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Nove mesi da dimenticare

Di Marco Beaqua, 10 ottobre 2008

Precipita il sistema turismo in Italia. Non sono solo le tensioni dei mercati finanziari internazionali accompagnate dalla generale debolezza della recente congiuntura economica a preoccupare. Anche le performance del mercato turistico nazionale, nei primi nove mesi del 2008, com’era facile prevedere, sono state tutt’altro che soddisfacenti. E le due cose, ovviamente, non possono che essere collegate da un filo doppio.
A confermarlo, l’Osservatorio turistico-alberghiero di Federalberghi-Confturismo, che, durante il recente convegno “Turismo-trasporti-ambiente per lo sviluppo economico dell’Italia” tenutosi a Sanremo, ha rivelato alcuni dei risultati provvisori tratti dall’esame delle proprie rilevazioni mensili.
Da gennaio a settembre, in particolare, negli hotel italiani si sono registrati 209,4 milioni di presenze, contro i 214,9 milioni del 2007, con un calo netto del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il tutto a fronte di un sostanziale ristagno dei prezzi, che secondo i tabulati Istat si sarebbero mantenuti sostanzialmente sullo stesso livello dell’anno precedente, rimanendo, perciò, ben al di sotto del tasso d’inflazione, che si sarebbe invece attestato attorno al 3,5%.
Scorporando i dati dell’Osservatorio Federalberghi, si scopre poi come, tra gennaio e settembre, i pernottamenti dei clienti italiani in albergo siano calati dello 0,7% (con 119,9 milioni di presenze rispetto ai 120,8 milioni del 2007), mentre sul fronte degli stranieri si è verificato un vero e proprio crollo, con una diminuzione dei pernottamenti del 4,8% (89,5 milioni di presenze contro i 94,1 milioni dell’anno precedente).
Prendendo in esame il solo quadrimestre estivo (giugno-settembre), la criticità della situazione complessiva appare ancora più chiaramente in tutta la sua consistenza: giugno ha, infatti, fatto registrare una diminuzione delle presenze italiane del 2,5% (400 mila pernottamenti in meno) e un -5,4% di quelle straniere (-700 mila). A luglio il trend negativo è proseguito con una diminuzione delle presenze di viaggiatori nazionali dell’1,5% (340 mila pernottamenti in meno) e un -7,8% di quelle straniere (-1 milione e 170 mila). Allo stesso modo, agosto si è chiuso con un -1,5% di presenze italiane e un -5,4% di quelle internazionali (rispettivamente 420 mila e 720 mila pernottamenti in meno). Settembre, infine, non dovrebbe riservare migliori sorprese, anzi le previsioni parlano di cali ancora più significativi, con le presenze italiane che dovrebbero scendere del 4,2% e quelle straniere del 6,5% (rispettivamente 550 mila e 930 mila pernottamenti in meno).
Analizzando, poi, le nazionalità di provenienza dei turisti stranieri in Italia il panorama ovviamente non muta di segno: nel solo trimestre estivo giugno-agosto si è infatti registrato un calo del 21% delle presenze statunitensi a cui si deve aggiungere il -13,7% degli inglesi, il -8,1% dei tedeschi e il -7,6% sia dei francesi sia degli austriaci.
Per quanto riguarda le segmentazioni delle mete turistiche per tipo di destinazione, durante i primi otto mesi dell’anno solo le località lacuali hanno fatto registrare un aumento delle presenze, che, toccando i 9,5 milioni di pernottamenti, sono cresciute del 4,4% (+11,1% di italiani e +1,9% di viaggiatori internazionali) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le località balneari, con 56,4 milioni di pernottamenti, hanno fatto invece registrare un calo delle presenze complessive del 3,4% rispetto al 2007, con un -1,1% di italiani e un -8,6% di stranieri. Soffrono anche le città d’arte maggiori e minori, che con 44,2 milioni di pernottamenti complessivi hanno visto diminuire le presenze di turisti del 4,6%. Un calo, determinato sostanzialmente dal crollo dei viaggiatori internazionali, le cui presenze sono scese del 9,8% contro un saldo positivo del 3,8% fatto registrare da quelle italiane. In montagna non è certo andata molto meglio: sono stati, infatti, 28 milioni i pernottamenti complessivi (-1,9% rispetto al 2007). In questo caso, però, le cause del calo sono da ricercare nella consistente flessione delle presenze italiane, scese dell’11,5%, contro un +12,5% di quelle straniere. Le località termali, poi, si sono fermate a quota 7,7 milioni di pernottamenti, facendo registrare un significativo -9,4% rispetto al 2007 (-3,9% di presenze italiane e -17,8% di quelle internazionali). Decisamente insufficienti anche le performance delle località d’affari, nelle quali i pernottamenti sono scesi di 3,1 milioni di unità, a seguito di una flessione del 2,4% delle presenze complessive rispetto all’anno scorso (-0,4% di quelle italiane e -8,3% di quelle straniere).
Secondo i dati dell’Ufficio italiano dei cambi, le cui funzioni dal primo gennaio 2008 sono confluite nella Banca d’Italia, la bilancia turistica dei pagamenti relativa ai primi sei mesi di quest’anno avrebbe, infine, chiuso con un aumento dell’1,9% dei crediti (13,9 miliardi di euro contro i 13,6 miliardi del 2007). Una crescita, peraltro, non sufficiente a bilanciare l’incremento dei debiti, che, passati dagli 8,5 miliardi di euro dell’anno scorso agli attuali 9,1 miliardi, sono aumentati del 6,8%. Alla fine dello scorso mese di giugno, il saldo tra crediti e debiti della bilancia turistica dei pagamenti è perciò diminuito del 6,3%, calando dai 5,1 miliardi di euro del 2007 ai 4,8 miliardi di quest’anno.

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