la spa è un servizio da cui oggi non si può più pensare di prescindere». L´eccellenza della moderna offerta wellness de la Gavina, in questo caso, è testimoniata da ben due medaglie d´oro: un doppio prestigioso riconoscimento che il Condé Nast world traveller contest ha assegnato alla struttura catalana sia nel 2010 sia nel 2011.
«In quanto titolare di un hotel gestito da più generazioni della stessa famiglia», conclude Virginia, «credo veramente che la cosa più importante per noi sia il coinvolgimento e l´impegno che mettiamo nella conduzione quotidiana della nostra struttura secondo la nostra filosofia. Per me e per i miei fratelli, la Gavina non è solamente un business, ma soprattutto un´esperienza arricchente ed eccitante: un´eredità stimolante che intendiamo trasferire anche alle nostre prossime generazioni. A chi mi chiede che cosa avrei potuto e voluto fare se non mi fossi impegnata in questo mestiere, rispondo sempre, perciò, che mi riesce difficile pensare a una favola più bella».

La struttura

L´Hostal de la Gavina, fin dall´apertura, ha accolto nelle proprie stanze molti viaggiatori famosi, tra cui anche alcuni membri della famiglia reale spagnola. I viaggiatori sono attirati dal fascino della costa rocciosa circostante e dalle sue spiagge intatte; la vicina città di Figueres, inoltre, è stata per anni il rifugio estivo preferito da molti artisti surrealisti e vanta persino un museo dedicato al suo più famoso cittadino, Salvador Dalì. Gli interni della struttura sono adeguati al livello del paesaggio in cui l´hotel è inserito: antichità, arazzi fiamminghi, lampadari di cristallo di Murano e incisioni di stile romanico arricchiscono gli ambienti, mentre ognuna delle 57 camere e 17 suite che compongono l´hotel è arredata in maniera unica e distintiva. Le materie prime utilizzate nel ristorante interno, infine, sono tutte di provenienza locale: comprate dai pescatori del posto o coltivate nei dintorni, spesso nella stessa S´Agaró, dove crescono, tra l´altro, limoni, magnolie, ulivi, palme e pini secolari.

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