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Quali servizi per i golfisti

Le caratteristiche fondamentali di un'offerta ricettiva declinata sulle esigenze degli sportivi del green

Le caratteristiche fondamentali di un'offerta ricettiva declinata sulle esigenze degli sportivi del green

Di Marco Bosco, 8 novembre 2012

Nel golf non esiste concorrenza. Un paradosso, ma anche una caratteristica reale di un segmento che, se sviluppato adeguatamente, potrebbe aiutare la destinazione Italia a superare il proprio atavico individualismo e a fare finalmente sistema. Almeno in tema di distretti golfistici integrati. Ne è assolutamente convinto Antonello Buono, attuale direttore commerciale Monrif Hotels, ma con un recente passato da direttore di resort leisure a forte vocazione golfistica. «Gli appassionati di questo sport amano viaggiare per giocare. E tendenzialmente effettuano soggiorni di almeno quattro-cinque giorni. È chiaro, allora, che non si accontentano di cimentarsi solo sul campo interno del resort dove alloggiano, ma desiderano provare più green possibili della destinazione prescelta. Ecco perché si dice che nel golf non esiste concorrenza: è un catalizzatore naturale di sinergie, che obbliga strutture, territori e operatori a collaborare, a fare sistema, per promuovere e commercializzare la propria destinazione. Purtroppo, se si eccettua il polo golfistico del Garda, in Italia ciò ancora non avviene. Mentre ci sono altri paesi del Mediterraneo che hanno già intuito tutte le potenzialità di questo segmento turistico, istituendo veri e propri distretti golfistici riconosciuti a livello globale. Non mi riferisco solamente alla Spagna e al Portogallo; anche il Marocco e la Turchia hanno compiuto grandi passi in avanti da questo punto di vista».

Domanda. Ma il golf è davvero la panacea di tutti i mali del turismo italiano, come è stato sostenuto in un recente passato?
Risposta. Diciamo che è una delle opportunità a cui l’Italia dovrebbe guardare, certo importante, ma pur sempre una possibilità tra tante. Occorre essere realisti: in termini generali, tenendo anche presente il non elevatissimo numero dei praticanti italiani, il golf non può certo ambire a diventare il segmento trainante della nostra industria dei viaggi. Può però senz’altro rappresentare un ulteriore motivo di attrazione per gli stranieri, capace di valorizzare ancora di più i tradizionali fattori di appeal della penisola.
D. Quali, allora, i vantaggi di un’offerta turistica declinata sulle esigenze dei golfisti?
R. Come dicevo prima, chi viaggia per giocare tende a prenotare soggiorni di più giorni, solitamente di almeno una settimana. Non solo: si tratta spesso di turisti dotati di budget medio-alti, con un’elevata capacità di spesa. Infine, per una destinazione con le caratteristiche climatiche dell’Italia, il golf potrebbe rappresentare un’importante risorsa di destagionalizzazione dell’offerta, attirando, in particolare, i viaggiatori del Nord Europa alla ricerca di green in cui giocare anche durante i mesi più freddi.
D. Dove, invece, i rischi?
R. Sono soprattutto legati all’onerosità dei costi di realizzazione e manutenzione dei campi. Tanto più che, come accennavo prima, in Italia non esistono ancora dei distretti golfistici integrati, in grado di dare la giusta visibilità a un’offerta di questo tipo. Basti pensare che la Toscana, dove il nostro gruppo ha un resort a vocazione golfistica come La Bagnaia, solo quest’anno si presenterà, per la prima vola unita in un unico stand, alla fiera internazionale di settore (la Igtm), in programma in Algarve a metà novembre.
D. Quali, nello specifico, i costi da tenere assolutamente sotto controllo?
R. La manutenzione delle aree verdi è particolarmente impegnativa. Occorrono molte risorse, tanto che, nella gestione di un campo da golf, le spese per il personale rappresentano generalmente il 35%-40% dei ricavi totali. Una percentuale davvero alta per un’offerta in cui il prodotto è sostanzialmente rappresentato da un prato verde e non tanto da un servizio di tipo personale, come per esempio avviene proprio nell’hôtellerie. Non vanno poi dimenticati tutti i costi legati a questioni più strettamente agronomiche, come i concimi, i disinfestanti e le necessità di irrigazione del prato.
D. È possibile tracciare un identikit dell’ospite appassionato di golf?
R. È un cliente unico nel suo genere. Viaggia principalmente per giocare e apprezza particolarmente l’efficienza. In un certo senso, è come se fosse un ospite leisure con esigenze business, perché si sposta per divertimento ma ha l’agenda piena di impegni, come un uomo d’affari. Il campo da golf e i servizi di ristorazione, in particolare, sono le cose più importanti per lui. È fondamentale, soprattutto, rispettare gli orari di prenotazione del campo e far trovare al golfista, reduce dalle 18 buche, la propria camera pronta al rientro in hotel. Da notare, infine, che lo stesso ospite si comporta in maniera diversa, a seconda che arrivi in albergo per un tradizionale weekend di relax, oppure per una settimana di golf.
D. Dove si trova, infine, il personale necessario alla gestione di un campo?
R. Da qualche anno a questa parte, la Federazione italiana golf ha istituito una serie di corsi per la formazione delle figure principali: il green keeper, ossia il giardiniere – manutentore del green, e il super intendent, il suo diretto responsabile, nonché il segretario sportivo e il direttore, per quanto riguarda, invece, la parte più strettamente gestionale. Ma, come spesso accade nell’hôtellerie, molto importante è anche il passaparola tra addetti ai lavori.

Chi è Antonello Buono

Dopo aver conseguito il diploma alberghiero, Antonello Buono, oggi direttore commerciale Monrif Hotels, compie le prime esperienze professionali in vari hotel italiani ed europei. Durante la sua carriera è, tra l’altro, direttore dei capitolini Crowne Plaza Rome St. Peter’s, St. George e Aurelia Antica suites & apartments, nonché dell’Una hotel Vittoria di Firenze e del Royal Garden di Assago, in provincia di Milano. Ma nel suo recente passato ci sono anche un paio di prestigiose esperienze alla guida di due resort toscani a forte vocazione golfistica: l’Una Poggio dei Medici di Scarperia e La Bagnaia Resort dell’omonima località del senese.

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