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Una semplice clausola per favorire la conciliazione

Di Tatiana Torlaschi, 27 agosto 2010

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Che fa, concilia? La domanda richiama alla mente l’immagine di Alberto Sordi nel film Il Vigile. Ma a quasi 50 anni di distanza dal momento in cui è stata girata tale scena mi chiedo: è davvero facile oggi conciliare in ambito turistico? Se da un lato infatti lo strumento della conciliazione, recentemente attivato presso la Camera di commercio, rappresenta un’enorme potenzialità per alleggerire i tribunali e garantire un accesso rapido ed economico alla giustizia per il consumatore, dall’altro lato il turismo non è stato annoverato tra le dieci categorie sottratte all’iter naturale del procedimento civile. Il decreto legislativo 4 marzo 2010 numero 28, entrato in vigore il 20 marzo 2010 in attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009 numero 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, ha infatti sancito l’obbligatorietà della conciliazione esclusivamente per le controversie in materia di affari di condominio, di diritti reali (quindi proprietà, usufrutto e ipoteca), di divisione, di successioni ereditarie, di patti di famiglia, di locazione, di comodato, di affitto di aziende, di risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione a mezzo stampa, nonché di contratti assicurativi, bancari e finanziari.
In questi casi il mediatore avanza una proposta entro un massimo di 120 giorni dall’inizio del procedimento. Se le parti l’accettano, la lite si interrompe. Altrimenti si va in tribunale. Esiste però anche la possibilità di una mediazione facoltativa, anch’essa riconosciuta nella fonte sopra citata, per cui le parti, coinvolte in altre tipologie di controversie, possono liberamente scegliere la via della composizione stragiudiziale della lite. E allora ci sentiamo di proporre, tanto agli albergatori quanto ai tour operator: perché non agevolare la conciliazione inserendo nelle condizioni contrattuali una clausola standard in cui le parti si impegnano a sottoporre eventuali controversie, derivanti dal contratto, al tentativo di conciliazione previsto dal servizio di conciliazione? Che fa, quindi, concilia?

Tatiana Torlaschi è consulente Gesticlaim

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