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La riscossa delle pmi

Di Marco Bosco, 4 giugno 2010

Le piccole e medie imprese ricettive rappresentano l’asse portante del sistema turistico italiano, non sono affatto un’anomalia nel panorama dell’offerta alberghiera europea e rappresentano un prodotto particolarmente apprezzato dalla domanda internazionale. Smentiscono luoghi comuni e pregiudizi diffusi le conclusioni del recente convegno «Le pmi nel turismo, un’opportunità per lo sviluppo», organizzato a Bologna da Assoturismo-Confesercenti Emilia-Romagna.
«In Italia, nel turismo», ha raccontato nel proprio intervento il professore di marketing del turismo dell’università di Perugia, nonché fondatore e presidente dell’Associazione nazionale degli alberghi diffusi, Giancarlo Dall’Ara, «si è da tempo consolidata una corrente di pensiero che attribuisce ingiustamente alle piccole e medie imprese turistiche, e in particolare agli alberghi di piccola dimensione, gran parte delle responsabilità dei problemi del turismo italiano. La frammentazione e la conseguente debolezza del sistema turistico nazionale, la difficoltà a competere sui mercati internazionali, il mancato ammodernamento di gran parte dell’offerta turistica del nostro paese sarebbero diretta conseguenza di un sistema che si basa ancora prevalentemente su imprese di piccole dimensioni e a conduzione familiare».
Ma gli stessi dati statistici contraddicono tali preconcetti. Secondo quanto riporta un’elaborazione Assoturismo tratta dai risultati del sedicesimo Rapporto sul turismo italiano, pubblicato a cura di Emilio Becheri per i tipi di FrancoAngeli, gli oltre 34 mila hotel italiani (che collocano il nostro paese al terzo posto, nell’Europa a 27, per numero di strutture dedicate all’ospitalità alberghiera e al primo per numero di stanze, con 1.058.910 camere) hanno una dimensione media pari a 31,6 stanze per esercizio. Una cifra, quest’ultima, più alta della media europea, che è di 29, e superiore, in particolare, a quella degli alberghi tedeschi (25 camere) e britannici (15), nonché vicina a quella delle strutture francesi (35). Grecia, Spagna, e Portogallo, invece, con una media rispettivamente di 40, di 45 e 58 camere per hotel, sono dotate di strutture di grandezza generalmente più elevata.
«Per molti osservatori», ha così proseguito Dall’Ara, «l’Italia delle pmi resta una anomalia, ma i dati dicono il contrario: molti paesi europei hanno, in media, alberghi più piccoli di quelli del nostro paese. Dunque, l’offerta alberghiera dell’Italia turistica non è affatto un’anomalia e la presenza diffusa degli alberghi in tutto il paese è anzi una sua peculiarità storica, tradizionalmente molto apprezzata dalla domanda, perché permette di sperimentare lo stile di vita italiano e di vivere la cultura dei luoghi».
Un panorama ricettivo diffuso a cui, naturalmente, non sfugge neppure la realtà emiliano-romagnola, come ha evidenziato nel suo intervento volto a illustrare le recenti evoluzioni del comparto nella regione, il direttore Confesercenti Emilia-Romagna, Stefano Bollettinari. «La nostra offerta è incentrata essenzialmente sulle piccole e medie imprese ed è stata protagonista di uno straordinario processo evolutivo negli ultimi dieci anni, ancora più accentuato rispetto all’andamento nazionale, con processi di adeguamento e riqualificazione che la fanno essere più che mai una opportunità di sviluppo per l’economia turistica della nostra regione. Basti pensare che tra il 1998 e il 2008, a fronte di una diminuzione complessiva del numero degli alberghi del 9,3% (da 5.084 a 4.612), gli hotel a 4 e 5 stelle sono aumentati del 9% (da 245 a 415) e i 3 stelle del 31% (da 1.881 a 2.469), mentre gli esercizi a 1 e 2 stelle si sono quasi dimezzati, passando da 2.885 a 1.518. Alla fine del 2008, infine, le strutture ricettive avevano mediamente 33 camere e 62 posti letto: dato che, per quanto riguarda il numero delle camere, è migliore della media nazionale e di poco sotto alla media della Francia, spesso presa a esempio per l’organizzazione turistica. Difficilmente altri comparti produttivi in soli dieci anni avrebbero potuto affrontare un simile cambiamento».

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