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Nave blu sulle autostrade del mare

Di Massimiliano Sarti, 20 aprile 2007

Un battesimo è sempre un avvenimento importante. Quando poi si tratta di una nave prestigiosa, l’evento si trasforma in una cerimonia sfarzosa, un’opportunità per l’armatore e le autorità pubbliche di fare il punto della situazione, riflettere sulle prospettive future e mostrare prestigio e solidità delle imprese coinvolte nella costruzione della nuova imbarcazione. Così è avvenuto anche nel caso della M/n Coraggio della Grimaldi holding, il cui battesimo è avvenuto presso la stazione marittima di Genova il 29 marzo. Il natante è destinato a infoltire la flotta di otto traghetti della Grandi navi veloci, compagnia di navigazione partecipata parzialmente dallo stesso gruppo armatoriale.
«Questa è la mia novantatreesima nave», ha dichiarato il brillante ultraottuagenario presidente della holding, Aldo Grimaldi. «A quattro anni di distanza dal varo della Suprema, la Coraggio è la prima imbarcazione di una nuova serie di otto navi destinate a costituire la serie delle cosiddette navi blu». I nuovi ferry cruise si differenziano dai precedenti otto cruise ferry della linea bianca per la diversa vocazione che ne ha ispirato la costruzione. Una differenziazione ben simbolizzata dall’inversione dei termini: la Coraggio è infatti prima di tutto una nave da trasporto, che per le accurate caratteristiche di bordo può rispondere pienamente anche alle esigenze dei passeggeri. Viceversa, la linea bianca è prima di tutto destinata al trasporto delle persone. «Il piano d’investimento per le nuovi navi è stato avviato nell’aprile del 2005», ha puntualizzato ancora Grimaldi. «Alla sua realizzazione abbiamo destinato ben 450 milioni di euro. Una cifra importante, testimonianza della fiducia che riponiamo nella prossima crescita del mercato del trasporto marittimo e una riprova della salute di cui gode la Grande navi veloci, il cui fatturato è cresciuto del 28% tra 2002 e 2005».
Incaricati della costruzione delle navi, i Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara, il cui socio di maggioranza è Sviluppo Italia. «Negli ultimi anni abbiamo attraversato un momento difficile», ha spiegato il presidente dell’impresa toscana, Bruno Pisaturo, «ma ora, anche grazie alle nuove importante commesse della Grimaldi, con cui abbiamo un rapporto continuativo da oltre 35 anni, ci stiamo decisamente riprendendo». Una rinascita che coincide con un generale momento positivo per l’industria armatoriale europea: «Quando abbiamo varato la Suprema nel 2003, la situazione per l’industria delle costruzioni navali del Vecchio continente era drammatica. La feroce concorrenza dei mercati del Far East aveva ridotto la rilevanza della cantieristica europea al minimo storico, con una produzione pari al 5% del totale mondiale», ha proseguito. «Oggi la situazione è fortunatamente cambiata e c’è in atto una nuova strategia per svincolarsi dall’insidiosa rete della corsa al prezzo più basso, concentrando i propri investimenti in prodotti ad alto contenuto tecnologico. Soprattutto l’Italia ha acquisito una posizione di leadership in ambito globale nella cantieristica per le navi da crociera ed è la nazione trainante in Europa per quanto riguarda anche i traghetti. Contemporaneamente la produzione del Vecchio continente è tornata a crescere e ora rappresenta il 16% dell’offerta mondiale nel settore». Nuvole scure, tuttavia, fanno ancora capolino qua e là all’orizzonte di questo quadro a tinte chiare: «Se da una parte crescono i costi dei materiali, infatti, l’espansione generale della domanda non ha generato un adeguato aumento dei prezzi. E questo nonostante la scelta high-tech della cantieristica europea».
A concludere la cerimonia, l’intervento del presidente della regione Liguria, Claudio Burlando: «L’investimento della Grimaldi, supportato dal finanziamento del gruppo Unicredit, è un segnale particolarmente positivo in una duplice direzione: da una parte rappresenta un incoraggiante primo passo per una più stretta collaborazione tra il settore bancario e l’industria marittima italiana, un rapporto che nel passato si è dimostrato spesso controverso. D’altro canto, il progetto testimonia come l’industria italiana abbia le potenzialità per competere sul mercato globale con prodotti di qualità, in grado di reggere la concorrenza internazionale senza bisogno di svalutazioni monetarie o, peggio, di improbabili rincorse al prezzo più basso. Mi preme infine sottolineare come le nuovi navi in costruzione si inseriscano armonicamente nel più vasto progetto delle autostrade del mare: un piano promosso dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per decongestionare la rete stradale italiana dal traffico merci e per diminuirne l’impatto ambientale. L’iniziativa beneficerà, tra l’altro, di un ecobonus del 20%, che verrà applicato alle tariffe relative al trasporto marittimo non appena sarà concluso l’iter istituzionale per la sua definitiva approvazione».

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