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Periodo di assunzioni last minute

Di Antonio Caneva, 10 aprile 2009

Harrah’s Entertainment, la maggior compagnia al mondo per ricavi derivanti dalla gestione di hotel casinò, si trova in difficoltà e potrebbe non essere in grado di generare abbastanza cash flow per coprire le scadenze del debito. E mentre il ceo Gary Loverman lo scorso anno ha ricevuto compensi per 39,6 milioni di dollari (157% più che nel 2007), la compagnia è a rischio default. Moody’s investors service ha abbassato il rating in virtù della considerazione che il peso del debito potrebbe limitare nuove opportunità di business.
Per ridurre le difficoltà relative al cash, Harrah’s ha comunicato di aver, nel corso del 2008, assieme ad altri costi, ridotto le forze lavoro di 7 mila unità, pari all’8% del totale, ora di 80 mila dipendenti, con un risparmio totale di 534,7 milioni di dollari. Bene, quindi: una incisiva azione per superare la crisi.
Niente affatto. Andrew Zarnett, un analista per i casinò della Deutsche bank, ha espresso preoccupazione per questa riduzione di costi, affermando: «Sono state attuate delle azioni per ridurre i costi (principalmente quelli dei lavoratori) ma ciò aggraverà l’atteggiamento di una già scoraggiata forza lavoro e causerà un ulteriore degrado delle proprietà con possibili ripercussioni sulla clientela, inducendola a utilizzare le strutture concorrenti».
Le forze lavoro poste al centro dell’attenzione, non onere ma risorsa. Parlavo con il direttore di un albergo Radisson in Finlandia e mi confidava, con compiacimento, di aver brillantemente superato il target che la società pone per la valutazione della soddisfazione dei dipendenti nei confronti della direzione. I dipendenti considerati parte integrale nel conseguimento dei risultati, non appendice ma ruolo centrale. E ora, cosa stiamo facendo? La crisi attuale non sempre suggerisce politiche lungimiranti in relazione alle risorse umane; alcune riduzioni di organico rischiano di diventare un boomerang al momento della ripresa. Certamente il momento non è dei più facili e richiede nervi saldi per evitare valutazioni precipitose; negli alberghi annuali, spesso, i dipendenti dimissionari non vengono sostituiti e anche per la stagione estiva le assunzioni avvengono last minute. Comunque, piccoli segnali di ripresa dei consumi sono già presenti e la borsa, che per prima anticipa gli andamenti dell’economia, da tre settimane è in crescita e comunque (vorrei evitare di essere contraddetto prima di andare in stampa) sembra non sia più in caduta verticale. Tra le opinioni di catastrofisti e ottimisti una cosa è certa: ora dobbiamo valutare con attenzione critica se, nel momento in cui si uscirà dal tunnel, saremo pronti e organizzati.

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