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Agentic AI: il futuro dei viaggi è già qui

Una ricerca condotta da un un pool di atenei guidato dall’Università degli Studi Niccolò Cusano ha indagato come sta cambiando la pianificazione dei viaggi con i modelli più evoluti di intelligenza artificiale. Un'evoluzione sorprendente, che richiederà nuove regole, nuovi dati e nuove forme di coordinamento tra innovazione tecnologica e interesse collettivo

Una ricerca condotta da un un pool di atenei guidato dall’Università degli Studi Niccolò Cusano ha indaga

Di Job in Tourism, 20 Aprile 2026

Dai consigli sulla meta del viaggio ai suggerimenti su dove cenare o quale museo visitare alla gestione dell’intero processo di pianificazione – hotel compreso. È il salto che sta già compiendo l’AI generativa nel settore del travel con l’Agentic AI, ovvero i modelli evoluti di intelligenza artificiale che non si limitano a rispondere ai prompt degli utenti, ma mostrano capacità di ragionamento, pianificazione e adattamento e che, applicati al turismo, sono in grado di pianificare al dettaglio viaggi e vacanze tenendo in considerazione più variabili e temi di attualità come l’impatto ambientale, i costi di trasporto, le guerre, i blocchi aerei e navali o il costo del carburante.

Uno studio sull’Agentic AI

Uno studio realizzato da un pool di atenei guidato dall’Università degli Studi Niccolò Cusano ha indagato come sta cambiando l’uso dell’intelligenza artificiale nel settore e quali sono gli impatti del cambiamento.

“La domanda da cui siamo partiti è molto semplice: cosa accade quando gli algoritmi iniziano a comportarsi come veri e propri travel planner autonomi? Oggi si fa largamente uso dell’intelligenza artificiale in questo settore, ma di fronte a noi si apre una nuova era: attraverso l’Agentic AI sarà possibile pianificare itinerari in maniera più efficiente ed efficace perché in grado di analizzare i contesti internazionali, i costi e perfino valutare l’impatto ambientale”, ha spiegato Marco Valeri, professore dell’Unicusano che ha realizzato la ricerca insieme alla collega Alessandra Vitale del Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche, Sociologiche e Umanistiche, e ai colleghi dell’University of Deusto, in Spagna, e della Jindal della Global Business School, in India.

“Ci aspettiamo che presto questa tecnologia – è la conclusione alla quale sono arrivati i ricercatori- sarà ampiamente sfruttata dalle persone, ampliandone il numero: pensate che soltanto fra il 2024 e il 2025 l’utilizzo dell’IA generativa è più che raddoppiato, passando dall’11 al 24%. Con l’Agentic AI si apriranno scenari sorprendenti”.

Un’evoluzione sorprendente

Negli ultimi anni il turismo ha assistito a una progressiva evoluzione degli strumenti digitali: dai portali di prenotazione del web 2.0, basati soprattutto su ricerca, comparazione e recensioni, ai sistemi di AI generativa, capaci di produrre suggerimenti e itinerari testuali personalizzati. “L’Agentic AI – ha rimarcato Alessandra Vitale – sono sistemi di intelligenza artificiale dotati di maggiore autonomia operativa che non solo rispondono alle richieste dell’utente, ma organizzano processi, prendono decisioni sequenziali e costruiscono soluzioni più articolate”.

La ricerca dimostra che l’Agentic AI, rispetto all’applicazione della Generative AI e piattaforme web 2.0, non si è limitata a generare contenuti plausibili, ma ha dimostrato una maggiore capacità di costruire proposte di viaggio coerenti, realistiche e concretamente utilizzabili. Il sistema ha prodotto gli itinerari più fattibili, verificabili e sensibili al contesto, superando gli altri modelli in alcune dimensioni centrali della pianificazione di viaggio quali ottimizzazione dei costi, efficienza temporale, sostenibilità delle soluzioni proposte, capacità di gestire vincoli specifici e personalizzazione contestuale degli itinerari.

AI per quale turismo?

In questo contesto i ricercatori hanno posto una domanda: se gli algoritmi diventeranno sempre più capaci di pianificare, selezionare e gerarchizzare le opzioni di viaggio, il punto per il futuro non sarà solo quanto siano efficienti, ma anche quali modelli di turismo contribuiranno a rendere competitive le destinazioni turistiche. “L’Agentic AI – hanno sottolineato – emerge così come una frontiera promettente, ma anche come un terreno che richiede nuove regole, nuovi dati e nuove forme di coordinamento tra innovazione tecnologica e interesse collettivo”.

 

 

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