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Vivere il garbo delle Marche

Di Massimiliano Sarti, 12 giugno 2009

«Le Marche sono una casa speciale, la casa dell’humanitas, del garbo, della misura, della cortesia, dove i rapporti umani non sono contaminati dalla malizia e dall’ambiguità». Così lo scrittore e poeta Mario Luzi parlava della terra d’origine della sua famiglia: le Marche, appunto, e più precisamente Montemaggiore al Metauro, un piccolo borgo appoggiato su una delle tante, morbide creste che circondano Urbino e l’entroterra pesarese. E proprio sul profondo legame che le genti di queste contrade hanno con la propria terra, nonché sulla loro umanità, si basa il primo progetto di albergo diffuso legalmente riconosciuto delle Marche. Il relais 2 Campanili, inaugurato ufficialmente a giugno dell’anno scorso, sorge proprio a Montemaggiore al Metauro: 35 edifici, con le loro mura di cotto rossastro sparse fra vicoli acciottolati del sedicesimo secolo, sono stati trasformati in camere accoglienti e raffinate.
«Il borgo è uno spazio intimo, pacato, abitato ancora dai suoi residenti con cui è naturale scambiare qualche chiacchiera. Così, quando la proprietà di un residence locale ci propose di prendere in gestione la sua attività, capimmo immediatamente che quelle camere dotate di spazi cucina sarebbero potute diventare qualcosa di speciale: una forma di ospitalità unica, capace di sfruttare appieno proprio le caratteristiche di pace e tranquillità di Montemaggiore al Metauro», racconta l’amministratore unico del 2 Campanili, Gianfranco Mangiarotti, già gestore degli hotel Black e Scheppers, nonché del residence Libetta di Roma. «Scoprimmo in questo modo l’idea del docente di marketing turistico presso l’università degli studi di Perugia, Giancarlo Dall’Ara, che con il suo progetto di albergo diffuso intendeva offrire ai viaggiatori un nuovo modello di ospitalità: strutture capaci di far sperimentare, a chi vi soggiorna, l’esperienza di vita di un centro storico di una città o di un paese, garantendogli, al contempo, tutto il comfort dei servizi alberghieri tradizionali».
All’inizio, naturalmente, non fu semplice. Anche perché la regione Marche aveva sì recepito la legislazione nazionale in materia di alberghi diffusi, ma in tutto il territorio regionale nessuno ne aveva ancora fatto uso. I nuovi gestori del 2 Campanili dovettero perciò impegnarsi in uno sforzo suppletivo per tradurre in pratica tale normativa. «Sotto questo aspetto, devo dire, abbiamo avuto la fortuna di ricevere un sostegno fattivo da parte dell’amministrazione comunale», prosegue Mangiarotti. «Inoltre non abbiamo omesso di confrontarci con le altre realtà simili già attive sul territorio nazionale come, per esempio, Sextantio di Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo, nonché la stessa Associazione nazionale degli alberghi diffusi di Dall’Ara».
E poi c’era, naturalmente, la necessità di approntare un piano di ristrutturazione generale dell’intero complesso. «I nostri interventi hanno però ovviamente mirato a mantenere inalterati l’autenticità e l’equilibrio del luogo. Oltre al completo restyling delle camere, abbiamo poi proceduto a sostituire gli spazi adibiti a uso cucina di alcuni edifici con diversi ambienti comuni, tra cui una hall, una sala da the e una di lettura, nonché una internet room».
Ma quanto differiscono le modalità di gestione di un albergo diffuso rispetto a quelle di una struttura più tradizionale? «Non moltissimo, per la verità», risponde prontamente Mangiarotti. «Qualche differenza però c’è, anche nelle attività operative quotidiane. Le cameriere, per esempio, non possono certo utilizzare il carrello tradizionale per spostarsi da una camera all’altra. Le principali diversità, tuttavia, le riscontriamo soprattutto in fase di commercializzazione: la nostra è una formula ricettiva relativamente nuova e sono molti i viaggiatori che ancora non la conoscono. Gli operatori della reception sono perciò molto attenti, al momento dell’accoglienza, a spiegare ai nostri ospiti le caratteristiche di un albergo diffuso e il modo di raggiungere i vari servizi disposti tra un edificio e l’altro. Al momento dell’arrivo in camera, inoltre, i viaggiatori trovano una lettera di benvenuto in cui noi raccontiamo la nostra storia e l’origine di alcune scelte coerenti con la filosofia della struttura. Così, per esempio, il fatto che molte camere non abbiano l’aria climatizzata, pur essendo il nostro un albergo 4 stelle, è una soluzione non certo dettata da considerazioni economiche, ma dalla necessità di preservare dai rumori e dall’impatto ingombrante dei condizionatori il delicato equilibrio del borgo. E poi, il 2 Campanili si trova in un’area verde a 300 metri sul livello del mare. Basta aprire la finestra per lasciare entrare un venticello rinfrescante».
Nonostante l’inaugurazione recente, sono così già chiari al management del relais 2 Campanili gli obiettivi da raggiungere. «Ci rivolgiamo a una clientela, sia italiana sia internazionale, di età mediamente compresa fra i 30 e i 50 anni. Si tratta soprattutto di viaggiatori dotati di cultura medio-alta, desiderosi di relax, nonché alla ricerca di uno spazio in cui riappropriarsi del tempo e poter riconquistare un rapporto più naturale con il mondo circostante», conclude l’amministratore del 2 Campanili. «L’idea è quella di raggiungere il break even tra circa cinque anni: un po’ più tardi rispetto ai tempi medi dei progetti riguardanti gli hotel tradizionali, proprio per la relativa novità rappresentata dalla nostra offerta. Ma le stesse caratteristiche dell’albergo diffuso ci dovrebbero consentire, a regime, di mantenere un tasso di occupazione medio dei nostri 90 posti letto superiore al 65%. E, cosa particolarmente rilevante, senza eccessivi picchi stagionali, ma con una presenza costante durante l’intero arco dell’anno. Un obiettivo al cui raggiungimento contribuiranno pure i servizi del nostro piccolo centro benessere e del nostro spazio congressuale per eventi e convegni di dimensione medio-piccola».

