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Un’idea di budget hotel italiano

Di Massimiliano Sarti, 27 marzo 2009

Una struttura modulare con soluzioni differenti per diverse esigenze di ospitalità low cost. Si presenta così il progetto Freestyle hotels, che, elaborato dalla società di consulenza R&D hospitality, in collaborazione con l’università Iulm di Milano, nonché con lo studio di architettura Montanari & partners e con il general sales agent Htms international, mira a diventare la via italiana al budget hotel. «Esiste un enorme vuoto nell’offerta ricettiva del nostro paese, che non è mai riuscito a proporre un modello di ospitalità per il viaggiatore low cost», spiega Giorgio Bianchi, amministratore unico di R&D hospitality. «Mentre all’estero sono, infatti, molti gli esempi di budget hotel, i vincoli legislativi italiani impediscono la realizzazione di alberghi con camere di dimensioni sufficientemente ridotte da ottenere una capacità ricettiva adeguata a sostenere tariffe più basse e a remunerare l’investimento. Il nostro team ha così pensato di superare questi ostacoli grazie a una diversa progettazione degli spazi e a un prodotto in sintonia con le tendenze di mercato emergenti».
Quattro sono le linee principali attorno a cui ruota così l’intera idea dei Freestyle hotels: tariffe a partire da 30 euro per posto letto, un nuovo modello di ospitalità che privilegi i momenti di socializzazione, uno studio di fattibilità tecnica ed economica capace di garantire la redditività della struttura, nonché un prodotto di appeal, giovane e di design, in grado di non trascurare neppure la variabile sicurezza. «La nostra», prosegue Bianchi, «intende essere una soluzione progettuale innovativa, capace di garantire l’ottimizzazione e la condivisione degli spazi e dei servizi in un’ottica di minimum service concentrato sul binomio letto più bagno. Il tutto, accompagnato da un hotel management system focalizzato sulla riduzione e sull’ottimizzazione dei costi operativi, attraverso l’automatizzazione e l’outsourcing, nonché l’utilizzo di nuove soluzioni tecnologiche e sostenibili». La stesso nome Freestyle sottintende la flessibilità del progetto, che può adattarsi a soluzioni differenti: free per chi decide di condividere anche gli spazi notte e style per chi invece preferisce la privacy di una camera propria. «In entrambi i casi, però, i servizi sono semipersonalizzati», aggiunge Bianchi, «garantendo in questo modo il soddisfacimento dei criteri dei 2 stelle».
Ma quali sono gli attori che questo progetto intenderebbe coinvolgere? «Cerchiamo investitori, non necessariamente privati, che credano nella validità e nelle potenzialità della nostra idea di creare un nuovo concetto di ospitalità, che io amo definire di accoglienza speciale», interviene il direttore tecnico dello studio Montanari & partners, Antonio Montanari. «Perché i Freestyle hotels non nascono solo per rivolgersi ai viaggiatori intesi nel senso tradizionale del termine, ma anche per venire incontro a tutta quella fascia di soggetti che richiedono ospitalità a prezzi accettabili, in occasione di soggiorni sia giornalieri sia più prolungati nel tempo. Per mantenere bassi i costi di costruzione, tra l’altro, sarebbe auspicale reperire terreni a costi contenuti. E proprio la flessibilità d’uso, intesa come la possibilità di adeguare la struttura con interventi minimi a diverse e nuove richieste di utenza, quali i lavoratori stagionali e gli studenti, permetterebbe ai Freestyle hotels di ambire non solo a terreni residui, di scarso interesse localizzativo o dimensionale, ma anche alle superfici di enti pubblici da ottenere in concessione per un uso para-sociale».
Grazie alla propria capacità di ampliare il concetto tradizionale di ricettività alberghiera secondo concetti innovativi, ma pur sempre calati nella realtà burocratica e gestionale italiana, gli hotel low cost di R&D hospitality appaiono, in altre parole, come un progetto versatile, proponibile e attuabile in sistemi molto diversi tra loro. «Noi però», riprende ancora Bianchi, «abbiamo già delineato una mappa di sviluppo ideale, basata, tra l’altro su un’accurata simulazione delle performance economiche di un modello di Freestyle hotel tipo, adibito a struttura ricettiva per viaggiatori tradizionali. Secondo i nostri calcoli, per essere redditizio, un albergo Freestyle dovrebbe così essere realizzato su una superficie commerciale di circa 2.500 metri quadrati. In questo caso, il costo di costruzione per camera sarebbe di poco più di 100 mila euro. Il che, con un tasso di occupazione medio a regime attorno al 70%, genererebbe un ritorno sull’investimento pari a circa il 10%».
L’idea è quella di aprire una prima struttura a Milano entro il 2011, anche in vista di Expo 2015, per poi sviluppare il progetto sull’intero territorio nazionale, arrivando a contare, entro i prossimi cinque-sei anni, una decina di strutture situate in località possibilmente già servite da collegamenti aerei low-cost, come, per esempio, Roma, Bologna, Napoli, Bari e Catania. «Abbiamo già ricevuto notevoli segnali d’interesse da parte di molti comuni dell’hinterland milanese, che reputano la nostra proposta allettante per lo sviluppo del proprio territorio», conclude Montanari. «Attualmente stiamo vagliando attentamente ogni singola ipotesi. Perché siamo convinti che il nostro progetto abbia comunque bisogno di una location da cui è possibile raggiungere facilmente i luoghi d’interesse reale per chi vi soggiorna. Una volta individuati i partner, infine, siamo disposti ad adeguare il nostro servizio alle necessità specifiche di ogni singolo investitore, essendo in grado non solo di offrire supporto in termini di know how per il progetto, ma anche di commercializzare le camere tramite contratti di soft franchising o di gestire direttamente le strutture in management».

L’identikit dell’ospite tipo

Viaggiare low cost non significa necessariamente essere low spender o accontentarsi di un prodotto di scarsa qualità. È questo il senso dell’intervento di Gianni Martino, group coordinator Htms international, che traccia un identikit preciso del viaggiatore Freestyle: «Si tratta di turisti generalmente dotati di alta scolarizzazione, tendenzialmente giovani, che amano fruire delle risorse attrattive ed enogastronomiche del territorio in cui decidono di soggiornare. Viaggiano prevalentemente nei weekend, spesso insieme alla famiglia, ma possono essere anche attratti da eventuali tariffe convenienti praticate nei giorni infrasettimanali. Rappresentano, insomma, una forma di turismo corto ma non stressante per le destinazioni. Anche perché sono viaggiatori alla ricerca non solo delle attrazioni di massa, ma anche di proposte culturali, culinarie e artistiche esclusive e originali».

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