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Investire lungo la Milano-Lecco

Di Stefano Lombardini, 31 luglio 2009

WWW.TEAMWORK-RIMINI.COM

Le potenzialità di un’area a forte presenza imprenditoriale, ma priva di una soddisfacente offerta ricettiva, sono al centro del nuovo contributo di Stefano Lombardini. Questa volta l’attenzione dell’esperto in studi di fattibilità economica per investimenti nel mercato immobiliare alberghiero, nonché ricercatore della società di consulenza Teamwork di Rimini, si concentra sul territorio servito dalla superstrada Milano-Lecco: un’area dalle elevate opportunità d’investimento soprattutto in ambito di ospitalità business.

L’importante arteria di collegamento stradale tra la macro-area della Brianza (a sud) e il lago di Como (a nord) attraversa un territorio dove è localizzata una nutrita serie di imprese e impianti industriali. Il primo dato che colpisce l’osservatore in transito su questa superstrada è però la dispersione dell’offerta ricettiva, nonché la localizzazione dei tanti piccoli alberghi della zona in aree non direttamente visibili dal principale asse stradale. Inoltre il territorio dell’Alta Brianza e della provincia di Lecco ha registrato, nel corso degli ultimi dieci anni, solo un parziale rinnovamento della propria offerta alberghiera: il comparto ricettivo dell’area in oggetto è stato, infatti, solo minimamente toccato dagli sviluppi dell’ultima decade.
In particolare, non si è assistito ad alcuna internazionalizzazione dell’offerta, né tantomeno si è registrato un aumento significativo della proposta ricettiva in termini quantitativi. Sono nate, è vero, o si sono riqualificate alcune piccole strutture, ma queste rimangono tutte a gestione familiare e principalmente imperniate sulle attività di ristorazione. Sempre più operatori, inoltre, hanno scelto di gestire strutture di tipo agrituristico o bed & breakfast, in ragione del minore rischio d’impresa.
Il limitato processo di rinnovamento sperimentato dal sistema alberghiero locale potrebbe per la verità apparire un elemento dalla doppia valenza: lasciare, cioè, aperta la domanda se ciò sia accaduto a causa della saturazione dell’offerta, unita a una debolezza complessiva della domanda, oppure a seguito della mancanza di progetti di qualità e di livello professionale. Noi propendiamo apertamente per la seconda ipotesi, perché riteniamo elevate le opportunità d’investimento capaci di intercettare il target della clientela business di passaggio sulla provinciale Milano-Lecco. Senza al contempo dimenticare il turismo leisure che la stessa superstrada veicola verso il lago di Como, nonché la domanda congressuale e fieristica attirata dal centro espositivo LarioFiere di Erba.
Tutto questo pubblico, infatti, trova faticosamente soluzioni alla propria richiesta di ricettività negli hotel attualmente presenti sul territorio, anche perché, come già accennato, le strutture sono materialmente nascoste tra le colline. Invero, la visibilità e la facilità di accesso di un complesso immobiliare alberghiero, per i numerosi viaggiatori in transito sulla superstrada Milano-Lecco, potrebbero rappresentare i più importanti fattori di successo gestionale di un nuovo hotel. Essi garantirebbero, infatti, alla struttura la possibilità di sfruttare una posizione strategica sul trafficato asse stradale, che insiste su un territorio caratterizzato da una forte presenza imprenditoriale.

Le ricadute dell’Expo 2015 sull’area ammontano a quasi 60 milioni di euro

L’indotto turistico atteso dall’area insistente attorno alla superstrada Milano-Lecco, a seguito dell’organizzazione di Expo 2015, è stato recentemente previsto aggirarsi attorno ai 57 milioni di euro. La stima è stata elaborata dalla Camera di commercio di Lecco, lavorando sui dati del Registro delle imprese, nonché dell’Istat e delle università Iulm di Milano e Ciset-Ca’ Foscari di Venezia. Il risultato finale sarebbe, in particolare, determinato dalla somma delle seguenti voci:
• Ricettività alberghiera ed extralberghiera: 25 milioni di euro
• Shopping (abbigliamento, calzature e altri prodotti): 13 milioni di euro
• Ristorazione: 12 milioni di euro
• Spese di trasporto degli ospiti che visiteranno il territorio: 3 milioni di euro
• Indotto relativo ad altri settori dell’economia provinciale: 4 milioni di euro.

L’opportunità LarioFiere

Il centro espositivo e congressuale Lariofiere si trova nel comune di Erba, in provincia di Como, nel cuore di un territorio caratterizzato da una forte inclinazione imprenditoriale: un tessuto produttivo che vanta la presenza di circa 400 mila imprese, quasi il 20% del totale nazionale, per una media di 31 imprese attive ogni 2 chilometri quadrati di superficie territoriale e che può vantare un altissimo livello di occupazione. Basti, a tale proposito, citare la vocazione tessile del comasco, le industrie meccaniche del lecchese, la cultura del mobile canturino e la vivacità imprenditoriale di tutta la Brianza e dell’hinterland milanese. Erba, in particolare, è al centro del triangolo lariano, a 15 chilometri da Como e da Lecco, nonché a 40 chilometri da Milano. È inoltre dotata di un buon sistema di collegamenti, imperniati attorno alla stessa superstrada Milano-Lecco, all’autostrada A9 Milano-Como e alle linee delle Ferrovie Nord Milano.

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