La ristorazione

Al 2 Campanili non poteva certo mancare un’offerta enogastronomica profondamente legata al territorio. «Il nostro ristorante Palazzo della Rovere propone menu che pescano a piene mani dalla ricchissima tradizione culinaria del territorio», spiega Gianfranco Mangiarotti. «Ma per la verità, quando possiamo, cerchiamo di servirci di prodotti locali pure per le nostre esigenze non strettamente legate al reperimento delle materie prime alimentari. Sono profondamente convinto, infatti, che un albergo diffuso trovi la propria ragion d’essere proprio nella valorizzazione della destinazione in cui si trova». Così, per fare solo un esempio, le cucine dell’albergo diffuso marchigiano hanno a disposizione anche servizi di portata realizzati con le ceramiche di terrecotte della vicina Fratte Rosa. «Certo, ciò non vuol dire che tutto quello che si trova da noi sia sempre ed esclusivamente a chilometri zero», specifica Mangiarotti. «Anche in una destinazione di numerose eccellenze come le Marche occorre, infatti, ponderare attentamente la qualità di ogni prodotto e, quando il livello non è adeguato, non disdegnare il ricorso a materie prime provenienti da altri territori. Noi, per esempio, cerchiamo sempre di servire ai nostri commensali l’olio di Cartoceto, una località non molto distante da Montemaggiore al Metauro. Non possiamo però escludere a priori le annate non ottimali, e allora sarà necessario rivolgersi anche altrove».

La lettera di benvenuto

È questo uno stralcio della presentazione che lo staff del 2 Campanili riserva ai propri ospiti al momento dell’arrivo in camera, per spiegare loro la filosofia alla base di un albergo diffuso: «Gentili Amici, benvenuti a Montemaggiore al Metauro e benvenuti al nostro 2 Campanili relais, albergo diffuso delle Marche. Poche parole per spiegare dove Vi trovate: l’albergo diffuso ha la caratteristica di essere una struttura ricettiva distribuita in vari edifici all’interno di un piccolo borgo di case abitate, con la chiesa, la casa comunale, uffici, scuole… in poche parole vivere l’esperienza dell’albergo diffuso vuol dire partecipare ai ritmi di una comunità, condividere le giornate secondo dimensioni temporali e spaziali a misura d’uomo.
Il piccolo paese di Montemaggiore ha circa 2.500 abitanti, meno di 50 nel solo centro storico dove è collocato il nostro 2 Campanili relais: è facile intuire quali siano i ritmi e le sensazioni che si possono provare…
…Anche per il rispetto verso questa popolazione la nostra filosofia di ospitalità ha mantenuto inalterato il più possibile l’autenticità del luogo, evitando di alterare in qualsiasi modo un equilibrio che riteniamo sacro: per questo ha prevalso l’assenza di condizionatori rumorosi e inevitabilmente di forte impatto estetico. Ma la natura ci viene incontro e se lascerete le finestre aperte durante la notte, oltre ad avere uno zefiro che muoverà le tende leggere durante il sonno, vi sveglierete al canto degli uccelli mattutini.
Siamo consapevoli che non possiamo comunque dimenticare la contemporaneità, pertanto abbiamo messo a disposizione un internet point in via Panoramica 4/a (per l’uso chiedete le informazioni alla reception) e una Sala lettura in Vicolo Secondo con riviste e giornali… Buona Vacanza e ben arrivati a Montemaggiore al Metauro».

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